Wednesday, May 27, 2020

Editoriale N.03/2005

Photo: Archivio Ischiacity

Text: Riccardo Sepe Visconti

 

 

Da ragazzino studiando Lucrezio appresi che assistere da lontano alle altrui tribolazioni ha un che di piacevole, non perché si goda delle disgrazie che toccano agli altri ma perché si riflette sulle pene dalle quali siamo stati emendati. Insomma un godimento raggiunto per sottrazione, ovvero ci si sente felici nel pensare alle cose brutte che la vita non ci ha (ancora) consegnato. Ma la teoria di Lucrezio, così vicina alla filosofia epicurea, in realtà non mi ha mai sedotto: personalmente preferisco raggiungere i miei momenti di estasi costruendomeli attraverso un processo di addizione (e non sottrazione) e quindi mi piace credere che la felicità è tale nel momento in cui percepisco le cose belle che la vita (ancora una volta) mi ha permesso di raggiungere.

Spesso, molto spesso, riesco a costruire i miei momenti di felicità attraverso la “lavorazione del bello” e, affinché ciò sia possibile (che il bello mi circondi) tutto il mio lavoro e le persone in esso coinvolte devono rientrare in questa immensa realtà positiva di cui amo attorniarmi. Questo modo di trasformare le cose che mi capitano a tiro (che in verità mi costa poca fatica) è alla base della comunicazione di Ischiacity. In tal modo ho svelato che il progetto sul quale si fonda la politica editoriale del nostro magazine – costruire belle atmosfere, interessarsi esclusivamente alle emozioni positive, rivolgersi solo ai talenti creativi – più che una regola (almeno per me che dirigo questa testata) è un´esigenza, non saprei fare altro! E non mi si creda presuntuoso per questa affermazione poiché non c´è arroganza nel dire: “amo le cose belle e lavoro per la loro diffusione”, semmai nelle mie parole c´è un´estrema, perfino banale, semplicità: a chi di noi non piace il bello?

È per questo che nella vorticosa corsa intrapresa da Ischiacity la nostra redazione tesse, a ritmo frenetico, rapporti sempre più fitti con i rappresentanti delle realtà positive di quest´isola. Tale modo di intendere le cose spiega bene come sia stato possibile che in pochissimo tempo Ischiacity sia diventato un polo di attrazione dove si sono ritrovate a condividere il medesimo progetto persone tanto diverse tra loro eppure tutte legate dalla stessa sensibilità. È accaduto e sta accadendo che il meglio del meglio dell´isola d´Ischia si sia avvicinato con simpatia alla nostra “officina della comunicazione” e spesso abbia accettato di collaborare con entusiasmo alla realizzazione delle nostre idee.

La forte adesione di Ischiacity alla realtà dell´isola e la capacità di tutti noi di portare in emersione i tanti aspetti positivi, talvolta poco conosciuti, che ci circondano e che ci rappresentano, fanno di questo magazine la voce più autorevole ed ascoltata in grado di rivolgersi non solo al pubblico locale ma anche (e soprattutto) ai milioni di turisti che ogni anno visitano Ischia. Ecco dunque che molti tra gli alberghi più prestigiosi hanno deciso di sottoscrivere degli speciali abbonamenti per accogliere (anche) con Ischiacity i loro ospiti, che moltissimi tra gli esercizi commerciali più esclusivi hanno voluto affidare la loro immagine al nostro staff, che il più potente organo locale di informazione, “Il Golfo”, ci abbia permesso di pianificare una distribuzione congiunta e che l´emittente Teleischia abbia stabilito con noi una reciproca campagna di pubblicità. C´è entusiasmo ed esso è palpabile. In poco meno di quattro mesi Ischiacity ha triplicato la propria tiratura arrivando a stabilire un contatto con una media di 18 mila lettori al mese, e tutto ciò nel solo perimetro dell´isola! Quando penso ai traguardi che siamo stati capaci di raggiungere in così poco tempo non posso che essere estremamente orgoglioso del lavoro svolto e dire a me stesso di avere davvero la fortuna di vivere nel posto più straordinario del mondo.

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