Thursday, July 19, 2018

WELCOME IN PARADISE BY VILLA JANTO’

Text_ Silvia Buchner  Photo_ Dayana Chiocca  Archivio Jantò

Villa Jantò riparte 800 metri più in là.

In mezzo una serie di carambole che avrebbero fermato tanti: il terremoto del 21 agosto 2017, infatti, ha soprattutto mandato in frantumi certezze, costringendo drammaticamente oltre 2000 persone a ripensare la propria vita. Come la famiglia Castagna: albergatori con il pallino dell’ospitalità fatta in un certo modo, appartengono a quelle realtà dell’isola che le consentono di collocarsi nelle classifiche internazionali del colosso Trip Advisor, il sito che raccoglie i giudizi dei viaggiatori, perno del turismo all’insegna della disintermediazione che caratterizza il nostro tempo. Il loro gioiellino – il tre stelle Villa Jantò appunto – fino a quella sera faceva parte di un tessuto di piccoli alberghi che muovendosi con tenacia e intelligenza riuscivano a essere aziende di successo, nonostante la posizione, nonostante gli oggettivi disservizi che penalizzavano zone come il Majo e la Rita, sulle colline di Casamicciola. Luoghi in cui il tempo si era come fermato, non compresi nella loro bellezza e potenzialità, e lasciati a se stessi. Eppure, la determinazione di un manipolo di aziende, fra cui Villa Jantò (e poi La Pergola, Villa Sirena, Pensione Monti, e ancora Tusculum e Vinetum, il ristorante Catarì le più importanti), ha consentito a questo borgo che appartiene alla storia dell’ospitalità casamicciolese, quella improntata sulle cure termali, di continuare a vivere, perché strutture alberghiere significano posti di lavoro e un indotto fondamentale per l’economia. Ma non dobbiamo nascondercelo, la notte del 21 agosto è cambiato tutto: “Ho capito subito che era un terremoto, non riuscivo a stare in piedi. Dopo la scossa il nostro primo pensiero è stato per gli ospiti, circa 50 in quel momento, dovevamo assicurarci che stessero bene – spiega Francesca Castagna. E poi ho detto a mio padre Antonio ‘Lavoriamo per pulire tutta la notte e domani mattina è di nuovo a posto’. Ma lui mi ha risposto: ‘Francesca non hai capito…Villa Jantò è finita’. E in effetti solo con la luce del sole ci siamo resi conto di essere nel cuore della zona colpita dal terremoto, un’area non grande, ma che ha subito danni importanti”. La cronaca ci ha raccontato di Lina e Mariella che hanno perso la vita sotto le macerie, dei tre bambini salvati dopo ore di scavo febbrile, dei primi giorni di totale sbandamento di una comunità che sì con i boati provenienti dalla terra ci conviveva, ma che non era preparata a tutto questo, della istituzione della zona rossa, in cui rientrano tuttora molte abitazioni e diversi alberghi, fra cui Villa Jantò.

E dopo? Volevamo vedere da vicino, capire come si può ripartire, e lo abbiamo fatto scegliendo alcune storie, quelle di attività che, con modalità diverse (perché diverse fra di loro), hanno riaperto i battenti, quindi, aziende di servizi e commercianti, ristoratori e albergatori. Questi ultimi con un problema in più, perché un albergo non si sposta: il che per i nostri protagonisti ha significato lasciarsi alle spalle una realtà messa su nel tempo, Villa Jantò nasce, infatti, con il bisnonno di Antonio Castagna, qualche stanza per ospitare chi si curava alle terme de La Rita, e Antonio con la moglie Maria e le figlie Francesca e Martina, ci hanno messo dentro 35 anni di vita e un certo modo di intendere l’albergo, compreso appieno dai loro entusiasti ospiti, una realtà di successo che ha contribuito a valorizzare il luogo in cui si trova e che adesso richiederebbe circa 2 milioni di euro per rimetterla a posto

Se con il cuore la famiglia Castagna è lì – “qualora si aprissero degli spiragli, delle opportunità certo ci penseremmo – spiega Martina – non ci va di abbandonare quella che consideriamo la nostra casa, ma non possiamo fare da soli…” – con la testa hanno subito deciso che si doveva ricominciare altrove: due giorni dopo il terremoto erano alla ricerca di una struttura alternativa da prendere in gestione, dove portare “lo stile Jantò”. Non per caso le più grandi manifestazioni di solidarietà le hanno ricevute dai clienti, e poi dai fornitori. “La solidarietà comunque è una cosa difficile: un altro casamicciolese cosa avrebbe potuto fare? Piuttosto non è arrivata una voce amica dai sindaci degli altri Comuni, si è cercato di nascondere, siamo diventati lamentosi, seccanti con il nostro parlare del terremoto. Non c’è stata alcuna comunicazione su quanto è accaduto, e chi non lo ha vissuto non riesce a capire i nostri problemi – sottolineano. In concreto, ci siamo mossi sempre da soli, sia per la ricerca della nuova struttura, andata a buon fine poco tempo fa, sia per i lavori di ristrutturazione necessari ad aprire. Le banche ci hanno considerati quattro disoccupati, abbiamo sempre lavorato senza mutui e quindi non ci conoscevano, perciò abbiamo dovuto ricorrere ai nostri risparmi”. E arriviamo a quegli 800 metri più in là: la collina della Sentinella, sempre nel comune di Casamicciola Terme. Luogo suggestivo come pochi e un hotel chiuso da diversi anni, il Paradise, è lì che rinasce Paradise Relais Villa Jantò. “Non lo neghiamo, abbiamo cercato prima in un altro Comune, ma nulla rispondeva alle nostre esigenze e quindi, alla fine, siamo di nuovo qui, e sento già che sto mettendo le radici – spiega la signora Maria. La zona e l’hotel non hanno subito danni, sì soprattutto i clienti italiani, che spesso vengono da altre regioni colpite da sismi, ci chiedono dove riapriamo, glielo spieghiamo con chiarezza e prenotano. Si fidano, non ci rinunciano, è un rapporto forte che hanno stretto con noi”. I Castagna sono concreti e idealisti in parti uguali, non riescono a non vivere questa anche come un’occasione, “essere albergatore è una sfida continua che ci piace, lo stand by è stato terribile” e finalmente è terminato: mentre scriviamo l’hotel ha appena riaperto, nel giardino Maria vorrebbe aggiungere un percorso aromatico, sa già dove pianterà le bouganvillee e che la terrazza che guarda su di un magnifico panorama sarà perfetta per servire gli aperitivi, insomma conosce tutti i punti di forza della nuova nave che si appresta a prendere il mare. “Le stanze sono il doppio che a Villa Jantò, circa 30, ma siamo sicuri di venderle bene, e poi i proprietari del Paradise ci sono venuti incontro, chiedendoci per i primi due anni un canone inferiore, proprio perché lo stiamo rimettendo a posto. E conclude, Trip Advisor ci toglierà le recensioni della struttura chiusa (Ndr. Centinaia e tutte molto positive), ci abbiamo litigato, ma funzionano così, quindi dovremo cominciare daccapo ma non importa, so che presto le riavremo!”. Intanto, quella quotazione molto positiva gliela ridiamo noi…