Monday, October 19, 2020

27/2010

Photo: Romolo Tavani
Text: Silvia Buchner
MakeUp: Nancy Tortora

 

Acque che racchiudono sali minerali e oligoelementi catturati attraversando la roccia vulcanica, in cavità sotterranee, per poi fuoriuscire copiose, arricchite di elementi preziosi che combinati fra di loro le trasformano in acque curative. Gli antichi Romani – grandi estimatori e intenditori di terme – erano già arrivati laggiù, a Nitrodi, fra le gole coperte di rigogliosissima vegetazione che tagliano tutto il versante meridionale dell’isola d’Ischia. Custodita in quei valloni, c’è la fonte da cui, da millenni, sgorga un’acqua dolce che si può bere e in cui ci si può bagnare. Ancora ammiriamo le lastre votive lasciate circa 1800 anni fa presso la fonte da malati che sono guariti grazie a queste acque, e leggiamo le dediche alle ninfe che custodivano la sorgente miracolosa, dediche di pazienti guariti ma anche di medici dell’epoca che le prescrivevano come cura. Anche dopo la fine della civiltà antica, gli ischitani hanno sempre riconosciuto le proprietà delle acque di Nitrodi, nella frazione di Buonopane a Barano, le hanno frequentate, ne hanno tramandato la forza terapeutica. L’acqua di Nitrodi, infatti, cura la pelle, la depura, la rigenera, è comprovato che contribuisce a risanare ferite e malattie dell’epidermide, se bevuta ha proprietà calmanti, risana le ulcere gastriche e ha un potente effetto diuretico. Oggi ne conosciamo le ragioni: sono nella leggerezza dell’acqua di Nitrodi, che favorisce l’osmosi fra le cellule del corpo e il sistema renale di eliminazione delle tossine; nella potente azione disinfettante dello zolfo, elemento che la pelle assorbe in grande quantità e, dall’interno del derma, riesce a rigenerarne le cellule, per cui accelera l’eliminazione di quelle morte e la crescita di nuovi tessuti e, proprio grazie all’azione antisettica, elimina batteri e funghi, causa di micosi della pelle. Le acque termali e ipotermali (come quella di Nitrodi, che sgorga ad una temperatura di circa 28C) sono un vera e propria ricchezza, una delle più grandi che Ischia possiede: il comune di Barano ha deciso di valorizzare e far conoscere il suo patrimonio di ‘acque nascoste’. Ben consapevoli di possedere una fra le più rilevanti fonti dell’isola, infatti, il sindaco Paolino Buono e la sua Amministrazione hanno scelto di investire su Nitrodi. Già da alcuni anni, in verità, lo stabilimento storico è stato reso più moderno e funzionale, ma non si sono fermati qui. Nell’ultimo anno, infatti, è stato aperto un parco idroaromaterapico sull’altura che sovrasta l’antica fonte. Terrazzamenti e balze collegati da percorsi disegnano – dove prima c’era solo una natura incolta e inaccessibile – un piacevolissimo giardino, in cui ogni intervento è stato fatto nel pieno rispetto dei luoghi. Gli alberi e gli arbusti tipici della macchia mediterranea che regna in queste zone sono stati conservati, ombreggiano i vialetti che si aprono su ‘punti luce’, dove ci si può sdraiare al sole per fare elioterapia, mentre negli scorci più panoramici, sono dislocate docce e cadute di acqua che fuoriescono dalla roccia, per bagnarsi liberamente. Insomma, un posto assolutamente da provare, perché offre la possibilità di sommare la forza curativa dell’acqua al benessere psicofisico che dà contemplare un paesaggio ancora intatto, come quello della cava di Nitrodi che scende a precipizio fino ai Maronti, e respirare una brezza che porta fin quassù lo iodio dal mare e lo mescola agli odori delle piante aromatiche e ai vapori della stessa acqua termale. Con la consulenza del botanico Giuseppe Sollino, infatti, sono state piantate in tutto il parco le essenze della macchia mediterranea: con la pelle ancora bagnata si può fare aromaterapia, passando vicino alle piante di lavanda, timo, salvia, rosmarino, melissa, menta, mirto e toccandole per favorire lo sprigionamento dei loro oli essenziali che sono corroboranti e agiscono positivamente sul sistema nervoso. E non è finita: un piacevole gazebo ospita il bar dove vengono servite esclusivamente tisane e granite – in diverse ricette, tonificante, rigenerante, disinfettante, rilassante – preparate con infusione a caldo in acqua di Nitrodi delle piante aromatiche che crescono in questo fertilissimo terreno. Per addolcirle, l’ottimo miele che produce un apicoltore del posto. L’ultima iniziativa in ordine di tempo è l’uscita di una linea completa di cosmetici sia per il viso che per il corpo, prodotti con il 30% di acqua di Nitrodi: piacevole il packaging, attenta la preparazione dei prodotti, promette di essere un nuovo successo. Il progetto Fonti di Nitrodi del comune di Barano è stato imperniato, e con successo, attorno alla valorizzazione delle forze e delle potenzialità che questo territorio esprime. Anche la gestione della struttura è pubblica, e viene realizzata attraverso la municipalizzata del Comune Barano Multiservizi, diretta dal dottor Giuseppe Di Meglio che con determinazione ha operato per vedere il parco diventare una realtà. Una realtà felice, visti i tanti turisti (ma anche ischitani) che la affollavano il giorno della nostra visita. Un’idea valida è stata promossa e messa in atto da persone serie e concrete ed il risultato ha un valore ulteriore – per più di una ragione. Dipendenti della Barano Multiservizi, infatti, sono stati assunti per lavorare nella struttura, che offre un’interessante alternativa alla giornata al mare, ampliando e diversificando l’offerta turistica. Questa iniziativa potrebbe, inoltre, fare da apripista ad altre simili, sia a Barano che in altri Comuni, coniugando una efficiente e positiva attività amministrativa e di gestione della risorsa pubblica con un intervento che fa da supporto al turismo in generale e quindi anche a quello delle attività private.