Wednesday, February 26, 2020

Tradition- PADRE PIO MANIA

18/2007

Photo: Marco Albanelli
Text: Lucia Elena Vuoso

Membro dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che ne celebra la memoria liturgica il 23 settembre, anniversario della morte. È stato oggetto, ancora in vita, di una venerazione popolare di imponenti proporzioni grazie alle capacità di guaritore attribuitegli, ma anche di fortissime critiche e sospetti in ambienti ecclesiastici e non. Scontroso per costituzione, ma insieme profondamente buono, incapace di fare il più piccolo dispiacere. Di temperamento era sanguigno. S’infiammava per un niente, era facile all’ira ma pronto al pentimento. Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nacque a Pietrelcina, in provincia di Benevento il 25 maggio 1887. A soli 16 anni, nel 1903, ebbe la prima apparizione, per mezzo della quale vide il suo futuro. Ciò lo spinse ad entrare nel noviziato di Morcone. Studiò filosofia, teologia, ricevette gli ordini minori ed il suddiaconato, ma iniziò ad avere un inspiegabile male che lo accompagnò per tutta la vita. Seppur debole di costituzione, riuscì a completare gli studi divenendo Fra’ Pio nel 1907 e, nel 1910, sacerdote. “Venne poi mandato in vari conventi, tra cui quello di San Giovanni Rotondo sul Gargano in Puglia, dove rimase fino alla morte, nel 1968. Durante tutta la vita, subì grandi dolori, fisici e morali. Nel 1910 confessò di avere le stimmate – piaghe alle mani, ai piedi e al costato -, segni fisici della Passione di Cristo, e iniziarono ad accorrere numerosi pellegrini sul Gargano. La Chiesa, come sempre timorosa e cauta in questi casi, vietò nel 1923 a Padre Pio di celebrare messa ma l’agitazione della folla fece sospendere il provvedimento. Nel 1940 espose il progetto di voler costruire un ospedale che venne poi chiamato “Casa Sollievo della Sofferenza”. Nel frattempo, si moltiplicavano i miracoli che gli venivano attribuiti. Fatti straordinari e inspiegabili nello stesso tempo che contribuirono a renderlo un personaggio conosciuto anche all’estero. Ancora oggi è considerato il più grande carismatico nel XX secolo. È stato beatificato e reso Santo da Papa Wojtyla in tempi brevissimi. Di lui si ricorda che avesse il dono della bilocazione e che sprigionasse un dolce profumo di fiori. Ancora oggi, in molti affermano di poterlo sentire in determinati momenti, ciò sarebbe per alcuni la prova che egli veglia ancora su questo mondo.

