Thursday, April 25, 2019

L’ISOLA D’ISCHIA RACCONTA LA SUA BELLEZZA

Text_ Pasquale Raicaldo  Photo_ Archivio Torri in Festa Torri in Luce

Ci sono le Torri, le fortificazioni attraverso le quali l’isola proteggeva le sue coste dalle incursioni dei Saraceni. E ci sono le luci, quelle con le quali per l’ottavo anno consecutivo gli edifici più belli di Ischia si sono illuminati, non soltanto metaforicamente, dal 17 al 30 maggio scorsi. Con Torri in festa Torri in Luce, la manifestazione che esalta il bello del territorio e, grazie anche a un finanziamento con fondi a valere sul POC Campania 2014/2020 (e all’organizzazione dell’Associazione culturale L’Isola delle Torri, con i patrocini – tra gli altri – della Soprintendenza per l’Archeologia, Belle Arti e del Paesaggio di Napoli, del Comune di Lacco Ameno, dell’Università Degli Studi di Napoli “Federico II”, del Dipartimento di Architettura, della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, dell’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia e dell’Ordine degli ingegneri di Napoli e Provincia), ha ulteriormente ampliato il suo già ricco carnet di convegni, concerti, serate di moda, contest fotografici, workshop, mostre e visite teatralizzate. Un caleidoscopio di eventi per un composito mosaico in grado di raccontare Ischia e promuovere la conoscenza, la valorizzazione e la fruizione del suo straordinario patrimonio naturale, storico e architettonico, con la regia dell’architetto Aldo Imer, l’ideatore della manifestazione. “Come sempre – spiega – l’obiettivo è quello di ascoltare i luoghi attraverso momenti di riflessione e meditazione congiunta, puntando alla valorizzazione del territorio ed alla conseguente promozione turistica, perseguite attraverso un’ottica orientata al concetto di immagine coordinata, quale strumento capace di consolidare e salvaguardare il Genius loci, ovvero il senso di appartenenza che permette di conoscere e rispettare gli aspetti peculiari del luogo in cui si vive. Portando in evidenza un’immagine diversa dell’isola d’Ischia – prosegue Imer – puntiamo al conseguimento di un alto valore aggiunto in termini di integrazione con il comparto del turismo sostenibile con risonanza nazionale ed internazionale”.

Un turismo che si lascia affascinare dal patrimonio dell’isola, come quello dei vicoli e delle torri del centro storico foriano (che danno il nome alla kermesse), disvelati attraverso itinerari guidati e teatralizzati grazie all’attività delle associazioni Vicoli Saraceni, Actus Tragicus, Le Carucce e Radici. Gli echi del grande sport – la Regatta ha aperto, infatti, Torri in Festa 2018 – hanno dato il via a un programma intenso ed eterogeneo, undici giorni per undici straordinarie occasioni di ascoltare il paesaggio: come quello che più caratterizza Ischia, i vigneti con le loro inconfondibili parracine e terrazzamenti che scandiscono i fianchi delle colline, sono stati quindi protagonisti dell’appuntamento “Vinarch”, incontro tra produttori di vini e distillati dell’isola ed esperti di architettura. Un dialogo attraverso il tempo, con interventi di Benedetto Migliaccio, presidente dell’Associazione culturale L’Isola delle Torri, e dell’enologo Andrea D’Ambra, di Marina Fumo del Centro Interdipartimentale per lo studio delle Tecniche Tradizionali dell’area Mediterranea (Università degli studi di Napoli Federico II) e di Alessandro Castagnaro, presidente ANIAI – DIARC dell’Università degli studi di Napoli Federico II; da Tokyo invece l’architetto Hidenobu Jinnai dell’Università Hosei.

E dal 18 al 31 maggio anche le facciate del Pio Monte della Misericordia, l’edificio abbandonato che sorge sul lungomare di Casamicciola, hanno accolto una serie di gigantografie retroilluminate dell’architettura fortificata, delle torri e del castello di Ischia. E del resto Torri in festa Torri in Luce è anche arte: la creatività dello scenografo Bruno Garofalo è diventata suggestione grazie a Light Architectural, con illuminazioni di scorci e monumenti in diversi punti dell’isola, e ancora esposizioni di arte contemporanea e proiezioni visive sui temi del convegno, mentre le foto di Florian Castiglione, negli spazi del Castello, hanno raccontato “L’isola degli Dei”. Ischia, naturalmente.

L’asse tra l’isola e l’Oriente è stato protagonista del convegno internazionale ospitato dall’Albergo della Regina Isabella, dove si è discusso di legami fra paesaggi culturali ed emozionali con Kizuna-Bonka-Teki e Kanjo-teki Kelkan. Spazio anche a un altro legame, per certi versi insospettabile: quello tra moda e architettura, celebrato nel porticato dello storico cinque stelle, realizzazione dell’architetto Ignazio Gardella. Per la prima volta la facciata della spa del Regina Isabella, protagonista di un intervento di light architectural, si è trasformata in una grande passerella dove hanno sfilato creazioni di haute-couture di ispirazione internazionale.

Anche quest’anno, peraltro, la manifestazione ha visto la sua serata conclusiva dedicata alla premiazione del PRAM (Premio sul Restauro delle Architetture Mediterranee) che si propone come momento di confronto critico tra architetti, ingegneri, giovani laureati e studenti, ma anche come opportunità di incontro tra istituzioni e cittadini, con l’intento di promuovere la partecipazione attiva al dibattito sulla valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio del territorio e delle risorse paesaggistiche e culturali del Mediterraneo. “Obiettivo primario – spiega Aldo Imer – è incentivare l’educazione alla tutela e al recupero del patrimonio culturale e paesaggistico del Mediterraneo, inteso come strumento di sviluppo e come importante eredità culturale da salvaguardare; le sue finalità riguardano anche il tema della salvaguardia dei paesaggi fortemente a rischio a causa di interventi antropici come di fenomeni naturali. L’obiettivo è sempre di dare spazio a proposte progettuali capaci di coniugare gli aspetti conservativi volti alla salvaguardia delle testimonianze stratificate e dell’identità dei siti con quelli della sicurezza, non trascurando lo sviluppo economico e sociale delle comunità locali. Il premio vuole essere un focus culturale, che partendo dall’isola d’Ischia, si estende e diffonde all’intera Area Mediterranea, con le sue straordinarie risorse paesaggistiche ed architettoniche che convivono con criticità fisiche e situazioni di decadimento”.