Sunday, September 20, 2020

EDITORIALE n. 06/2005

Text: Riccardo Sepe Visconti

Pochi giorni al nuovo anno, mi preparo ad esaminare il rendiconto di un ulteriore spicchio della mia vita. Il bilancio è inevitabile e mi domando: cosa è cambiato, cosa ho costruito, quanto ho perso e quanto invece ho guadagnato, dove sono gli amici, gli ideali per i quali mi sono battuto, le persone che ho amato? A che fase del percorso è giunta la mia storia e cosa ne è del resto dell´umanità? Domande di fine anno…

Ricordo che da piccolo, nel giorno della mia Prima Comunione, mi regalarono un libro dove alla prima pagina era scritto: “Signore, la mia barca è così piccola e il tuo mare così immenso, donami la forza per remare”. Poi, con gli anni, sono diventato ateo ed ho sempre mantenuto uno stile di vita decisamente laico, ma quella frase mi è sempre parsa incontrovertibilmente vera: si naviga in un mare immenso con la sola forza delle nostre braccia e… del destino. Così, quando lo scorso anno raccontavo in giro del mio progetto di ischiacity – poiché poco più di un anno fa ischiacity era solo un´idea! – erano molte le persone che non mi capivano: per me era difficile spiegare a parole cosa volessi fare e quindi trovavo più semplice dar prima vita alla mia idea e poi, a cose fatte, presentarla al pubblico. In tal modo fu tutto evidente e venni finalmente compreso. All´inizio c´era scetticismo, molti non credevano che l´isola fosse pronta ad un progetto editoriale così ambizioso ed allo stesso tempo innovativo. Ma ischiacity ha superato tutti gli ostacoli conquistandosi, fin dal primo numero, la simpatia e il sostegno dei lettori.

In realtà ad aver vinto questa scommessa non è il mio magazine (poiché tutto sommato ischiacity altro non è che lo specchio della realtà locale) ma piuttosto l´isola d´Ischia, dove si registra un lento ma inarrestabile cambio di mentalità. Poco a poco l´isola, dismettendo i panni di provincia cloroformizzata dal diffuso benessere ed artigliata ai suoi piccoli privilegi di terra fortunata, cresce e indossa le vesti di moderna area produttiva, luogo di incontro di idee e voglia di costruire. Che piaccia o non piaccia, Ischia, a piccoli passi, perde le fattezze di paesotto imbolsito e miope e si trasforma in una città moderna (credo che sia questo il senso del cambio sui cartelli stradali della scritta Ischia in Città di Ischia). Da tutto ciò deriva una serie imprescindibile di esigenze che, un po´ per volta, dovranno tutte essere soddisfatte. Esse sono: miglioramento dei servizi offerti ai cittadini e ai turisti, creazione di nuove infrastrutture, cura dell´habitat, nascita di nuovi poli culturali per l´incontro, lo scambio e perfino lo scontro di idee. Insomma Ischia attraversa una delicata fase di crescita dove occorre, ricordando che la crisi del settore turismo è sempre in agguato, fare molta attenzione ai passi da percorrere e alla direzione verso cui incamminarsi.

È necessario dunque essere molto severi e onesti nel preparare i bilanci di fine d´anno! Dal mio canto posso dirmi decisamente soddisfatto del lavoro svolto in questi dodici mesi, e non solo perché ho visto crescere ischiacity e l´ho accompagnato attraverso la conquista di mete via via più ambiziose, ma perché, insieme a tutta la redazione, credo di aver concorso con efficacia ad una migliore affermazione dell´immagine di Ischia in Italia e nel mondo. Ed in un solo anno ciò che abbiamo fatto non è poco!

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