Eccolo qua Padre Pio: il volto corrucciato, il corpo un po’ curvo nel saio, e le mani con le stimmate coperte dai mezzi guanti. Ed ecco una donna, una fedele, che va da lui a pregarlo, a fargli compagnia, a cercare un cenno di approvazione. Ma Padre Pio resta lì, con la sua espressione inquisitoria che non muta, e non batte ciglio. Beh, se lo facesse sarebbe un miracolo, l’ennesimo, dato che la donna in questione sta pregando di fronte ad una statua.
Di che statua si tratta? Potrebbe essere quella storica di Piazza Maio, o quella più venerata in assoluto che si trova ad Ischia Porto, ma anche quella più nascosta, a Fiaiano in via Testa…
Qui ad Ischia ce ne sono almeno dieci diverse, attorno alle quali quotidianamente, si riuniscono fedeli per dire il rosario, per chiedere un favore al Santo, o solo per portargli fiori e lumini.
Incuriositi dal proliferare di tutte queste figure in bronzo, vetroresina, ceramica, terracotta, legno, abbiamo pensato di fare un’indagine sulla motivazione che ha spinto privati cittadini a eliminare dal proprio giardino i classici nanetti e a sostituirli con l’effige (enorme in confronto ai piccoli amici di Biancaneve) di Padre Pio. Pensando di trovare storie di miracolose guarigioni, rinvenimenti da coma irreversibili, straordinarie riconferme del posto di lavoro stagionale in albergo e soprannaturali scoperte di nuovi luoghi non ancora contrassegnati da strisce blu per poter parcheggiare l’auto, siamo rimasti abbastanza delusi scoprendo che le statue sono sorte senza un’apparente motivazione concreta. Devozione si direbbe, anche se a noi sembra più una moda, un rito religioso ai confini col pagano, per non dire superstizione.
Alcune persone che sono fedeli fans di Padre Pio, ci confessano di essere cattolici ‘a modo loro’ e di non andare costantemente a Messa e altre sono ancora attaccate alle credenze popolari e alla sfortuna. Ma la PadrePioMania è scoppiata e noi isolani ci teniamo a stare al passo con le tendenze del momento!
Dicendo ciò non vogliamo mettere in dubbio la santità di quest’uomo e la figura carismatica che è stato nello scorso secolo, le grandi opere che ha compiuto, come l’ospedale di San Giovanni Rotondo e i suoi innumerevoli miracoli, anche perché tutt’ora ne abbiamo la dimostrazione concreta anche qui ad Ischia.
Forse non tutti sanno che ci sono state varie controversie tra il sindaco di Forio e il devotissimo di Padre Pio che intendeva collocare una statua dove non era possibile. Il signore, dovendo omaggiare il Santo, voleva situare la sua immagine a grandezza naturale in piazza, e non riuscendo a farlo legalmente ha compiuto un vero e proprio blitz notturno. Quando il sindaco facendo valere la sua autorità ha deciso di rimuovere la statua, i foriani riuniti gliel’hanno impedito, e addirittura si è sentito in dovere, per rimediare al torto fatto, di consegnare lui stesso Padre Pio alla cittadinanza, in una cerimonia di inaugurazione con tanto di banda musicale. Et voilà, il miracolo dell’abusivismo legale è stato servito, anche se, nell’isola, c’erano già stati molti prodigi dello stesso tipo non attribuibili allo stesso Santo.
Ma il miracolo più grande che Padre Pio ha compiuto, riconosciuto anche dagli atei, è il modo in cui il culto del frate cappuccino è esploso nel ventesimo secolo, agendo sulla materia oltre che sullo spirito. Si calcola che la PadrePioMania farà muovere l’anno prossimo, tra Pietralcina e San Giovanni Rotondo, oltre un quinto della popolazione italiana, e che, coi due pellegrinaggi al mese che partono da Ischia, coinvolgerà gran parte degli abitanti dell’isola. Un business da milioni di euro all’anno, cominciato nel 1918, anno di apparizione delle stimmate e cresciuto senza sosta.
I gadget del Santo, che oramai non sono in vendita solo nei luoghi dov’è vissuto ma in qualsiasi negozio di oggettistica, sono tantissimi e impensabili: si va dal rosario fluorescente al profumo di viole, agli orologi, chitarre, posacenere, bracciali, portapillole, notes, penne, berretti, liquori, automobiline e piramidine trasparenti con dentro l’acqua e i coriandoli, tutti con l’effige di Padre Pio, senza dimenticare le statuette di tutte le dimensioni (che partono da 10 euro e arrivano a costarne anche più di 14 mila). Ai frati Cappuccini tanto turbinare di denaro crea un certo imbarazzo, ma anche su questo Padre Pio aveva detto qualcosa: a chi gli faceva notare gli eccessi del culto già nascente rispondeva: “Guaglio’, anche quelli hanno ‘a campa’ !”.
Qui di seguito spieghiamo nei dettagli cosa ha spinto i devotissimi ischitani a spendere, o meglio, a investire, cifre esorbitanti per erigere una statua in onore del Santo più amato del ventesimo secolo.

