Monday, October 19, 2020

Politics- GIOSI FERRANDINO- IL SUPERSINDACO

32/2012

Photo: Oliver Cervera
Text: Riccardo Sepe Visconti

 

Sicuramente, dopo l’affermazione straordinaria che ti ha portato ad essere rieletto sindaco con il 70% dei consensi, è nato il “caso Giosi Ferrandino”: parliamone. Sono d’accordo, sono diventato “un caso”: da Ischia è partito un esperimento nel quale pochi credevano, cioè far sì che elettori di centrodestra e di centrosinistra scegliessero di votare la stessa coalizione e lo stesso candidato a sindaco. Agli scettici abbiamo dimostrato che quando si presenta un progetto credibile la gente riesce a non farne una questione di parti politiche, e sposa il progetto. Facciamo un po’ di storia: da chi è partita l’idea, da te o da Domenico De Siano (Ndr. Leader del centrodestra nell’isola d’Ischia, è consigliere provinciale e regionale ed è appena stato rieletto consigliere comunale a Lacco Ameno, dove per due volte è stato sindaco)? Nessuno dei due ha fatto il primo passo, l’iniziativa l’abbiamo presa insieme. In realtà, la storia di entrambi vi fa definire dei “casi eccezionali”. De Siano riunisce contemporaneamente nella sua persona una serie di cariche amministrative (consigliere comunale, provinciale e regionale, inoltre è stato per un breve periodo parlamentare), come forse non accade a nessun altro in Italia. Tu, invece, nel 2007 sei stato eletto sindaco provenendo dal comune confinante di Casamicciola Terme, ed ora sei il primo ad aver conquistato la seconda sindacatura nel comune di Ischia, da quando c’è l’elezione diretta del sindaco. Inoltre, grazie alle affermazioni che avete avuto negli Enti superiori – anche tu sei consigliere provinciale – dopo tanti anni, Ischia ha nuovamente delle eccellenze in politica: come ti spieghi che l’isola abbia prodotto un fenomeno del genere? Devo essere sincero, dieci anni fa, quando sono diventato sindaco a Casamicciola non mi ero precostituito questo percorso: sono stati gli eventi a definirlo e sicuramente certi tratti della mia personalità, che ho scoperto anche io strada facendo, che hanno convinto le persone della mia affidabilità e della concretezza delle mie proposte. C’è voluto anche molto coraggio da parte mia, ho dovuto fare scelte importanti che però erano anche piene di incognite: la candidatura alla Provincia, per esempio, sulla carta era un’impresa “impossibile”. Insomma, ho accettato di correre molti rischi, di mettermi in gioco, di non puntare alle rendite di posizione. E, in questa ottica, il giorno che capirò di dover cedere il passo ad altri, sicuramente lo farò. Quanto a Domenico De Siano, la sua carica di consigliere regionale lo rende una figura strategica per l’isola, vent’anni dopo l’ultimo politico ischitano che ricoprì quel ruolo, Enzo Mazzella; io, invece, mi dedico di più ad Ischia, sono stato sindaco in due Comuni e lavoro molto per l’accordo interisolano fra Ischia, Casamicciola e Lacco Ameno: dunque, insieme siamo un buon connubio. Le tue strategie fanno capire chiaramente che hai compreso con molto anticipo il fenomeno della de-ideologizzazione dei partiti e ne hai colto le opportunità relative: mi dai allora, la tua opinione sul futuro dei partiti? Mi riesce molto naturale di spogliarmi dei panni del politico, per mettermi in quelli del cittadino comune e finora non ho mai sbagliato le mie valutazioni. In questa fase, la gente ha una forte disaffezione, non tanto verso la politica, quanto verso i partiti che sente cristallizzati su posizioni anacronistiche, lontani dal comprendere i suoi bisogni. Viceversa, le persone si aggrappano alla figura del leader che sentono come loro rappresentante, e ciò avviene sia a livello nazionale che locale e, soprattutto, vengono convinte dai progetti ma purtroppo, attualmente, sia a destra che a sinistra progetti veri non ve ne sono. Altra cosa molto sentita dalla gente è la necessità del rinnovo della classe dirigente che non può prescindere dal coinvolgimento dei giovani. Sono convinto che, anche a livello nazionale, un partito fatto di giovani, magari nato dalla rete, avrebbe successo. Dopo il