Monday, July 22, 2019

UNO SU TUTTI IL PIATTO CHE MI HA SEDOTTO LA FRITTURA DI PARANZA DELLA BATTIGIA

LA NOSTRA FOODINFLUENCER CECILIA È SEMPRE IN GIRO ALLA RICERCA DI NUOVI SAPORI,DI ABBINAMENTI INSOLITI E DI CHEF CHE CATTURINO LA SUA ATTENZIONE (E IL SUO PALATO).E QUANDO PUNTA IL COLTELLO, È PERCHÉ HA SCELTO DI AFFONDARLO NEL PIATTO GIUSTO,QUELLO CHE SU TUTTI REPUTA ECCELLENTE E… ASSOLUTAMENTE DA PROVARE!

Text_ Cecilia D’Ambrosio  Photo_ Riccardo Sepe Visconti

Non è davvero estate senza certi cibi, e uno di questi, alle nostre latitudini, è di certo la frittura di paranza: un piatto essenziale, pochi ingredienti, che devono essere perfetti, come perfetta deve essere la loro lavorazione. E questo è sicuramente il caso della frittura di paranza che propone nel ristorante La Battigia sul corso di Lacco Ameno la chef e proprietaria Ida Mattera. Piacevoli spazi sul mare dove godersi la frescura e un affaccio privilegiato con vista sul Fungo, lo scoglio più famoso dell’isola, per questo locale che cresce costantemente nel segno della qualità. Dalla sua cucina passano solo materie prime freschissime, come il pesce di piccolo taglio che si trova all’arrivo del peschereccio (il termine ‘paranza’ nel golfo di Napoli indicava appunto  un tipo di imbarcazione usata per la pesca) al pomeriggio e che è protagonista secondo tradizione di questo che, in origine, era un piatto povero. Infatti, i pescatori tenevano per sé il pescato di dimensioni inferiori dopo aver venduto quello più grande e quindi considerato più pregiato. Oggi, la frittura di paranza è unanimemente ritenuta una prelibatezza e alla Battigia la interpretano al meglio, usando una bella varietà di pesce: merluzzetti, triglie, sogliolette, alici, gamberi, calamari che dopo essere stati avvolti solo da un sottile e uniforme velo di farina vengono fritti rapidamente in olio di qualità, garantendo la formazione di una crosticina dorata e croccante. Il risultato è un vero tripudio di profumi e sapore. A tavola la frittura di paranza arriva caldissima e così va mangiata, per apprezzarne appieno la fragranza e la morbidezza delle carni che, all’interno, devono rimanere succose.

OBBLIGO O VERITA’?

E’ d’obbligo accompagnare questa frittura di paranza con un bicchiere di vino bianco alla giusta temperatura, magari scegliendolo con una freschezza acida più pronunciata, così da ripulire il palato e prepararlo al boccone successivo.

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