Signor Tonino (statua di padre Pio a Forio Centro)

Quando ho fatto mettere la statua non ho detto niente a nessuno, solo a mia moglie, perché negli ultimi anni mi ero allontanato dalla Chiesa fino a quando, un giorno, passando da Casamicciola, ho sentito come un richiamo verso la statua di Padre Pio.
Ma cominciamo dall’inizio.
Io ho conosciuto Padre Pio in vita, nel 1954. In quel periodo si parlava di questo frate che aveva dei poteri e mia zia che voleva andarci, mi chiese di accompagnarla. Si arrivava col treno fino a Foggia e poi con un pullman fino a San Giovanni Rotondo. Lì non era com’è adesso, stavano ancora rompendo la montagna per poi costruirvi l’ospedale e non c’erano neanche alberghi, si doveva alloggiare in camere che affittavano i privati, che davano anche la possibilità di usare la cucina, perché mancavano pure i ristoranti. Per essere confessato da Padre Pio bisognava avere la prenotazione. Io l’ho visto attraverso il confessionale e ho baciato il suo guanto. Non ho potuto fare di più perché c’era la fila dietro di me e si doveva far presto. Poi però ho abbandonato la Chiesa, non per mancanza di fede, perché sono sempre rimasto cattolico, solo per pigrizia. Un giorno stavo venendo a Forio da Ischia e vidi sulla strada di Casamicciola un manifesto che invitava ad andare a pregare accanto alla statua di Padre Pio di recente collocazione, e fui preso come da un’ispirazione. Quando vidi la statua rimasi sbalordito per la grandezza e la bellezza, e mi ricordai di Padre Pio da vivo, e in quel momento gli promisi che sarei andato a trovarlo tutte le mattine, e così è stato fino a quando il parroco di Lacco Ameno, Don Vincenzo Scoti, organizzò un gruppo di preghiera in onore di Padre Pio il martedì. Grazie a lui mi sono riavvicinato alla Chiesa. La mia devozione per Padre Pio è cresciuta tanto che nel 2005 ho voluto mettere anche io una statua in suo onore, ed è stata inaugurata poco prima che affondasse la seconda barca di mio genero, che si chiamava Padre Pio.
Prima di quella però, ne era affondata un’altra che aveva il nome di Padre Pio. Era il 1999 ed era il periodo di Natale. Quel giorno pioveva molto, c’era un forte vento e a Teleischia vidi delle immagini di Casamicciola che mi fecero preoccupare molto, perché si vedevano le navi in porto distrutte. Corsi allora al porto di Forio e trovai mio genero che stava cercando di portare a riva la sua barca. Quando stava per affondare lui si buttò in mare ed ebbe la fortuna di salvarsi, mentre della barca non rimase nulla. La barca era stata anche benedetta da un frate di Forio, fra Cristoforo. La seconda fu creata dal nulla a Manfredonia e fu chiamata anch’essa Padre Pio (volevo chiamarla Padre Pio II ma le pratiche burocratiche per mettere quel II erano troppo lunghe e la lasciai col nome della prima) e venne benedetta da un frate di San Giovanni Rotondo, che accettò di venire a Manfredonia solo quando seppe che avevo conosciuto Padre Pio in vita. Un giorno mi trovavo in una fonderia a Napoli e vidi un’immagine di Padre Pio alta circa 30 centimetri, la comprai e la feci saldare all’albero della barca. Poche settimane dopo la morte di mio genero nacque suo figlio, il mio nipotino, che si chiama Salvatore Pio. Dopo quel viaggio a San Giovanni Rotondo mi misi in testa che appena avrei avuto la possibilità economica, avrei comprato una statua di Padre Pio. Mia moglie voleva distogliermi da questa volontà, dicendomi che potevo dare quei soldi in beneficenza, o ai frati di San Giovanni Rotondo, ma io mi ero intestardito, e andai a Casamicciola ad informarmi su come avevano fatto loro per avere la statua. Una volta acquistata però trovai un sacco di difficoltà col sindaco perché non riuscivamo a raggiungere un accordo circa la sua collocazione. Lui me la voleva far mettere dove c’era la vecchia pompa di benzina, ma io la volevo più centrale. L’anno prima di mettere la statua feci fare anche uno schizzo da un pittore ischitano Gradicelli che volevo far mettere lungo il Corso, però c’era una palma che non potevo sradicare. Alla fine l’ho fatta mettere dov’è ora, una notte, in tutta fretta, ma poi nessuno ha avuto mai niente da dire su quella collocazione, addirittura il velo della statua l’ha tirato giù il sindaco come se fosse lui a consegnarla alla cittadinanza. È stata benedetta da un frate che ho fatto venire appositamente da San Giovanni Rotondo e oggi io vado ogni tanto a farle un saluto, ma della pulizia e della manutenzione se ne occupano altre persone che, come me, gli sono devote.
La disgrazia successa non mi ha fatto perdere la fede neanche per un attimo.

