Monday, October 19, 2020

IL COMMISSARIO CAPPELLO n.08/2005

Tourism

Photo: Redazione Ischiacity
Text: Anna Schiano

 

Dr. Vincenzo Cappello, Lei è il commissario dell’azienda di soggiorno e turismo dell’isola d’Ischia: com’è nata la sua nomina?
In passato mi sono occupato di politica. Sono stato in regione per due legislature, dal 1985 al 1995, e in questo lasso di tempo ho ricoperto per quattro volte la carica di assessore, in giunte diverse. Ho cominciato occupandomi di formazione professionale, poi sono passato alla sezione demanio e patrimonio, alla UE, in seguito ai servizi sociali. Durante questo periodo, ho avuto modo di gestire anche l’assessorato al turismo tra il 1992 e il 1993, acquisendo conoscenze in questo settore. Quando due o tre anni fa, la regione pubblicò il bando per i manager turistici decisi di presentare la domanda per entrare nell’albo: mi fu riconosciuta l’idoneità grazie alle mie esperienze passate.
Quello di dirigente di questo ente è anche un ruolo politico?
Per niente, né credo mi abbiano scelto per motivi politici. L’essere stato nominato a Ischia dipende, penso, dal fatto che sono docente di otorinolaringoiatria e che mi sono dedicato a ricerche nel campo del termalismo medico. Probabilmente gli esperti addetti alle selezioni avranno trovato queste mie competenze particolarmente adatte per un centro turistico termale qual è quest’isola.
Come si trova ad Ischia?
Benissimo. Ho sempre avuto contatti con la gente e mi sono spesso ritrovato ad interagire con una platea variegata, per cui posso dire di non aver avuto alcuna difficoltà ad insediarmi. L’accoglienza da parte dell’isola è stata ottima e credo si possa lavorare bene per perseguire un obiettivo comune. Del resto, il tavolo istituzionale che si è formato tra pubblico e privato ha appunto lo scopo di creare le sinergie necessarie a sviluppare nuovi progetti di un certo livello in ambito turistico.
Che funzione ha l’Azienda?
Il suo compito è quello di raccogliere proposte ed idee, vagliarle, arricchirle del contributo di tutti e poi concretizzarle.
Diciamoci chiaramente che qui si sentiva l’esigenza di una sterzata decisa all’interno Azienda…
Nonostante abbia avuto modo di sentire diverse volte discorsi del genere, ritengo non spetti a me giudicare. Toccherà alla comunità e della classe dirigente esprimersi quando me ne sarò andato.
Parliamo dei progetti a medio e lungo termine…
Per quel che riguarda quelli a lungo termine, non credo di poterle dire molto perché l’incarico che ho ricevuto finirà il 30 giugno del 2007. Questa data è connessa ad un’importante scadenza: esiste una legge regionale che riguarda il riassetto unico delle strutture turistiche della Campania, che presto trasformerà le aziende di soggiorno, che faranno capo ad un’agenzia turistica regionale. Gli enti non godranno più di autonomia, pur conservandosi le venti sedi presenti su tutto il territorio che, però, diventeranno delle agenzie di informazione e di comunicazione.
Parliamo allora dei progetti a medio termine…
Tutto quello che c’è da mettere in atto in quest’anno mira a rafforzare il prodotto turistico dell’isola. Essa ha tantissime potenzialità, oltre all’indubbio patrimonio naturalistico costituito dal mare e dai suoi variegati paesaggi, dalle risorse termali e dall’ospitalità degli abitanti, e oggi a una località turistica come Ischia viene richiesto di dare corpo a quelle potenzialità, come è emerso chiaramente nelle diverse fiere cui abbiamo partecipato in Europa. Il valore aggiunto va individuato in eventi come mostre, convegni, manifestazioni culturali ma pure spettacoli leggeri, volti, nel complesso a creare un’atmosfera più gradevole e un’offerta più ampia.
Dai vostri dati sui flussi turistici risulta che la perdita del turismo straniero sia stata compensata, in parte, dal turismo sociale italiano, quello cioè promosso da associazioni che si occupano di tempo libero, sia religiose che laiche. Questo dato fa sì che la crisi non abbia ripercussioni più gravi. In tal modo non si dà di Ischia un’immagine di isola della salute, dedicata quindi agli anziani, piuttosto che del benessere, che potrebbe attirare maggiormente un pubblico giovane?
La fascia di età più elevata si inserisce in un dato variabile, che va inquadrato nel contesto di un periodo particolare, la bassa stagione, che con i suoi costi molto abbordabili richiama appunto il tipo di turismo cui lei si riferisce. Le prossime manifestazioni in calendario cercheranno di richiamare anche un pubblico più giovane. Ad esempio, nella serata conclusiva dedicata alla celebrazione delle regine borboniche si prevede di inserire degli eventi coinvolgenti, anche legati allo sport.
Che cosa farà l’azienda nell’immediato?
Siamo molto impegnati nel progetto “Le regine sul trono di Napoli nel periodo borbonico”, che si pone l’obiettivo di recuperare una bella fetta di turismo d’oltralpe, da quello austriaco a quello tedesco a quello russo e ceco. A Praga, ad esempio, abbiamo sponsorizzato la promozione di un volo diretto bisettimanale per Napoli. La regione Campania ha avuto la brillante intuizione di mettere insieme le due deleghe, quella al turismo e quella alla cultura: l’assessore Di Lello crede molto nella convergenza di queste forze e contiamo, attraverso la storia di queste Regine, di conoscere gli usi, i costumi, l’arte, il gusto, ma anche le passioni, gli intrighi, i veleni che hanno caratterizzato 150 anni di storia e che ci auguriamo possano catturare l’interesse dei turisti e degli ischitani.
Quanto crede ancora nel prodotto Ischia?
Molto. Ci credo perché sono un ottimista e perché sono molte potenzialità da sfruttare.
Quanta strada c’è ancora da fare?
Parecchia. Ogni giorno nascono nuovi spunti.
Secondo lei la classe imprenditoriale è pronta?
Quella che c’è ha molte qualità, anche se nono mancano elementi inadeguati al posto che occupano, ma è anche vero che molte persone ora si stanno formando.
Crede allora nelle future generazioni?
Anche in quelle presenti, perché non è detto che un manager debba formarsi a trent’anni, può farlo anche a quaranta, dipende dalla volontà, dall’impegno, dalle opportunità.
Riusciremo a creare maggiore opportunità per i turisti giovani?
Sì, me lo auguro, anche se non punterei esclusivamente sul turismo giovanile, perché non si possono escludere altri segmenti ugualmente importanti. Non si deve creare troppo caos sull’isola, perché altrimenti perderebbe la sua tranquillità, una peculiarità da cui non può prescindere. L’ideale è trovare un equilibrio: se c’è un vuoto da colmare, va riempito senza, però, intaccare gli altri elementi che funzionano. Statistiche di pochi giorni fa, relative ai mesi di febbraio 2005 e 2006, registrano un recupero del 15% sulle prenotazioni, per cui la stagione turistica sembra aprirsi con il migliore degli auspici.

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