Saturday, May 30, 2020

EDITORIALE 17/2007

Text: Riccardo Sepe Visconti

IL NATALE NEGATO
(OVVERO QUANDO I SINDACI NON SANNO PENSARE IN GRANDE)

Nelle note di commento ad un suo libro, Alda Merini – grandissima poetessa contemporanea -ricorda un episodio della sua vita: un medico per guarirla dalla follia le prescrisse una cura severissima “Lei non doveva innamorarsi mai più!”. Naturalmente la Merini trascurò le prescrizioni del luminare e visse (e vive ancora) folle ed innamorata.
A me capita qualcosa del genere: ho l’innamoramento facile e mi piace sognare, ed ogni volta che “oso” staccarmi dalla sabbiosa realtà per disegnare un progetto per il futuro, carico di speranze, desideri e novità, mi ritrovo – immancabilmente – ad essere riportato violentemente con i piedi per terra dal piccolo gerarca di turno che non desidera (o semplicemente non sa) guardare più in là del proprio naso. Eppure io credo che il mondo non sia “loro” (degli sciocchi prepotenti e degli annoiati) ma sia “nostro”, dei sognatori e di tutte le persone che credono che si possa e si debba costruire un futuro nuovo e migliore. Ora, poiché siamo in tema di sogni, ditemi voi se il Natale non è il periodo in cui, più d’ogni altro, è lecito fantasticare. Religioso o laico che lo si voglia intendere, il Natale è, in tutto il mondo, la festa per eccellenza, di speranza, progetti, vacanza e passioni. E’ per questo che avrei voluto, pardon sognato, che quest’anno per la prima volta il Natale unisse l’isola d’Ischia. Insomma andavo vagheggiando di promuovere tutti insieme (Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana e Barano) un Natale unitario: il Natale di tutta l’isola d’Ischia.
D’altra parte sono anni che diciamo che andrebbe sollecitata un’ondata turistica invernale durante le festività natalizie, e naturalmente a nessuno di noi sfugge che i turisti ignorano che l’isola d’Ischia sia (stupidamente) divisa in sei diverse amministrazioni: chi giunge qui da lontano giunge sull’isola d’Ischia e non a Barano o Forio, ecc. Quindi, e lo potrebbero capire anche i nostri amati sei sindaci (se solo anteponessero l’onestà intellettuale ai piccoli interessi di bottega), chi decide di trascorrere nell’isola le ferie natalizie – che di prassi vanno dal 27 dicembre al 6 gennaio – viene ad Ischia (isola) credendo di trovare un cartellone di eventi che li conduca dal villaggio di pescatori di S. Angelo al borgo storico di Forio, per passare poi dalla bella piazza di S. Restituta a Lacco Ameno e percorrere il lungomare di Casamicciola fino a giungere al castello Aragonese di Ischia Ponte, per poi visitare gli insediamenti contadini di Barano e infine inerpicarsi sulla vetta dell’Epomeo. A nessuno frega niente se Casamicciola farà il suo Albero più alto di quello di Ischia Porto, se Forio allestirà la Notte Bianca più dispendiosa e se Ischia Porto illuminerà più degli altri le facciate dei suoi (brutti) palazzi.
Queste beghe micragnose fra Comuni (a volte non molto più grandi di un condominio metropolitano) appaiono meschine ed antistoriche, oltre che del tutto contrarie ad una buona pianificazione turistica. E’ normale dunque che la maggior parte degli alberghi decida di chiudere e che ristoranti, negozi e botteghe scelgano di fare altrettanto. Ma in tal modo l’isola ripiomba nel suo squallidissimo immobilismo, le vetrine dei corsi si presentano vuote e spente (dove non sono coperte da fogli di giornale!) e diventa difficile trovare perfino un ristorante aperto o un (costosissimo) microtaxi.
Accade così che quanti desiderano una bella villeggiatura scelgono – com’è ovvio che sia – altre mete. E la colpa di tutto ciò non è degli imprenditori locali (che pure fin troppo spesso appaiono solo come dei ‘laidi putecari’ piuttosto che moderni ed illuminati investitori) ma dei nostri sei imperturbabili sindaci (nessuno escluso) che non sanno sedersi intorno ad un tavolo e organizzare con lealtà ed onestà quindici giorni di programma natalizio, per ridare vita ad un inverno condannato ancora una volta alla più assoluta marginalità e pacchianeria.
Personalmente, negli ultimi giorni di settembre ho incontrato uno per uno i sindaci Regine, Ferrandino, Irace, D’Ambrosio (rispettivamente primi cittadini di Forio, Ischia, Lacco Ameno e Casamicciola) e l’assessore Iacono (delegato al turismo di Barano) e ho presentato loro il mio progetto del Natale dell’isola d’Ischia, dove prevedevo dei percorsi enogastronomici ben studiati, manifestazioni folkloristiche e di tradizione, almeno 3 grandi concerti, 2 veglioni di Capodanno ed una miriade di appuntamenti di qualità con gruppi di musicisti ed artisti, disseminati (con intelligenza) lungo i “corridoi di transito” dei visitatori e nei borghi (Panza, Monterone, Perrone, Campagnano, Buonopane ecc.).
Avremmo avuto un Natale equamente illuminato (bene e dappertutto), in cui nessun Albero avrebbe cercato di giganteggiare stupidamente sull’altro e nessuna lampadina avrebbe provato a brillare più delle altre e in cui la gente si sarebbe innanzitutto divertita e compiaciuta della nostra organizzazione.
Avrei fatto pressione sugli albergatori affinché più alberghi rimanessero aperti, avrei spinto i ristoratori a promuovere alcune giornate di offerte gastronomiche, buone ed economicamente allettanti.
Avrei invitato tutti gli artisti isolani ad esibire le loro arti in giusti spazi. Avrei organizzato un sito internet quotidianamente aggiornato per dare notizie ai visitatori, evitando di lasciarli – come certamente avverrà – abbandonati e ignari delle varie manifestazioni. Avrei pubblicizzato con manifesti di 6 metri per 3 sul lungomare napoletano le iniziative dell’isola d’Ischia, inoculando nella fantasia del napoletani l’idea che “QUEST’ANNO È DI MODA FARE LE VACANZE INVERNALI AD ISCHIA” e nel contempo avrei fatto sì che tutti gli operatori turistici piazzassero tra le loro offerte il pacchetto vacanze di Natale nell’Isola d’Ischia.
Avrei concertato con il Vescovo una solenne celebrazione liturgica su di un grande palco all’aperto alla presenza di migliaia di fedeli e con l’accompagnamento di cori e addobbi floreali. Avrei promosso un importante evento sportivo (la Partita del Cuore o una Maratona di Fine d’Anno o una Corsa Ciclistica o magari… tutte e tre!) per celebrare lo sport nelle feste. Avrei richiesto all’ente Regione ed all’ente Provincia di finanziare il nostro impegno perché con questa iniziativa avremmo davvero dimostrato quanto sappiamo valere. Avrei fatto, con entusiasmo e profondo attaccamento alla mia isola una serie immensa di sforzi e sacrifici per raggiungere il successo.
Avrei fatto di tutto per unire l’Isola e gli isolani intorno ad un magico momento di festività rendendo bello ed accogliente il territorio di tutta Ischia in inverno.
Avrei, avrei, avrei…
Non avevo fatto chiaramente i conti con la piccola mentalità di chi non osa avere una “visione dell’isola d’Ischia” e preferisce curare solo il proprio piccolo (e perdente) orticello elettorale. Peccato!