risultato plebiscitario alle recentissime elezioni, dormi più tranquillo, o no? Mi sento più carico di responsabilità ma anche molto più gratificato, perché vedere che il messaggio che ho mandato è stato recepito con tale consenso – e devono prenderne atto anche gli avversari, come stanno facendo – dà molto entusiasmo. Fammi un quadro di come vedi Ischia dal tuo osservatorio di amministratore e di politico, sia dal punto di vista sociale che economico. La società ischitana deve tornare ad essere più accogliente, deve recuperare quelle doti di cordialità verso gli ospiti che aveva negli anni ’50-’60 e che hanno fatto la nostra fortuna come stazione turistica, ma dopo si sono perse. Quanto all’assetto delle classi sociali, non credo si sia modificato granché: anche le famiglie che vivono di stipendio hanno l’abbonamento alla TV satellitare, i telefonini per ciascun figlio, lo stesso traffico intenso testimonia che la gente usa la macchina nonostante la benzina costi 2 euro al litro, e fra l’altro si tratta di beni che vanno pagati subito, quindi la capacità di spesa c’è ancora. Ma è vero che si concretizza il rischio che il sistema possa saltare: tutti finora – intendo sia gli imprenditori che i loro dipendenti – forse hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità, c’era un accesso al credito molto agevole e, d’altra parte, il rientro dei prestiti era certo, in quanto la garanzia era costituita dalla forza del sistema turistico isolano. Grazie a queste condizioni, si sono costruiti grandi patrimoni; adesso, invece, anche imprese di un certo livello incontrano difficoltà ad ottenere prestiti, sia pure per cifre limitate, e questo ha inceppato il meccanismo. Quindi, i problemi non toccano solo i dipendenti ma anche i datori di lavoro, gli imprenditori, perché quelli che hanno accumulato liquidità sono pochi, la maggior parte di loro ha realizzato ricchezze in termini di patrimonio e non di denaro spendibile: in questo momento di grave crisi diffusa o tutte le parti stringono la cinghia in attesa della ripresa, che sono certo tra 2-3 anni ci sarà, oppure si sgretola tutto. Qual è la tua ricetta come amministratore contro la crisi economica? Si devono assolutamente mettere da parte tutti i problemi di natura personale, politica e partitica, le divisioni che ci sono sempre state fra tessuto imprenditoriale ed amministrativo: l’impresa ha sempre avuto pregiudizi verso chi la governa, non ha creduto nelle persone cui pure ha dato il voto, mentre la classe politica ha temuto gli imprenditori e quindi ha sempre cercato di tenerli lontani. In realtà, i due ambiti sono sempre più vicini, io stesso sono anche imprenditore e non potrei mai fare scelte contro la categoria cui pure appartengo. Purtroppo, ci sono alcuni albergatori e commercianti che non riescono a cogliere l’importanza di quanto ho detto e che andrebbero isolati, perché con il loro modo di fare causano danni. Che tipo di proposte rivolgi agli imprenditori isolani più costruttivi, invece? Per far sì che Ischia si collochi fra le eccellenze come stazione turistica (cosa che oggi non è), si deve tutelare e curare il territorio: per ottenere questo risultato gli imprenditori devono dare una mano alle Amministrazioni. L’Associazione Albergatori deve cambiare completamente mentalità, smettere di essere immobile di fronte ai problemi: faccio degli esempi per chiarire meglio il mio pensiero. I privati potrebbero prendersi carico delle pinete che sono importanti per l’immagine dell’isola, dividendosi le spese di manutenzione. In tal modo, sarebbe garantita la cura attenta di un patrimonio di cui il Comune non può più occuparsi con efficienza, perché sono andati in pensione gli addetti e non possono essere sostituiti per ragioni di restrizioni finanziarie. Ugualmente, gli uffici per l’informazione al turista dovrebbero essere gestiti dagli imprenditori, che ne avrebbero anche un ritorno promozionale positivo per le proprie aziende: dobbiamo avere ben chiaro che a Ischia le infrastrutture ci sono, quello che innalza la qualità del turismo al giorno d’oggi sono i servizi e in questo