Thursday, February 22, 2024

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Photo: Enzo Rando
Text: Serena Pacera

 

_L’orto biologico di Ettore Guarracino_Quando Alice è rotolata giù per la tana del Bianconiglio, per poi ritrovarsi nel Paese delle Meraviglie, deve essersi sentita più o meno come il forestiero che, scendendo per i viottoli del borgo di Sant’Alessandro – che domina il porto di Ischia – varca il cancello dell’incredibile proprietà di Ettore Guarracino, vivaista di professione, cultore del biologico per vocazione. Un terreno traboccante di fiori e frutti, che termina in una lingua di sabbia affacciata su un mare che potrebbe essere caraibico e invece è più ischitano che mai, quello della spiaggia degli Inglesi: un angolo di paradiso venuto fuori dal nulla, grazie all’intuizione di un uomo che di terra se ne intende, ed ha visto un enorme potenziale là dove prima c’erano solo rovi ed erbacce. Un luogo sconosciuto ai turisti ma anche a buona parte degli ischitani, che va assolutamente promosso, e che non può non essere una tappa obbligatoria per chi vuol vivere l’esperienza del biologico. Alla bellezza mozzafiato del posto si aggiunge il vantaggio della cosiddetta agricoltura “a km zero”, per cui il prodotto acquistato finisce direttamente dal terreno del produttore alle mani del consumatore, e i cui benefici sono, oltre al costo ridotto di frutta e verdura e alla sicurezza sulla provenienza e sui fertilizzanti utilizzati (rigorosamente naturali al 100%), anche la possibilità per chi visita l’orto biologico di venire a contatto diretto con la natura, con le piante e gli animali, e la sostenibilità di un tipo di coltura che giova al territorio e all’ambiente, azzerando le emissioni di CO2. La qualità dei prodotti è senza dubbio di prima categoria, hanno tutto il sapore, il profumo e la consistenza delle verdure di una volta, coltivate secondo i tempi delle stagioni, con la pazienza e la sapienza della tradizione. Ed è proprio alla tradizione che ci ricolleghiamo se diamo una veloce occhiata alle piante presenti in questo terreno, tutte rigorosamente autoctone, accuratamente selezionate dallo stesso Ettore, attingendo anche agli orti di parenti ed amici. Ecco, quindi, le uve, quelle coltivate dai nostri antenati, buone da mangiare e per fare vino da tavola (a tale proposito, è possibile visitare anche un autentico cellaio, con la vasca nella quale l’uva veniva tradizionalmente pestata con i piedi), i pomodori, le insalate, le ciliegie, quelle che nonne e bisnonne mettevano a macerare nello zucchero, sotto il sole estivo, per preparare le amarene sciroppate. Solo a parlarne vengono in mente i dolci di una volta, odori che non si sentono più. Dà una certa emozione pensare che i primi grandi “scopritori” dell’isola, i colonizzatori greci e romani, si siano innamorati oltre che del clima e delle acque termali, anche e soprattutto della dolcezza e della sapidità dei nostri frutti, e che sempre, nei secoli, chi viene ad Ischia rimane colpito da questi stessi sapori. Basti pensare ai numerosissimi ed illustri ospiti del bar Maria di Forio (su due piedi ci vengono in mente nomi come Auden, Moravia, Carrocci), che si alternavano ai tavolini gustando le famose “nzalatelle” e le insostituibili bruschette, condite con il pomodoro del posto e l’origano dell’Epomeo. È proprio vero che i piaceri della natura, della buona tavola e della cucina semplice e mediterranea ammaliano qualsiasi palato, in qualsiasi tempo. E per chi vuole vivere l’esperienza del biologico fino in fondo, c’è anche la possibilità di imparare a raccogliere frutta e verdura con le proprie mani (anche un gesto in apparenza così semplice necessita di una certa tecnica e abilità) o addirittura di apprendere come coltivare da sé un piccolo pezzo di terra. Una risorsa da non sottovalutare, anche per chi vive in città e magari non ha lo stesso spazio, ma vorrebbe comunque dedicarsi a piccole piante in vaso, quali spezie varie o pomodori. Come, infatti, sostiene Ettore, la filosofia del biologico andrebbe adottata in maniera corretta e su vasta scala, anche nei piccoli gesti quotidiano come il fare la spesa. È bene, infatti, favorire sempre i prodotti totalmente naturali offerti dal banco della verdura, abbandonando OGM, prodotti di serra, vegetali soffocati in pesticidi e fertilizzanti di vario genere che forse rendono frutta e ortaggi esteriormente perfetti, ma di sicuro meno nutrienti e adatti ad una sana alimentazione. Impresa non da poco, considerando che viviamo in un mondo in cui si può trovare qualsiasi frutto in qualunque stagione, a discapito del gusto, della sostanza, del rispetto delle naturali tempistiche di maturazione… e del portafoglio. Oltre ai prodotti ortofrutticoli, nell’orto di S. Alessandro non manca una sezione dedicata ai fiori, sempre tutti nostrani come rose e ortensie, che nei mesi primaverili ed estivi interrompono il verde con le loro macchie colorate, e riempiono l’aria di un profumo dolce e struggente. Insomma, il mio consiglio più spassionato è di armarsi di scarpe comode, costume da bagno e macchina fotografica, lasciando un posticino vuoto nello stomaco, per andare alla scoperta di un luogo più unico che raro, che non tutte le località turistiche possono vantare. Orto Biologico di Ettore Guarracino Pendio S. Alessandro, Ischia (vicino alla spiaggia degli Inglesi)

info: 335.6225759