Tuesday, October 24, 2017

Architecture- ISCHIA DESIGN

18/2007

Photo: Riccardo Sepe Visconti
Text: Redazione Ischiacity

Dopo i negozi e gli show rooms a Napoli e Caserta, Michele Moselli si è lanciato in una nuova sfida, aprendo poco più di un anno fa Ischia Design. E’ un’esposizione del tutto inedita per quest’isola: si entra in un mondo fatto di selezionati oggetti di arredo, sanitari, cucine, rivestimenti, ricercati dal proprietario con il metro del bello, e fatti per essere guardati, toccati, vissuti, che si tratti di un raccolto lavabo in vetro, di una seduta di design, di una vasca da bagno in caldo legno o in candida, levigatissima porcellana o di un pavimento che da solo conferisce carattere ad un ambiente. Sono destinati a chi intende la casa come un organismo multiforme, dietro cui è sottesa un’idea coerente che si armonizza con la personalità e i sogni di chi vi trascorrerà un bel pezzo della propria vita.

Quanti negozi firmati Gruppo MMM ci sono attualmente?
Sono sei: ognuno ha una sua filosofia, poiché sono distribuiti per coprire diverse zone della città di Napoli e quindi sono pensati per soddisfare le esigenze specifiche del pubblico che li sceglie. Quello di via Argine, per esempio, ha un target più popolare mentre lo showroom di piazza dei Martiri come quello di Caserta si rivolgono ad un pubblico che ha un maggiore budget di spesa.
Quando e come ha cominciato?
Ho cominciato 28 anni fa, occupandomi del negozio dei miei genitori. Nel passaggio generazionale ho sentito l’insoddisfazione che mi veniva dal fatto che l’azienda fosse impostata esclusivamente su un target medio di clientela: era molto ben avviata, ma non era vicina al mio modo di concepire la casa e al mondo in cui amavo muovermi. Da tutto ciò è nata l’esigenza di stringere rapporti con studi di architetti e designers e di proporre prodotti alternativi.Contemporaneamente si è andato evolvendo il mercato, che ormai decisamente fa della casa non più un posto dove semplicemente depositare un pavimento a terra ma un ambiente complesso che viene creato pensando alle esigenze di chi lo abiterà.
In quali ambiti della casa interviene MMM Design?
La tradizionale suddivisione della casa in una serie di ambienti che si realizzano separatamente l’uno dall’altro è superata: una casa dev’essere concepita cercando prima di capire la personalità del cliente, di che tipo di ambienti ha bisogno per vivere bene e quindi va pensata nel suo insieme, dall’illuminazione, alle tende, all’arredamento. L’ideale sarebbe uno showroom in cui si potesse spaziare dal pavimento ai mobili, in modo da costruire l’abitazione su misura, suggerendo un insieme di soluzioni coerenti fra loro.
Questo è il suo prossimo obiettivo professionale?
In parte, con il negozio di piazza dei Martiri sono arrivato già a concretizzarla, perché vi proponiamo l’arredamento della casa dal pavimento all’accappatoio, ovviamente non può esserci una scelta fra più marche, abbiamo Radaelli per l’arredamento, Minolti per le cucine, Viabuzzino per l’illuminazione.
Com’è cambiato il settore dell’arredamento nel ramo ceramico sanitario?
In verità, fino a poco tempo le grandi firme e i grandi designers erano ben testimoniati nel campo dell’arredamento ma non in quello ceramico-sanitario. Oggi, sono entrati anche in questo ambito e, parallelamente, è cambiata anche la clientela: attualmente, infatti, è costituita per il 90% da professionisti, architetti ed arredatori, anzi forse se i clienti venissero da soli potrebbero addirittura trovarsi in difficoltà.
Per quale ragione?
Perché la scelta è vasta e un pezzo di rivestimento o un foglio di mosaico costituiscono un punto di partenza, uno spunto su cui lavorare e per far questo ci vuole competenza specifica.
Come si realizza la collaborazione dei negozi del gruppo con i professionisti?
Nei miei negozi trovano un ambiente consono alle loro esigenze e un personale competente e abituato a lavorare con gli specialisti, in molti casi i professionisti possono addirittura far riferimento a noi per le novità.
Cos’è per lei il gusto ed il bello?
Sono la stessa cosa: per me un oggetto è bello se mi fa vivere bene, se mi dà sensazioni piacevoli. Credo che l’ambiente in cui vivi ti fa star bene o male e il bello è quando ci stai bene dentro, bisogna rifletterci sopra e poi seguire le proprie tendenze. Io sono contento quando un cliente fa una casa coerente, studiata, anche se magari è tradizionale, perché il design si può fare anche in ambienti classici: non sono contento quando vedo le cose buttate alla rinfusa, senza che ci sia dietro un’idea guida.
Come mai ha scelto di aprire un negozio anche a Ischia?
Non conoscevo l’isola, fino a quando un amico non mi ha chiesto di arredare un suo albergo, il Marina 10 a Casamicciola. Gli alberghi dell’isola non hanno alcuna attenzione per il design e lui sul posto non ha trovato interlocutori adatti. Quindi io l’ho arredato e poi ho cominciato ad osservare l’isola. Fenomeni come Ischiacity denotano che c’è una fascia di utenza di un certo tipo, ma il cliente lettore di Ischiacity non aveva un negozio in cui arredare la sua casa: la scommessa è stata aprire un punto vendita dove una certa clientela potesse trovare un certo tipo di ambiente, di presentazione. L’obiettivo finale è fare di Ischia Design un luogo che dia idee stimolanti, in cui trovare una serie di oggetti particolari, non semplicemente piastrelle.
L’isola come ha risposto?
La gente viene qui spinta dalla curiosità di vedere delle novità, poi magari non osano sceglierle ma voglio proseguire, credo che ogni cosa abbia un suo tempo: sono certo che si stancheranno di usare tutti gli stessi pavimenti, dai bar, alle case, ai ristoranti. Manca la fantasia nell’uso del medesimo prodotto e questo atteggiamento è la negazione del design, dell’architettura, dello studio.
Che carattere vuole dare a Ischia Design?
Lo vorrei un negozio mediterraneo con un’impronta di design: questi due elementi sono tradizionalmente sentiti in antitesi, come se colore e ricerca grafica non possano conciliarsi, non è vero e vorrei riuscire a dimostrarlo. Il venditore sarebbe portato ad adeguare il negozio alla domanda ma io voglio fare proprio il contrario, voglio cioè creare la richiesta per gli oggetti speciali che propongo. Sono convinto che, prima o poi, la gente capirà ed apprezzerà oggetti come la vasca da bagno in legno o quella a guscio d’uovo.

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