Signor Aniello (statua di Padre Pio a Forio Scentone)

Credo a Padre Pio e ai suoi miracoli, e ho voluto dedicargli una statua non perché ho ricevuto qualche grazia, ma perché mi sentivo di farlo. Penso comunque che lui sia accanto a me quotidianamente e mi aiuta a dimenticare con facilità i torti che subisco, a non serbare rancore. La statua l’ho comprata a San Rocco, un paesino poco dopo Capodimonte e l’ho messa nel giardinetto di mia proprietà. Io sono credente a modo mio, però da quando ho messo la statua ogni 23 settembre faccio una piccola processione e sparo i fuochi in onore di Padre Pio. Io sono devoto a tutti i Santi: quando stavano rifacendo la Piazza di Forio, rubarono la statua di sant’Antonio. Io sono andato a cercare il ladro e ho comprato da lui la statua perché pensavo che non dovesse stare in mano ai delinquenti. Ma la festa grande la faccio solo a Padre Pio.

Signora Rosa ( statua di Padre Pio a Panza)

La statua è stata messa circa 3 anni fa, da me e da un’altra signora, che ora è morta. Siamo molto devote a questo Santo anche se non abbiamo ricevuto nessuna grazia. Andavamo sempre in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e dato che tutti avevano la statua abbiamo voluto metterla anche noi. Appena l’abbiamo visto c’è piaciuto e l’abbiamo comprato. È stato messo nel giardino della signora. Vado a pulirlo e a mettere fiori freschi tutte le mattine.

Signor Gino ( statua di Padre Pio a Piazza Maio, a Casamicciola)

23 settembre 1994
Sono stato il promotore della raccolta di fondi per mettere a Casamicciola la statua di Padre Pio, perché sono molto devoto a questo Santo. Ho avuto l’onore di conoscerlo dal vivo. Quando sono stato a San Giovanni Rotondo c’era solo una chiesetta. Io avevo con me i miei tre figli e prima del nostro turno, una donna gli diede una lettera. Padre Pio la prese e si mise ad urlare: “Vergogna” e cacciò la donna in malo modo, poiché aveva capito già cosa c’era scritto nella lettera. Io ero spaventato perché pensavo che i bimbi si mettessero a piangere, invece quando lui gli si avvicinò sorrise loro e gli mise una mano sul capo. Da quel momento, dopo averlo visto, aver sentito il suo profumo e aver assistito ad una prova dei suoi poteri mistici, gli sono stato sempre devoto. Un giorno, molti anni dopo, ero in vacanza con degli amici e vidi nella strada di un paesino una statua di Padre Pio, e subito mi venne il desiderio di metterne una ad Ischia. Sparsi la voce e tutti i miei compaesani aderirono all’iniziativa: anche se non era ancora beato ma solo glorificato, se ne iniziava già a parlare come di un grande personaggio. Hanno partecipato 550 persone mettendo 500 lire al mese. Pensavo di non farcela perché la statua costava 14 milioni di lire, e invece sono avanzati anche i soldi per costruire la ringhiera. La statua è stata poi benedetta, ma dopo molto tempo perché ci sono stati problemi col prete, col vescovo e col sindaco, che non volevano che mettessi la statua e che creassi il gruppo di preghiera (che ora non c’è più), perché si pensava che togliessi fedeli alla Chiesa. Anche quando non volevano farmi mettere la statua Padre Pio mi infondeva coraggio in sogno. Penso che Padre Pio fosse davvero un Santo. Quando ero a San Giovanni Rotondo ho assistito ad un fatto strano: un uomo che aveva commesso un omicidio si andò a confessare da Padre Pio, omettendo però il fatto. Padre Pio, mostrandogli la mano dov’era miracolosamente comparso il volto dell’uomo ucciso gli disse: “E questo chi l’ha ammazzato?”.

