Thursday, May 28, 2020

LICENZA DI SEDURRE n.01/2005

People

Photo: Enzo Rando
ArtDirector: Riccardo Sepe Visconti
Text: Mariangela Calise
Models: Elisabetta Cortese, Sandra Mattera, Nathalie Mattera
Styling: Ciro De Angelis
Dress Man: Boutique Scaglione Uomo
Dress Woman: Miss Alkazar, Ragazza di cuori
Jewellery: Calgaro per Gioielleria Bottiglieri
MakeUp: Melania Varriale
Assistant: Susanna Perfetto
Location: Albergo della Regina Isabella

Aldo Pinto è nato 35 anni fa a Castellamare di Stabia in provincia di Napoli. Lo incontro per quest´intervista in un´orario congeniale per chi come lui lavora di notte, ossia dopo il tramonto. Ci mettiamo comodi davanti un aperitivo, comincio a spiegarmi il suo riscontro di pubblico, sia femminile che maschile. Aldo è una persona che guarda diritto negli occhi, a dispetto dello sguardo sornione il tono di voce è calmo ed il sorriso aperto, il tutto accompagnato da una gestualità rassicurante. Ho l´impressione di trovarmi di fronte ad una persona leale ma nello stesso tempo l´inquietudine che traspare dalle numerose espressioni del suo volto e lo stesso tono di voce, profondo, danno la sensazione di una persona felinamente sfuggente ma potenzialmente rassicurante. Aldo è di quelli che potrebbero attraversare con incomprensibile facilità un labirinto di specchi senza neppure urtarne uno come all´opposto decidere di romperli tutti. Una disarmante sintesi degli opposti, d´altronde lui stesso afferma di amare i cani ma di restare affascinato dai felini, dalla loro eleganza, dalla loro astuzia e dal loro mistero. Tralascio il mondo felino, e mi propongo di svelare almeno il suo di mistero, per quanto mi è possibile. Aldo è conosciuto al grande pubblico per la sua storia, durata circa due anni, con Rita, ex moglie del calciatore della Roma Montella. Non so se sottrarmi all´indagine di questo aspetto della sua vita privata, anche perché colta alla sprovvista dalla sincerità disinteressata del suo approccio alle mie curiosità lo farò a malincuore e con un pò di imbarazzo. Ma partiamo dal principio.

M.: Come sei arrivato ad Ischia?
A.: Lavoravo per il Gruppo Kiem, per loro formavo personale per locali notturni e birrerie, venni mandato ad Ischia per formare il personale della birreria M9, il locale dedicato al calciatore Montella, era il Marzo del 2000. Avrei dovuto restare per tre mesi, poi andare via, ma ebbi subito un riscontro positivo del mio lavoro, fui invitato a restare e sono ancora qui.
M.: Com´è, per chi come te viene dalla città, la vita su un´isola?
A.: L´isola ti sceglie. Secondo me sono stato scelto. Ho lavorato in Spagna, Inghilterra, Grecia continentale ed isole, ho visitato tutte le Cicladi, un po´ per lavoro un po´ per piacere, eppure nessun´altro posto mi ha fatto fermare. Ad Ischia invece è successo, è per questo che ribadisco il fatto che sia stata lei a scegliere me. Ed io ricambio la sua accoglienza amando tutto di lei, soprattutto i suoi inverni tranquilli, lontani dal caos estivo, ed il mare sempre diverso ad ogni vento. Non capisco gli isolani che d´inverno bramano di andar via.
M.: Come spieghi il tuo successo con le donne?
A.: Chimica, prima di tutto. Gentilezza. Ho soprattutto la fortuna di essere scelto. Credo sia anche il mio tipo di lavoro a facilitare i rapporti interpersonali.
M.: Parlami dell´amore.
A.: Non saprei definirlo ma mi sono dato parecchie volte e completamente, senza riserve, ed altrettante volte sono stato deluso ma le delusioni mi hanno fatto crescere pur senza cambiarmi. Ci tengo a dire che le mie ex sono ora mie grandi amiche.
M.: Cosa ti fa innamorare?
A.: Le donne. Gli odori. Cerco l´odore della mia donna anche sui suoi indumenti..torniamo alla chimica. Sono affascinato dalle donne indipendenti capaci come me di vivere un rapporto nel rispetto delle libertà reciproche. Sono una persona che nel rapporto da assoluta fiducia e la pretende, forse è proprio per questo che non potrei mai perdonare un tradimento. La mia donna è la mia complice, quando muore la complicità non c´è più motivo di stare insieme.
M.: Cosa ti fa allontanare?
A.: Mi allontano quando mi sento oppresso. Quando la persona che è con me non comprende che il mio lavoro mi costringe a ritmi completamente sfalsati. Quando pretende di cambiarmi.
M.: La tua donna ideale?
A.: Amo il genere femminile nel suo complesso. Sono attratto dalle bionde ma sono poi sempre stato con ragazze more. Chimica! La mia donna ideale è una gatta: indipendente, misteriosa, sensuale, elegante. Soprattutto dev´essere completamente diversa da me, sono attratto da ciò che è opposto.
M.: Cos´è che fa finire un amore?
A.: Banale dire la routine. Per quanto mi riguarda è la fine del desiderio dell´altro. Finito quello finisce tutto.
M.: La tua storia con Rita Montella ha avuto queste caratteristiche? E´ stato amore a prima vista?
A.: Dunque..(si tocca la testa come se volesse riordinare i pensieri e mi sorride). Rita l´ho conosciuta in occasione dell´apertura dell´M9, il locale appunto dedicato al suo ex marito Montella. Non è stato un colpo di fulmine, anzi per un anno è stata lei a lanciarmi dei segnali ma io di proposito li ho ignorati, era una situazione difficile, lei era sposata e con un figlio.
M.: E poi?
A.: Ci siamo ritrovati insieme.
M.: Cosa ti ha fatto innamorare di lei?
A.: La bellezza è spesso negli occhi di chi guarda, è stata una donna che ho molto amato e potrei cadere nell´ovvietà, daltronde che fosse una donna molto bella è innegabile. Mi sento di dire che è una donna coraggiosa. Ha lasciato uno status ed una sicurezza economica innegabilmente appetibili, eppure ha avuto il coraggio di seguire il proprio cuore. Non è da tutti.
M.: Perchè è finita tra voi?
A.: Le nostre vite erano e sono completamente diverse. Alla fine la ha allontanata quello che di me inizialmente la aveva attratta..il mio vivere di notte creava dei ritmi scompensati per entrambi. Non dimentichiamo poi che lei ha un figlio. Il nostro allontanamento è stato fisiologico. Ma ti assicuro di non avere rimpianti, è stata una storia bellissima ed ora tra noi è rimasto un grande affetto.
M.: Come occupi il tuo tempo libero?
A.: Mi piace leggere. Dipingo, scarico lo stress e comunico le mie emozioni attraverso le associazioni di colore. Dipingo soprattutto quando sono triste o felice, quando c´è qualcosa che mi emoziona. E poi ci sono i miei amici.
M.: Progetti per il futuro?
A.: Forse un giorno l´Australia.
M.: Sogno nel cassetto?
A.: Nessuno, mi basta ciò che ho. Vivo bene e giorno per giorno.
M.: Come ti sei sentito nei panni di James Bond?
A.: Fuori luogo.
M.: Perché?
A.: Perché io sono Lupin.
M.: E perché?
A.: Perché mi piace Margot!

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