Monday, May 25, 2020

TURISMO – POZZUOLI: UN BINOMIO DA COLTIVARE

LE PROSPETTIVE DI ESPANSIONE TURISTICA NEL CENTRO PIÙ IMPORTANTE DEI CAMPI FLEGREI ATTRAVERSO LA LETTURA DELLE ATTUALI PERFORMANCES DEL SETTORE ALBERGHIERO.

Text_ Mario Rispoli in collaborazione con A.A.C.S.T. Pozzuoli

Photo_ Enzo Buono

 

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Le presenze registrate negli esercizi alberghieri di Pozzuoli nel 2016 sono state 222.319. La migliore performance negli ultimi 9 anni, con un incremento di oltre il 38% rispetto alle 160.914 nel 2010. Delle 222.319 presenze, 60.327 sono straniere (oltre il 27%). Al primo posto già da alcuni anni i giapponesi, con una permanenza media inferiore ai 2 giorni, bassa, ma in linea con il resto del Paese (notoriamente i giapponesi visitano molte località con brevi soggiorni in ciascuna di esse). Seguono francesi, cinesi, tedeschi e americani. Una crescita turistica, quella del capoluogo flegreo, molto interessante per gli impatti economici generati. Un successo che premia gli sforzi di quanti hanno creduto che la riconversione industriale potesse essere condotta in un’ottica turistica, partendo dalla valorizzazione del patrimonio urbanistico e perseguendo la strada virtuosa dello sviluppo durevole. L’aumento esponenziale delle presenze è infatti da leggersi in relazione al programma di riqualificazione avviato dalla città e destinato a trovare un ulteriore sviluppo con la realizzazione del progetto di recupero della zona costiera di Eisenman. Un piano coraggioso cui va il merito di aver trasformato l’immagine di Pozzuoli che, dopo la fuga dell’industria, i bradisismi e la ciclica emergenza rifiuti è oggi vista come un luogo ad alta qualità di vita. L’offerta di turismo è rappresentata da 705 camere e 1483 posti letto distribuiti in 26 strutture ricettive alberghiere. Cui si devono aggiungere le 200 camere per 600 posti letto previste dal progetto di recupero urbanistico in corso al Rione Terra, che trasformerà il borgo in un modello innovativo di paese albergo che darà un forte impulso alla notorietà della località. L’incremento della capacità ricettiva intende dare risposta ad una domanda potenziale di turismo interessata a fruire del soggiorno a Pozzuoli per tempi più lunghi, che consentano al visitatore di vivere l’esperienza del viaggio, e quindi di “comprensione” del territorio, in maniera completa. Oggi, a fronte di un aumento delle presenze totali, si registra, infatti, un costante decremento della permanenza media, riferito, oltre che ai giapponesi, ai turisti italiani, noti altrove per tempi di permanenza più ampi. Soggiorni più lunghi sono invece registrati nell’extra alberghiero, costituito in gran parte da campeggi, e che ammonta a 2.707 posti letto. Fattore positivo da rilevare è che il movimento turistico è distribuito in maniera uniforme per quasi tutti i mesi dell’anno, garantendo livelli occupazionali stabili senza fenomeni di stagionalità e quindi di disoccupazione intermittente per i lavoratori del comparto. Se i bassi tempi di permanenza media costituiscono una criticità, la domanda di turismo c’è, così come i progetti per ampliare la capacità ricettiva della città senza turbarne il “limite di sviluppo” (quando il complesso dei servizi del turismo supera certi limiti appunto – che sono definiti da un insieme di fattori peculiari della località stessa – si possono innescare meccanismi negativi che privano il territorio proprio di quelle qualità che ne avevano determinato il successo come meta turistica), anzi seguendo un percorso virtuoso di “ospitalità diffusa” che valorizza innanzitutto il tessuto edilizio già esistente. Per le sue peculiarità storiche che ne fanno un sito archeologico in costante espansione e perfezionamento, le tradizioni locali comprese quelle enogastronomiche, la forza evocativa dei luoghi di cui è parte (i Campi Flegrei), Pozzuoli può diventare un modello di economia turistica sostenibile, vale a dire un’economia generatrice di reddito per le generazioni presenti e per quelle future.