Monday, June 1, 2020

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AL GLOBAL FEST UNA DELLE PIU’ GRANDI ATTRICI DEL MONDO, CHE VORREBBE ANCORA UN RUOLO DA REGINA DOPO “THE QUEEN” E INTANTO SI GODE LA SUA MASSERIA IN PUGLIA.
Se a Hollywood e dintorni circolasse sangue blu, lady Helen Mirren sarebbe una sovrana moderna e senza troppe smanie regali. Quando la incontriamo sulla darsena dell’Albergo della Regina Isabella per il suo arrivo alla 13° edizione dell’Ischia Global Film & Music Fest, è accompagnata dal marito, il regista americano Taylor Hackford. Alle attenzioni di tutti nei confronti di “Sua Maestà”, reagisce con adeguato e divertito disinteresse. Allo stesso tempo carismatica e dimessa, squisitamente anglosassone nella sua mise relativamente informe (ma comoda!), con quell’aria di serafica confidenza di chi sa di essere una delle attrici più brave in circolazione e malgrado tutto, alla soglia dei 70 anni, provare ancora l’irresistibile attrazione mista a terrore verso personaggi difficili, audaci e sulla carta impossibili. Autentica fuoriclasse dell’arte e dello spettacolo, signora del cinema, del
teatro e della televisione, Helen Mirren ancora oggi smentisce ogni nervosismo la sera della sua vittoria ai Premi Oscar nel 2007 grazie alla formidabile interpretazione in “The Queen”, di Stephen Frears. Film in cui interpretava, con consueta classe e impressionante mimetismo, l’attuale regina d’Inghilterra Elisabetta II. Peccato che suo marito continui a smentirla, ricordando ancora la sua mano stritolata fino alla fatale apertura della busta. La Mirren, in realtà, aveva già ricevuto due candidature: nel 1995 per “La pazzia di Re Giorgio” di Nicholas Hynter e per “Gosford park”, splendido dramma di Robert Altman ambientato nell’Inghilterra aristocratica e classista di inizio Novecento. Ma è nel film di Frears che l’attrice britannica riesce a incantare le platee di tutto il mondo, diventando una delle interpreti femminili più richieste e premiate dall’industria cinematografica globale.
«Gli artisti non sono atleti» ha dichiarato la Mirren nel suo incontro con la stampa. «L’idea di vincere qualcosa è una contraddizione in termini per chi fa il nostro lavoro. Sono strumenti di marketing e in questo senso vanno rispettati. I film costano, la promozione è fondamentale, nessun attore vuole che il suo film venga visto da tre persone. L’Oscar è il premio più importante di tutti, vincerlo è stata per me un’esperienza straordinaria, qualcosa di davvero travolgente. Nella notte delle stelle ti senti come in una grande bolla piena di colori. Il mattino dopo, la bolla si rompe e torni nella tua realtà alla ricerca di un nuovo lavoro». Figlia di un nobile russo trasferitosi in Inghilterra dopo la Rivoluzione d’Ottobre, Helen Mirren è stata per molti anni un’apprezzata interprete teatrale della Royal Shakespeare Company, per poi dedicarsi al cinema lavorando, tra gli altri, con Ken Russell (“Messia selvaggio”), John Boorman (“Excalibur”), Peter Greenaway (“Il cuoco, il ladro, sua moglie, l’amante”), Paul Schrader (“Cortesie per gli ospiti”), David Mamet (“Phil Spector”). Sul set di quest’ultimo film l’incontro con Al Pacino, «un attore che conosce la tecnica del cinema come nessuno», rivela. «Sa quali obiettivi ci vogliono, cosa funziona e cosa no, ciò che verrà tagliato o che rimarrà al montaggio. Al Pacino ha combattuto tutta la vita per appropriarsi della tecnica, per poi liberarsene». Femminista convinta, anticonvenzionale, per nulla vanitosa (ma ai party del Global non è mancata mai, con mises che hanno mescolato eleganza e stravaganza british), la Mirren ha avuto il coraggio di mostrarsi più volte senza veli nella sua carriera quarantennale. Oggi è il nuovo volto de L’Oreal, rivelando senza troppi patemi i segni naturali del tempo che nulla possono contro la luminosità del sorriso e la sua fresca intelligenza. Ignora compleanni e ricorrenze, considera il Salento la sua seconda casa e di teste coronate non si è ancora stancata. «Vorrei interpretarne almeno un’altra», dice. «Caterina la Grande, il suo percorso non è stato mai esplorato, eppure ha dato molto alla Russia». Il primo amore per il palcoscenico l’ha riportata di recente in teatro con la commedia “The Audience”, per la quale è stata premiata come migliore attrice il 7 giugno scorso al Radio City Hall di New York con un Tony Awards, i riconoscimenti teatrali considerati gli Oscar di Broadway. Helen Mirren ha dedicato il premio a suo marito Taylor Hackford, conosciuto nel 1986 sul set de “Il sole a mezzonotte”; sono sposati dal 1997 e vivono gran parte dell’anno in Puglia, dove hanno trovato il loro luogo dell’anima.

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Text: Gianluca Castagna | Photo: Andrea Franco Alajmo, Raffaella Barbieri, Dayana Chiocca

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