Saturday, November 28, 2020

CRASTULA: IL SANGUE DEL VULCANO

Text_ Alessandro Leoni, enologo e consulente delle Cantine di Crateca  Photo_ Ischiacity

CANTINE DI CRATECA, BELLA REALTÀ ENOLOGICA ALLE PENDICI DELL’EPOMEO, PRESENTA LA SUA PIÙ RECENTE ETICHETTA.

Si chiama Cràstula, che in lingua napoletana significa ‘piccolo frammento di terracotta’, l’ultimogenito IGP Epomeo Rosso dell’azienda vitivinicola Crateca.

Una preziosa e golosa novità di colore granato intenso per una piccola produzione alle pendici dell’Epomeo, ottenuta da una selezione in prevalenza di uve Aglianico, il vitigno a bacca rossa che ne rappresenta l’anima e l’essenza.

Il più coltivato del sud Italia, l’Aglianico ha in Campania la sua terra di elezione, dalla verde Irpinia alle isole, passando per il Cilento e per la Costiera dove, di volta in volta, regala fantastiche emozioni, uniche e territoriali. Ma è, forse, proprio sui suoli vulcanici che trova le sue espressioni più austere, regalando vini fini ed eleganti in Irpinia fino ad arrivare a potenza e mediterraneità nell’isola di Ischia.

Così, dopo quattro etichette già note, si amplia il racconto enoico ambientato sulle sinuose terrazze di lapillo lavico e tufo verde del vigneto di Crateca sulle colline della località Fango a Lacco Ameno, accanto ad un lussureggiante bosco di castagni e altre essenze di alto fusto, dove l’ingegno e la passione dei fratelli Castagna ha riscoperto l’antica vocazione e bellezza del vulcano affacciato sul mare.

A pochi mt da alcune solfatare e a 2,5 km in profondità dalla camera magmatica cui gli studiosi attribuiscono l’origine del terremoto del 21 agosto 2017, il vino diventa l’espressione del vulcano, pieno di grinta e mineralità, sprigionata dal suolo e dalle sue acque caldissime. Le acque piovane, infatti, infiltrandosi nelle viscere della terra, arrivano in prossimità della camera magmatica, si scaldano e fuoriescono ricchissime di minerali, che le lunghe radici delle viti prontamente captano e trasferiscono al grappolo.

Cràstula origina da un cru di tessitura fine sito a 250 metri di altitudine, esposto a Nord-Ovest e coltivato a controspalliera con potatura a cordone speronato e densità d’impianto di 8000 ceppi per ettaro. Nei primi giorni di agosto viene diradato: sapienti mani entrano in vigna scegliendo i grappoli migliori e lasciandone non più di 4 per pianta. Le uve raccolte alla piena maturazione fenolica subiscono un’accurata selezione, dapprima in vigna e poi in cantina, prima di essere vinificate secondo gli indirizzi dell’enologo Marco Esti. Bucce e mosto fermentano a bassa temperatura e restano a contatto per lungo tempo. Poi, appena terminata la macerazione, il vino viene trasferito in piccoli fusti di rovere dove affina per 18 mesi e in seguito è travasato, illimpidito ed imbottigliato. Solo il lungo affinamento in bottiglia lo renderà poi ancora più elegante ed equilibrato, austero, intenso, pieno e fortemente minerale.

Le Cantine di Crateca

via Crateca (loc. Fango) | Lacco Ameno – info. 349. 398243

www.vinicratecaischia.it  FB: Cantine di Crateca