loro possono dare un contributo sostanziale. Quale ruolo attribuisci, invece, agli Amministratori? Noi Amministratori dobbiamo impegnarci a non aumentare la pressione fiscale ma, anzi, a ridurla; dobbiamo intervenire con efficienza in ambiti che sono di nostra esclusiva competenza, per esempio il ripascimento delle spiagge, per il quale a Ischia abbiamo un progetto che intendiamo far finanziare e realizzare; ci dobbiamo impegnare a far entrare in attività il sistema di depurazione e a trattare con la Regione per migliorare la situazione dei trasporti. Infine, dobbiamo metterci d’accordo con gli imprenditori circa le nuove opportunità di introiti che ci dà lo Stato attraverso la tassa di sbarco o quella di soggiorno, senza fare ‘muro contro muro’. Dopo i fortissimi tagli effettuati dal Governo centrale, se non attingiamo a queste forme di finanziamento rischiamo di non riuscire neppure a chiudere le buche nelle strade o a mettere i fiori nelle aiuole: la pura verità è questa e gli imprenditori devono capirla e stare al nostro fianco. Tutto quello che ho detto non può prescindere da una seria campagna di marketing per l’isola, che deve essere organizzata da persone competenti ed essere mirata, scegliendo ogni anno un mercato su cui presentarci, perché non ha senso insistere sempre sugli stessi paesi nella ricerca di potenziali nuovi ospiti. Per ottenere questo non serve a nulla che il presidente dell’Associazione Albergatori vada alla BIT di Milano a presenziare ad una conferenza stampa: occorrono risorse che la Regione non ci dà e quindi dobbiamo appunto introdurre la tassa di soggiorno o quella di sbarco – è una valutazione da farsi – e destinare fino al 50% degli introiti alla promozione turistica. I rapporti con due Assessorati Regionali strategici per Ischia – Trasporti e Turismo – non sono buoni… Sono pessimi: ci limitiamo ai sorrisi di facciata, per il resto l’interlocuzione manca completamente. A due anni dall’insediamento al Governo della Regione Campania, sia Sergio Vetrella responsabile dei trasporti che Giuseppe De Mita per il turismo non sanno ancora dove ‘mettere le mani’ per risolvere i problemi che abbiamo, in particolare Vetrella è solo un tecnico, non sanno come si fa la politica. Però noi abbiamo un rappresentante in Regione, nella persona di Domenico De Siano… A De Siano dobbiamo dare forza, devono farlo le Amministrazioni e le categorie che agiscono nell’isola e questa è una delle ragioni per cui vogliamo l’accordo intercomunale, perché Ischia possa battere il pugno sul tavolo e ottenere ciò che le spetta, e per quel che mi compete cercherò di sostenere moltissimo l’onorevole De Siano. Ho incontrato Lello Carlino, imprenditore che ha creato il famoso marchio di borse e accessori Carpisa, attualmente presidente onorario e sponsor della squadra dell’Ischia Isolaverde. Mi ha prospettato un’idea molto interessante che vede lavorare insieme politica e imprenditoria per dare vita a un centro commerciale in grande stile, cui potrebbero partecipare alcuni dei commercianti attivi al CIS di Nola, accanto a quelli isolani. Carlino è un grande imprenditore e qui a Ischia vuole far nascere una realtà diversa intorno al calcio, e proprio perché come politico sono convinto della necessità di innovare non posso fare altro che ascoltarlo e seguirlo, al di là delle speculazioni che possono nascere. Non dimentichiamo che a Ischia è già accaduto che investitori venuti da fuori siano stati ostacolati: Angelo Rizzoli prima di approdare a Lacco Ameno fu mandato via da un altro Comune, e lo stesso accadde per Marzotto, mentre l’occasione offerta da Agnelli, che negli anni ’80 voleva realizzare a Casamicciola il primo porto turistico d’Italia, siamo stati capaci di farcela sfuggire, non siamo lungimiranti sotto questo punto di vista! Allora, cerchiamo di non perdere questa possibilità e non chiudiamo la porta in faccia a un imprenditore di successo che ama quest’isola. Come convinciamo i commercianti a non avere paura, a non vedere come una minaccia l’idea del centro commerciale? Se si crede in se stessi non si ha paura e l’Amministrazione sarà