Friday, July 10, 2020

Tourism- CARICATI AL MASSIMO

27/2010

Text: Mario Rispoli

 

Quante persone possono essere contemporaneamente presenti in un posto senza rovinarlo? Si chiama capacità di carico di un territorio e secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, L’Organizzazione delle Nazioni Unite e l’Unione Europea sta alla base dei programmi di sviluppo. Nel turismo la carring capacity segna lo steccato tra un turismo che crea benessere economico e sociale ed uno i cui costi per la collettività superano i benefici economici: vale a dire tra un turismo sostenibile e uno che non lo è. Quello designato nei documenti comunitari, ultimo solo in ordine cronologico Lisbona, è infatti uno sviluppo durevole, un modello cioè che reputa improduttiva una crescita che non preservi le risorse ambientali, culturali e sociali per le generazioni future. I documenti sono esaustivi di esempi di cattiva gestione del territorio, a partire dal fenomeno delle Baleari degli anni Ottanta fino alle coste calabre, oggetto di un trentennio di speculazioni selvagge e dove ora i ragazzi dopo l’esame di maturità devono emigrare perché il lavoro non c’è. Definire la capacità di carico di un luogo non è facile, ma ci sono indicatori di sostenibilità da cui non si può prescindere: traffico, pressione antropica, qualità dell’ambiente, dei servizi, livello di reddito diffuso. L’Unione riserva una particolare attenzione alle piccole isole definite territori sensibili e che richiedono un’attenzione costante perché frequentemente in quei luoghi il territorio con le sue risorse storiche, ambientali, culturali è l’unica chiave dello sviluppo. Le raccomandazioni comunitarie si concentrano in particolare sulla necessità di controllo della pressione antropica, sottolineando che “i governi territoriali sono i garanti delle risorse, coloro i quali hanno il compito di garantire il benessere delle popolazioni e nello stesso tempo le prospettive di vita e lavoro per quelle future”. Questo è il motivo per cui comportamenti che vanno in senso contrario vengono sanzionati ed esclusi dai finanziamenti. Veniamo ad Ischia. Nel 1981 la popolazione dell’isola era di 44.090 abitanti (Censimento decennale ISTAT). Lo scorso 31.12.2009 i residenti diventano 62.215 con un aumento di 18.125 abitanti che in termini percentuali rappresenta il 41.11 %. Il maggiore incremento è stato registrato nei comuni di Forio d’Ischia: da 9.642 a 17.279 abitanti + 79,20 % e Barano d’Ischia da 6.346 a 10.007 abitanti + 57,69 %. Seguono Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Serrara Fontana e Ischia. Rapportato al decennio precedente (Censimento ISTAT 1971) il Comune di Forio d’Ischia ha più che raddoppiato la popolazione residente. L’ incremento è stato, infatti, del il 110 %. E parliamo di sola popolazione residente, senza considerare i residenti provvisori (turisti) aumentati in maniera più o meno proporzionale. Traffico: ad Ischia ci sono 31.100 auto di proprietà dei residenti, che gravitano su una rete stradale sostanzialmente invariata dal 1981: vale a dire un’auto ogni 2 abitanti (Fonte ISTAT). In particolare il carico stradale è aumentato nelle zone periferiche di recente urbanizzazione, dove la rete non è adeguata a consentire un servizio di trasporto pubblico. Ipotizzando una lunghezza media delle automobili di 4 m., se tutte le auto si immettessero senza soluzione di continuità, sull’anello stradale dell’isola, la ex SS 270, non basterebbero 3 corsie per contenerle tutte. Nel calcolo non sono state considerate le auto dei turisti, degli autonoleggi, i taxi, gli autobus pubblici e privati, gli autoveicoli da lavoro e i mezzi a 2 ruote. Tutto questo con una rete stradale che è e deve rimanere quella di una piccola isola. E’ evidente come la capacità di carico automobilistico sia abbondantemente superata dalle sole auto dei residenti, senza necessità di scomodare quelle dei turisti. E che i divieti di sbarco siano importanti ma è un po’ come chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. La situazione di Ischia è anomala anche se paragonata a quella dei nostri dirimpettai. Capri, ad esempio tra il 1981 e il 2009 ha perso il 2.23 % di abitanti. Sorrento il 4.07 %. A Procida, la popolazione è aumentata, ma del 2.1%. Sono dati che dimostrano come il modello di sviluppo di Ischia si stia allontanando da quello dell’Unione europea. Luciano De Crescenzo guardando una sua foto da giovane e una a settant’anni, si chiedeva: ma quando è avvenuto questo cambiamento? Di notte forse? E perché io non me ne sono accorto? A Ischia è successa una cosa simile: quando sono comparse tutte queste auto? Di notte forse? E perché non ce ne siamo accorti? E, aggiungiamo, chi doveva accorgersene? Gli amministratori custodi del limite della capacità di carico? Gli imprenditori che lavorano grazie a risorse che appartengono a tutti noi? I cittadini che non trovano parcheggio? Abbiamo tutto l’inverno per pensarci.