Tuesday, March 28, 2017

L’ARTE PER FARE TURISMO

L’ARTE PER FARE TURISMO

Penso sia giusto avvisarvi, prima che proseguiate nella lettura dell’editoriale, d’essere un convinto “renziano”. Lo faccio perché questa è la premessa per chiarire il senso di alcune riflessioni che mi hanno spinto a costruire l’edizione n°42 di Ischiacity intorno a tale visione. Occorre, tuttavia, spiegare che non sono un “renziano a prescindere” ma un “renziano convinto”, ovvero appoggio l’operato del Primo Ministro non per fede politica ma per condivisione degli obiettivi che, di volta in volta, il Governo prova a concretizzare. Da italiano di mezza età, ho purtroppo vissuto per una parte troppo consistente della mia esistenza la frustrazione di far parte di un popolo amministrato in modo pessimo da persone senza scrupoli e con pochissime competenze. L’Italia negli ultimi vent’anni ha fornito prestazioni decisamente modeste sul piano internazionale, retrocedendo in moltissimi settori dai livelli di leadership che nel passato l’hanno resa competitiva, e anche sul piano nazionale l’involuzione strutturale del mio Paese appare tragicamente evidente agli occhi di chiunque eviti di mentire a se stesso. Ecco perché mi entusiasmo se al Governo siedono ministri non indagati, se un po’ alla volta si prova a ridisegnare la Pubblica Amministrazione (anche a colpi di commissariamenti) e soprattutto se, passo dopo passo, tanto verso l’interno che all’estero, l’Italia prova a tornare competitiva (ricerca, scuola, innovazione, cultura, industria, etc). Con questo spirito, e forse anche perché sono personalmente certo che specie al Sud la risorsa turistica possa costituire, nel breve periodo, un formidabile strumento per dare respiro ad un’economia votata al collasso, guardo con ammirazione al progetto del ministro Dario Franceschini di assegnare  grandi risorse finanziarie al rilancio dei musei italiani, nella prospettiva che questi possano richiamare quote sempre più massicce di visitatori. Si tratta di un’idea doppiamente valida: in primo luogo, sul piano strutturale in sé, poiché è indubbio che ridisegnare l’organizzazione (ingessata e mortifera) dei musei, destinandovi nuovi, volitivi, direttori (con accresciuti poteri manageriali), sta producendo grandi miglioramenti ed un ritrovato interesse collettivo per l’Arte ed i valori (di identità, civili, economici) che rappresenta. In secondo luogo e questo è un aspetto nient’affatto trascurabile poiché in tal modo il Governo muove qualcosa di veramente concreto in direzione del rivitalizzazione del comparto turistico (utilizzando la seduttiva sirena culturale quale fascinoso attrattore di flussi di visitatori), senza spendere cifre incompatibili con il bilancio dello Stato che attualmente non è in grado di investire troppi miliardi per il recupero delle infrastrutture (porti, aeroporti, stazioni, autostrade, sistemi di sicurezza, trasporti, etc.), necessarie per rilanciare il turismo in assoluto. Ecco, allora, che gli interventi del ministro della cultura e del turismo Franceschini, sponsorizzati fortissimamente dal premier Matteo Renzi, appaiono come un primo provvedimento, intelligente ed utile, teso ad intervenire nel segno di una doppia funzione: riconsegnare restaurandola nelle mani degli italiani la loro storia e, insieme, offrire a milioni di viaggiatori una motivazione assai valida per visitarci. Per venire ai fatti di casa nostra, in Campania sono letteralmente tornati a vivere il museo Archeologico, la Reggia di Caserta, gli scavi di Pompei ed il Museo di Capodimonte ed è proprio di quest’ultima realtà che ci siamo interessati, intervistando (per capirne le progettualità) il direttore Sylvian Bellenger, e provando, sia pur brevemente, a raccontare l’infinita bellezza dei tesori in essa contenuti. Poi, raccordandoci all’idea del nuovo direttore di recuperare all’utilizzo dei tanti ospiti i giardini della Reggia, abbiamo provato a coniugare il fascino dei giardini della Mortella (nella località di Zaro a Forio) a questo ideale percorso che unisce la città di Napoli all’isola d’Ischia, effettuando, inoltre, una tappa (doverosa!) presso la cappella Calosirto al Castello Aragonese, dove un team di restauratori, insieme alla appassionata e brava Serena Pilato, ha scoperto un prezioso affresco religioso di epoca medioevale finora sconosciuto. In questo contesto, abbiamo voluto sottolineare le parole di Nicola Marrazzo, presidente della terza commissione regionale della Campania (Turismo e Affari Produttivi), tese a promuovere i principi della nuova Legge regionale in materia di riorganizzazione dei Sistemi turistici locali, secondo cui pubblico e privato dovranno allacciarsi, interagendo attraverso nuove logiche di cooperazione non più supportate dall’assistenzialismo di Stato: il pubblico interviene quando il privato si dimostra volitivo, dinamico e progettuale. Insomma Ischiacity, come sempre, ha fatto la sua parte nell’intento di spingere gli operatori locali, in sinergia con i responsabili della pubblica amministrazione, ad abbracciare quella virtuosa politica di trasformazione e valorizzazione delle risorse che permetta di passare (per dirla con l’ex ministro della cultura, Fabrizio Barca) da una sterile e mortifera attività estrattiva ad una ingegnosa attività produttiva, dove il valore aggiunto è costituito dal genio umano nel conferire profondità e bellezza alle cose che possiede.

E’ indubbio che ridisegnare l’organizzazione (ingessata e mortifera) dei musei, destinandovi nuovi, volitivi, direttori (con accresciuti poteri manageriali), sta producendo grandi miglioramenti ed un ritrovato interesse collettivo per l’Arte ed i valori che rappresenta.

Destinando risorse all’arte e ai musei, il Governo dà impulso
al comparto turistico, che sicuramente si alimenta anche di questo settore, senza spendere cifre incompatibili con il bilancio dello Stato, che non può investire troppi miliardi per il recupero delle infrastrutture necessarie a rilanciare il turismo in assoluto.