Thursday, July 2, 2020

Health- CI PRENDIAMO CURA DI VOI

09/2006

Photo: Riccardo Sepe Visconti
Text: Redazione Ischiacity

 

Il primato di Ischia si può racchiudere in queste due cifre: 60.000 abitanti residenti tutto l’anno, che crescono vertiginosamente fino a quanto meno raddoppiare nei mesi di luglio e agosto, per non parlare dei fine settimana o dei periodi di punta. Sono i numeri che ne fanno la più frequentata tra le stazioni turistiche della Campania e fra le prime in Italia. E se l’estate è il momento di maggior affluenza, la presenza di un intenso turismo termale protrae la stagione fino a circa 6/7 mesi nell’anno. Tutto ciò in un contesto particolare qual è quello dell’isola, che determina problematiche ed esigenze specifiche, soprattutto in certi settori. Uno di questi è certamente l’assistenza sanitaria. Non è casuale che Angelo Rizzoli, l’imprenditore cui si deve il lancio di quest’isola come stazione turistica, oltre a costruire alberghi e a iniziare a dotarla di infrastrutture, nel 1962 le donò anche l’ospedale, intitolato a sua moglie Anna. Sorge nel comune di Lacco Ameno e oggi è presidio ospedaliero dell’ASL NA 2: se in passato questo servizio, pur rimanendo sempre di fondamentale importanza, ha attraversato momenti indubbiamente difficili, da qualche anno ha decisamente imboccato una nuova strada. Ce ne ha dato piena conferma l’incontro con la dottoressa Anna Maria Minicucci, direttore sanitario dal 2003, che ha commentato per Ischiacity le cifre che sintetizzano l’attività del “Rizzoli”, illustrando le peculiarità che caratterizzano la struttura, i problemi affrontati e le soluzioni elaborate.
La premessa indispensabile, dice la dottoressa Minicucci, sono proprio i numeri con cui abbiamo aperto: letti dal punto di vista del “Rizzoli” significa che il servizio richiesto dalla comunità all’ospedale varia notevolmente dalla stagione invernale a quella estiva, sia quantitativamente che nelle necessità cui è chiamato a far fronte. Alla popolazione residente va garantita naturalmente l’emergenza, ma anche tutta una serie di attività programmate (ad esempio interventi chirurgici anche impegnativi e ambulatori specialistici), che si concentrano proprio in inverno, quando gli impegni lavorativi degli abitanti sono meno intensi, mentre d’estate ricorrono al Pronto Soccorso soprattutto i turisti. E cambiano, di conseguenza, i problemi che i medici devono affrontare: aumentano gli incidenti stradali, quindi il lavoro del reparto di traumatologia, le patologie cardiovascolari e le richieste di interventi per i bambini. Non va dimenticato inoltre, che il turista appartiene a un particolare tipo di utente dell’ospedale, nel senso che, trovandosi lontano dalla propria città e dal proprio medico, manca di un punto di riferimento e a questo supplisce, nella grande maggioranza dei casi, proprio l’ospedale, che si trova, quindi, ad accogliere anche casi che, in circostanze diverse, verrebbero risolti in altre strutture. Nei fine settimana di agosto il Pronto Soccorso del “Rizzoli” ha una media di 400 accessi giornalieri, la stessa registrata quotidianamente dal più grande ospedale del Mezzogiorno, il “Cardarelli” di Napoli. La risposta a questa domanda di servizi così variegata sta nell’estrema flessibilità che caratterizza l’organizzazione interna del personale, composto da circa 300 persone, di cui una settantina medici e gli altri operatori sanitari. Quando, infatti, gli accessi sono limitati, al Pronto Soccorso è destinato un solo medico e gli altri, dislocati nei reparti, vengono consultati se occorre; d’estate, invece, oltre all’ampliamento dell’orario, gli specialisti più richiesti – ortopedico, radiologo, cardiologo, pediatra – garantiscono la loro presenza in Pronto Soccorso.