una vigile sentinella affinché le cose vengano fatte nell’interesse dell’imprenditoria ischitana e non a suo danno. E poi, siamo chiari: sicuramente, a Ischia non può nascere un centro commerciale delle dimensioni di quelli che sorgono intorno alle grandi città, anche perché il bacino di utenza isolano non lo consente. Deve essere piuttosto una realtà inedita, che addirittura possa costituire un fattore di attrazione per i turisti, nel senso che siano invogliati a scegliere l’isola anche perché possono fruire di questa nuova proposta di intrattenimento. Non lo immagino come una serie di negozi e basta, ma piuttosto come un luogo dove offrire punti dedicati al benessere, allo sport, alla gastronomia, sale multimediali e con attività di svago per i giovani, ecc. Come si conciliano proposte di forte investimento sull’isola come quella che lancia Carlino con il tipo di turismo che oggi sceglie Ischia, un turismo low-cost, che sul territorio spende poco? In altre parole, investimenti come quello del centro commerciale non comportano necessariamente di mettere mano a dei correttivi, in modo da riportare a Ischia ospiti che possano permettersi di spendere nelle nuove realtà commerciali? Ischia, purtroppo, per come è cresciuta come potenziale di accoglienza, cioè per il numero di posti-letto che ha, gioco forza deve presentare un’offerta che abbracci ampie fasce di pubblico: non può essere né solo un’isola d’élite, né dedicarsi esclusivamente al turismo di fascia bassa. Se un prezzo livellato verso il basso nei mesi invernali può attirare gente – e può funzionare anche come promozione, facendo conoscere l’isola a visitatori che possano tornare in alta stagione – il low-cost tutto l’anno a Ischia non può fare bene. Su questo va sicuramente operato un correttivo, in modo che convivano entrambe le categorie di clienti e, quindi, l’offerta commerciale deve coprire le esigenze degli uni e degli altri. So che non è semplice realizzare questa compresenza, ma dobbiamo provarci tutti, sia gli albergatori che l’Amministrazione che deve far rispettare le regole. Ma, concretamente, è davvero possibile riuscire a sorvegliare la qualità dell’offerta turistica? Come Amministrazioni possiamo controllare che i servizi siano all’altezza delle stelle assegnate, ma per farlo abbiamo bisogno che sia varata la nuova legge regionale. Quella attuale è vecchia di 30 anni e finché rimarrà in vigore né i Comuni né la Regione possono toccare le stelle, perché i parametri che richiede li rispettano tutti: il problema è che sono obsoleti e vanno reimpostati. Faccio un esempio: in altre Regioni italiane gli alberghi che hanno solo il servizio a buffet o che forniscono solo tovaglioli ‘usa e getta’ non possono fregiarsi di 4 stelle, così come è importante il giusto rapporto numero di clienti-personale. Sono regole basilari per assicurare una proporzione qualità/prezzo equa, ma vanno disciplinate: per questo stiamo pressando la Regione affinché emani un regolamento chiaro per le stelle e allora il Comune si attiverà subito. Come sindaco di Casamicciola ho tentato già un braccio di ferro con una struttura che aveva questi problemi, aprendo anche un procedimento per la diminuzione delle stelle, ma il TAR ci ha bocciato perché la legge regionale, ora come ora, vanifica le nostre iniziative. L’economia di Ischia dipende in tutto e per tutto dal turismo, per cui se quest’ultimo va in crisi va in crisi l’intera isola. Non pensi che si dovrebbe lavorare per valorizzare anche altri ambiti che possano produrre ricchezza nell’isola? Certo, va ripresa l’agricoltura: offrire negli alberghi prodotti – agricoli, appunto, ma anche dell’allevamento tradizionale, come coniglio e maiale e della pesca – che siano genuini e a chilometro zero innalzerebbe la qualità dell’offerta. Se Ischia riuscisse ad avere un proprio marchio di qualità per i prodotti alimentari, ciò costituirebbe un valore aggiunto enorme per l’immagine dell’isola, oltre a consentirci di entrare nel circuito del turismo enogastronomico che è un settore molto interessante che andrebbe incentivato. La plurisecolare tradizione