Saturday, November 28, 2020

FERRAGOSTO ALLA FALANGA

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Esistono riti immutabili, che si ripetono negli anni e rappresentano, per chi vi partecipa, una sorta di rassicurante punto di riferimento, utile a misurare ampi archi temporali dell’esistenza. Le tradizioni, oltre a fissare la nostra identità culturale, ci sono necessarie, infatti, per capire i cambiamenti di ciò che ci circonda, quanto, rispetto al rito tradizionale, anno per anno muta il paesaggio, i sapori, gli odori, le istituzioni o le consuetudini, e così via. La tradizione, per essere tale, deve poter garantire una perfetta sovrapposi- zione della forma alla sostanza: entrambe devono ripetersi, possibilmente, uguali nel tempo. Nasce da questo bisogno di ritrovarsi insieme – nel cuore più profondo ed autentico di Ischia, che è il bosco della Falanga – l’appun- tamento che da anni, Franco Iacono, insieme al suo intramontabile amico Cesare Mattera, rinnova nel mattino del 15 agosto, con una folla di amici e ospiti dell’isola che amano prender parte a questa scampagnata nel ventre dell’isola, per stare insieme e insieme preparare e mangiare i cibi della tradi- zione. Questa passeggiata, che apparentemente potrebbe essere rubricata unicamente sotto l’aspetto ludico della vicenda, è in realtà assai più di un gioco tra amici. Nelle dinamiche di Franco Iacono – ne sono certo! – questo evento assume un valore politico: da autentico socialista egli prova a perpe- trare, in modo semplice ed alla portata di tutti, un momento di comunione e consolidamento proteso verso i valori identitari di una popolazione che rischia di indebolire le proprie radici, a causa dei continui innesti di accultura- zione massiccia (da parte di persone portatrici di culture diverse), ma anche per via del corrompersi delle tradizioni, minacciate dal “diffuso e massificato consumismo” dei tempi della globalizzazione. Ritrovare colori, profumi, luo- ghi e perfino sorrisi, magari arricchiti da qualche ruga in più e, tuttavia, sem- pre riconoscibili, è un modo per sentirsi parte di una comunità viva. In questa direzione, l’attività di Iacono è instancabile e polivalente, egli infatti si muove a più livelli ed in diversi ambiti: dalla passeggiata in canottiera e ‘braconi’ di tela nel giorno più caldo dell’anno, all’organizzazione di colti convegni (i cui relatori sono in genere personalità di primissimo piano del mondo della cultura e della politica), per finire all’allestimento di imponenti spettacoli capaci di celebrare il forte legame che Franco ha sempre voluto che l’Isola mantenesse con il mondo dell’Arte. Ecco, allora, che la sua poliedrica attività (politico impegnato, contadino, amante dell’arte e della cultura, organizza- tore di eventi o più semplicemente cortese anfitrione capace di conservare intatte nel corso degli anni le vecchie amicizie e a queste aggiungerne, inin- terrottamente, di nuove) diventa il collante per dar vita ad una gran quantità di occasioni utili a conoscere non soltanto l’isola, ma la nostra storia di Italia- ni: provando a capire da dove veniamo e verso dove vorremmo/potremmo dirigerci. Si inizia, allora, scarpinando per un viale acciottolato ed arso dal sole in cima ad un monte il giorno di Ferragosto, per ritrovarsi poi, in altre occasioni, seduti accanto a Romano Prodi, all’ombra di un vicoletto di Forio, o nella bella Villa La Colombaia ad assistere alle esibizioni di Giorgio Alber-tazzi, o nella sala di un hotel per l’interessante confronto tra Martelli, Scotti e Casavola (rispettivamente ministro di Giustizia e degli Interni e Presidente della Corte di Cassazione ai tempi del governo Craxi) o, ancora, in piazza Santa Restituta ad ascoltare concerti di musica popolare, e così via (per deci- ne e decine di altre formidabili iniziative), percorrendo in lungo e in largo le latitudini dell’isola. Franco Iacono è fatto così: non smette mai di insegnarci ad essere curiosi, ed attraverso la curiosità, ci fa sentire profondamente vivi.

text_redazione Ischiacity photo_Ciro Di Raffaele, Simona Pavini, Luca Fiorentino, Tom Fiorentino, Dayana Chiocca