Dal 2002 a tutto il 2005 l’ospedale ha subito imponenti lavori di ammodernamento, imprescindibili per il rilancio dell’ospedale e fortemente voluti dai direttori generali dr. P. Cerato prima e, attualmente, dr. R. Ateniese. In tal modo, il Pronto Soccorso è stato finalmente dotato di un accesso autonomo separandolo così da quello riservato alle strutture per il ricovero e ambulatoriali. Buona parte delle apparecchiature sono state sostituite o potenziate con l’acquisto di macchinari che prima mancavano, 2 sale operatorie sono completamente nuove e così la sala parto, nuovo il reparto di cardiologia e unità coronarica, cui si aggiunge un posto letto in più in rianimazione destinato ai pazienti in isolamento e la possibilità di effettuare all’interno dell’ospedale la dialisi d’urgenza. Le stanze sono tutte a 2 e 4 letti e dotate di bagno. Sono aumentate le specializzazioni trattate negli ambulatori, essendo state attivate pneumologia, diabetologia e urologia, inoltre è possibile accedervi anche nel pomeriggio. Infine, l’atrio del “Rizzoli” è stato completamente rinnovato: adesso chi entra, trovandosi spesso in uno stato d’animo di ansia, è accolto in un ambiente luminoso e confortevole. Sono comunque già pianificati ulteriori lavori per l’ampliamento degli edifici, che cominceranno nel 2007 e porteranno i posti letto a 130 dagli attuali 66, ci saranno, inoltre, nuovi reparti di medicina generale e pediatria.
Parallelamente a questi miglioramenti strutturali è cresciuta la qualità e quantità del servizio offerto, come mostrano in maniera inequivocabile i parametri in base ai quali si definisce l’attività di un ospedale: il rapporto operatori/posti letto attivati che è passato da 7,2 a 4,6, con un contemporaneo aumento dei ricoveri. Ciò vuol dire che si è recuperato in termini di efficienza, facendo un uso più razionale delle forze disponibili. Il numero dei ricoveri in 4 anni è cresciuto di circa 1000 unità, nonostante i lavori avessero ridotto i posti disponibili: ciò significa, da una parte, che si è riusciti a razionalizzare i tempi, ad esempio, istituendo il pre-ricovero, che consente di ridurre la permanenza del paziente in reparto e, dall’altra, che i cittadini, sia gli ischitani che gli ospiti in vacanza, hanno risposto alla riconquistata funzionalità dell’ospedale, preferendolo per il proprio ricovero, e facendo così lievitare le richieste di prestazioni.
E in particolare ai turisti è dedicato l’accordo stipulato nel 2003 tra l’ospedale “Rizzoli” e le associazioni “Unione industriali del turismo”, “Associazione termalisti” e “Associazione albergatori” dell’isola d’Ischia. Gli imprenditori del settore alberghiero e termale hanno, infatti, scelto di farsi carico delle necessità connesse alla salute dei loro clienti, per cui oltre a finanziare l’acquisto degli arredi destinati all’atrio e alla cappella dell’ospedale, hanno contribuito alla pubblicazione in 3 lingue (italiano, inglese e tedesco) di guide che espongono tutti i servizi disponibili al “Rizzoli” e ogni informazione che possa essere utile al paziente e ai suoi familiari. Co-finanziano, inoltre, un servizio di hostess e interpreti, il cui compito è di fare da tramite tra l’ospedale e l’albergo e quindi i suoi ospiti nel caso in cui questi ultimi abbiano bisogno dei servizi sanitari, da quelli di tipo ambulatoriale, ai ricoveri. E particolarmente in queste circostanze l’opera dell’interprete è risultata preziosa, sia per i pazienti che peri medici che hanno problemi a comunicare con i malati stranieri; si occupano inoltre dei contatti con le assicurazioni estere e danno supporto ai familiari. L’iniziativa ha avuto notevole successo (nella scorsa stagione si sono contati circa 500 interventi, soprattutto per cittadini tedeschi), confermato anche dal fatto che, mentre fino a qualche anno fa difficilmente un turista si fermava per un intervento che non fosse indispensabile, oggi spesso scelgono di farlo al “Rizzoli”.
Infine, si sta completando l’organizzazione di un ulteriore servizio destinato al turista che abbia scelto Ischia per un soggiorno termale: è il “check-up salute”, per cui i medici dell’ospedale offrono prestazioni specialistiche (mineralometria ossea, analisi, elettrocardiogramma etc.), al prezzo minimo tariffario e parzialmente coperto dagli stessi albergatori, dando così ulteriore ausilio sia al medico delle terme che agli ospiti stessi.
La dottoressa Minicucci è giustamente orgogliosa dei risultati conseguiti in tempi così brevi ma tiene a sottolineare che il “Rizzoli” guarda già ai nuovi traguardi che si è prefisso, e da parte sua è certa di poterli realizzare, insieme a tutto il personale che ha fatto propri gli obiettivi dell’ospedale, dando un notevole contributo sia individualmente che come gruppo.