termale-curativa dell’isola potrebbe essere ulteriormente potenziata, trasformando Ischia nell’isola della salute e del benessere. Sono d’accordo, si potrebbero aprire qui delle cliniche in cui proporre trattamenti dedicati al benessere e all’estetica, inserendosi così in un altro filone molto redditizio. Altro ambito da esplorare è quello del turismo crocieristico, ma in seguito alle restrizioni volute dal governo la possibilità di avere sistematici attracchi delle navi da crociera si allontana. Come si sbloccherà la situazione? Si deve agire a livello governativo, perché dopo il nuovo decreto-legge, non c’è ordinanza della Capitaneria di Porto che tenga, non c’è spazio per alcuna deroga: la verità è che sono stati troppo drastici e non hanno considerato le ripercussioni sull’economia locale. Dove non ci sono le Aree Marine Protette la Capitaneria ha uno spazio di azione per disciplinare questo tipo di traffico, mentre avendo noi l’AMP si pone un divieto assoluto e a Ischia l’area marina è vastissima, per cui siamo penalizzati. Quindi, va fatta prima la modifica legislativa e dopo la Capitaneria può individuare anche all’interno del Regno di Nettuno dei corridoi sicuri per far ormeggiare le navi da crociera. Come vedi il futuro di Ischia nel medio e lungo termine, diciamo nei prossimi 5 e 10 anni? Se si riesce a fare tutto ciò che ho detto prima per il turismo, l’economia, lo sviluppo, possiamo solo migliorare; viceversa, se non comprendiamo l’entità della crisi in atto e ci adagiamo o continuiamo nelle contrapposizioni vedo tempi bui. La coalizione con cui hai vinto alle ultime elezioni è molto ampia e l’esperienza insegna che le maggioranze ampie sono difficili da gestire, a causa delle legittime richieste che avanzano quanti ti hanno sostenuto. E’ vero, non è detto che una maggioranza numericamente forte sia stabile, ma non sono preoccupato perché conosco lo spessore politico di chi ha sposato questo progetto ed è stato eletto e so che se anche delle questioni nasceranno, non mineranno mai la stabilità dell’Amministrazione. E nel caso in cui qualcosa accadrà userò le mie doti di mediazione, che da tutti mi sono riconosciute: ma sono convinto che non sarà necessario. E’ incompatibile la carica di deputato con quella di sindaco di un Comune sopra i 16mila abitanti, qual è Ischia? C’è una grande confusione, generata da una sentenza della Corte Costituzionale non recepita dal Senato e da un decreto che va convertito in legge: al momento le due cariche sono compatibili nei Comuni sotto i 20mila abitanti e Ischia secondo l’ultimo censimento rientra fra questi. Se da qui al giorno delle elezioni politiche fosse chiara l’incompatibilità sceglierò, in accordo con gli amici che governano con me, se è il caso di candidarmi al Parlamento: non lo farei per prestigio personale ma solo nell’interesse di Ischia, nel senso che si valuterà se è bene per l’isola avere un rappresentante a Roma, altrimenti resterò qui per i prossimi cinque anni. Essendo stato assessore al turismo a Casamicciola, questo è un ambito che mi sta molto a cuore e ritengo che, a maggior ragione in un momento di crisi come quello attuale che tocca profondamente il comparto del turismo isolano, è strategico per le Amministrazioni avere un assessore che si dedica specificamente a questo settore: come la pensi e che criterio guiderà le tue scelte a Ischia? Sono d’accordo con quello che dici, è un assessorato che ho sempre mantenuto e l’ho sempre assegnato a persone autorevoli. L’esecutivo deve essere forte, per non svilire il ruolo della Giunta e del Sindaco che la guida: quindi in prima fila, per il ruolo di assessori pongo i candidati eletti e se hanno anche competenze negli specifici settori, saranno i primi cui offrirò gli incarichi. Se opteranno per restare consiglieri, chiederò che i gruppi scelgano i rappresentanti in Giunta in base alle competenze e non al numero di voti presi, perché sono convinto che il criterio dello scorrimento deve valere per la composizione del Consiglio Comunale e non dell’organo di governo: questo è l’approccio con cui sceglierò i miei assessori.