Signora Maria (statua di Padre Pio a Porto d’Ischia)

Ho avuto Padre Pio nel cuore sempre, fin da quando ero bambina. Ai miei tempi le ragazze non avevano tutte le libertà che hanno oggi e non ci allontanavamo mai da casa, ma un giorno una signora che frequentava molto l’ambiente ecclesiastico convinse i miei genitori a farmi fare un pellegrinaggio con lei a San Giovanni Rotondo. Da quel giorno sono passati circa sessant’anni, la ricordo ancora in tutte le mie preghiere, perché mi ha fatto un grande regalo: grazie a lei ho potuto conoscere Padre Pio, assistere alla messa nella chiesa di San Francesco e prendere la comunione dalle sue mani. Quel giorno in pellegrinaggio non ho provato niente di particolare, anche se la messa detta da quel frate mi sembrava diversa, più bella, ma quando sono tornata a casa ho iniziato a sentire la sua presenza costantemente vicino a me. Come ho già detto, ai miei tempi le ragazze non avevano molte occasioni di uscire, se non per recarsi alle celebrazioni religiose. Un giorno mi stavo recando in chiesa, ma volevo andare prima a fare un giro. Arrivata al bivio, quando stavo per prendere la direzione opposta alla chiesa, mi sembrò di intravedere la sagoma di Padre Pio che mi indicava la strada che dovevo seguire. Quella fu solo la prima di una serie di apparizioni. È capitato che sentissi, improvvisamente, con porte e finestre chiuse, nel mese di dicembre, un odore forte di viole, che accompagnava sempre il frate e che attribuisco al suo passaggio, e poi mi è capitato di vederlo spesso in sogno. Un giorno in autobus, mi spinsero e mi feci male ad un neo che ho sulla schiena. Ero molto spaventata, ma la notte sognai che entravo in una stanza dove c’era Padre Pio seduto su una sedia che visitava la schiena di un uomo e sorrideva, e ho capito che era un segnale che mi mandava per farmi capire che stavo bene. C’è stato un periodo in cui avevo problemi col vicinato ed ero molto amareggiata. Una notte sognai che io ero inginocchiata a terra, e mentre mi stavo confessando con la testa appoggiata sulle sue gambe, mi disse di andare a prendere un vassoio nella stanza accanto. Nel vassoio c’era una matassa di collanine e lui riuscì a sceglierne una con moltissima facilità e me la mise al collo. Il ciondolo era San Michele Arcangelo, che ha lottato contro il demonio e l’ha sconfitto. Penso che volesse dirmi che i miei problemi si sarebbero presto risolti e di non disperare, perché lui e altri Santi vegliavano su di me, e di lì a poco si è instaurato un bel rapporto coi vicini. Una volta addirittura penso di avere avuto un vero e proprio miracolo. Ho una poltroncina bassa rivestita di stoffa, con le gambe in legno e una stufetta che si riscalda rapidamente e diventa incandescente. Un giorno accesi la stufetta e andai al piano di sopra a cucinare, dimenticandomi di allontanare la poltrona. Se dopo una decina di minuti il postino non avesse suonato il campanello, probabilmente ci sarebbe stato un incendio. Il postino mi aveva portato la rivista su Padre Pio che mi arriva mensilmente. È stato Padre Pio a salvarmi. È un po’ di tempo che non lo sto sognando più, ma penso che lui preferisca apparire agli scettici e non a chi ormai gli crede e ha fede in lui. Prima di mettere la statua andavo a dire il rosario a Casamicciola, ma provavo tanta devozione che ho voluto omaggiare Padre Pio, nel 1997, con una statua che ho comprato coi miei risparmi. Lo curo tutti i giorni e dalla finestra della mia stanza lo vedo prima di addormentarmi e appena mi sveglio. Sono contenta di aver messo quella statua, perché penso che avvicini le persone alla religione e a Dio: non c’è nessuno che passa senza farsi la croce.

Signor Pietro (statua di Padre Pio a Fiaiano, via Testa)

Ho messo la statua dopo un dissapore che ho avuto col prete di Piedimonte che se la prese perché feci la festa in onore della beatificazione di Padre Pio subito dopo la messa. Quindi, dato che ho una particolare devozione verso questo Santo, decisi di farmi la mia statua e celebrare la festa ogni 23 settembre. Siamo un gruppo di fedeli che si riuniscono, diciamo il rosario e dopo, accompagnati dalla musica di un signore che suona la tastiera, mangiamo la pasta e fagioli e il panino con salsiccia e friarielli. All’inizio non facevo pagare nulla, poi un giorno seppi che c’era bisogno di raccogliere dei fondi per aiutare una bimba di Forio che doveva essere operata al cuore e non aveva la possibilità economica di farlo, e feci pagare quello che offrivo da mangiare. Da quel giorno tutto quanto ricavo dalla festa di Padre Pio lo mando in beneficenza dove ce n’è più necessità.
Sono fiero di aver messo la statua di Padre Pio, perché sono convinto che lui mi abbia aiutato a superare i nove interventi che ho subito nel corso della mia vita, anche se penso che prima di lui ci sia Gesù, infatti ho anche la sua statua e quella della Madonna, ma più piccole. Quella di Padre Pio è in vetroresina e gli occhi sono di vetro, ma sembrano veri.

Signora Angelina (statua di Padre Pio a Piedimonte)

Sono molto cattolica e devotissima a tanti Santi tra cui Padre Pio. In suo onore ho voluto far mettere la statua che c’è nella piazzetta di Piedimonte. Ho coinvolto in questo progetto anche mio cugino Pierino, che ha subito accettato poiché lui ha conosciuto Padre Pio in vita ed è un personaggio che gli sta molto a cuore. Quando Pierino andò a San Giovanni Rotondo voleva farsi confessare da Padre Pio ma lui non volle e gli disse di tornare un’altra volta con vera fede e non solo per curiosità. Da quel momento mio cugino iniziò a credere che Padre Pio avesse davvero dei poteri donatigli da Dio e tornò una seconda volta da lui, con tanta religiosità nel cuore. Il frate se ne accorse e accettò di confessarlo. Quando ho messo la statua però mi sono un po’ arrabbiata con il comune di Barano perché mi fecero pagare 175mila lire per l’occupazione del suolo pubblico, ma poi parlai col sindaco di questa cosa e, forse mosso anche lui dalla fede, non mi fece più pagare. Oggi, tutti i giorni vado a pulire la statua, a cambiare i lumini, che compro a pacchi, e a pregare il santo di aiutare le persone sfortunate, come i bimbi africani e i ragazzi di Don Bosco, a cui tutti i mesi, quando prendo la pensione, mando dei soldi.

Statua di Padre Pio del Rione Ortola a Lacco Ameno

La statua è stata messa dopo la ripavimentazione del rione. Tutti gli abitanti hanno fatto una colletta e hanno comprato la statua che è stata posizionata in un’aiuola recintata, con fiori e lumini. Il promotore della raccolta dei fondi è stato un signore devotissimo al Santo, ma tutti hanno aderito subito, facendo diventare Padre Pio il santo protettore del rione.

#padrepio #ischia

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