Wednesday, May 27, 2020

POINTEL BOYS n.00/2005

Business

Photo: Petra Braun
ArtDirector: Ciro De Angelis
Text: Riccardo Sepe Visconti
Styling: Valentino Federico
MakeUp: Nancy Tortora
Assistant: Francesca Schiano
Location: Friends Club

E´ una luminosa e calda giornata di fine autunno (una delle ultime di questa generosa stagione ischitana), l´appuntamento con “i ragazzi della Pointel” è nel privé del bar Calise al porto: se il calendario non segnasse novembre penserei di essere in agosto, se Vito, Goffredo e Massimo non vestissero in abiti civili mi aspetterei di trovarli in costume da surf e tavola sotto il braccio… Due cose mi colpiscono, il loro spirito (e aspetto) sportivo e il fortissimo senso di squadra che li unisce e li contraddistingue (e che durante l´intervista emergerà sempre più evidente). Li conobbi molti anni fa, quando erano all´inizio della loro avventura, ho avuto modo di seguirli, sia pure da lontano, nella loro ascesa al successo. Sono giovani (hanno in media trent´anni), sono vivaci, sono aggressivi ed hanno le idee molto chiare. La Pointel Communication – e cioè Vito Mattera, Goffredo Diprimio e Massimo Pilato – è destinata a crescere, mietere successi, fungere da apripista per tutti quei giovani che, forti delle loro idee e consapevoli del proprio valore, decidono di avventurarsi nel dinamico mondo imprenditoriale.

R.: Quali erano le vostre esperienze prima di fondare la Pointel?
V.: La mia prima esperienza lavorativa è stata Pointel. Sono partito da basi hobbistiche, la formazione è cresciuta con il passare del tempo, l´elettronica e l´informatica erano un hobby, ma non avevo fatto niente al livello professionale.
R.: Come vi siete ritrovati insieme?
V.: Ci siamo messi insieme per amicizia, studiavamo entrambi all´università, io ingegneria, Massimo economia. Quando ho visto che l´università non era esattamente adatta a me, dovevo trovare il modo di dire alla famiglia che non volevo studiare e così abbiamo deciso di fare impresa.
G.: Sono compagno di scuola del fratello, conoscevo Enzo e poi ho conosciuto lui, avevamo l´hobby del surf. Siamo amici prima che soci.
R.: Di chi è stata l´idea di fondare la Pointel?
V.: Di noi due.
G.: Io sono subentrato dopo alcuni mesi, nel 1995/96.
M.: Era l´epoca dell´inizio di internet, nacque VOL, il primo internet provider italiano a pagamento e VOL non copriva tutta l´Italia e ci venne così l´idea di creare un punto internet sull´isola.
V.: Noi stessi come utilizzatori di internet avevamo problemi, perché Ischia non era servita da un numero urbano per il collegamento; c´erano solo un paio di piccoli providers a Napoli e quello più grande era Videoonline, poi assorbito da Telecom e da Tiscali e quindi i collegamenti, per altro pochissimi, per gli isolani erano costosi perché consistevano in telefonate interurbane. Allora c´era solo Telecom e quindi, senza concorrenza, le tariffe telefoniche erano più alte.
R.: Quali sono state le difficoltà che avete incontrato?
G.: Soprattutto economiche. Abbiamo fatto grossi sacrifici, avevamo pochi soldi a disposizione e l´hardware era costoso, ma prendemmo piede rapidamente.
R.: Quali sono i rapporti tra di voi?
G.: Finora è andato tutto bene, non essendoci motivi economici a indurci al litigio non abbiamo mai litigato. Di solito si litiga per soldi. Parliamo del vostro carattere…
G.: Massimo è quello più preciso, io e Vito siamo più estroversi e arruffoni.
V.: e infatti i compiti che ci siamo dati rispecchiano le nostre tendenze caratteriali. Massimo che è più meticoloso si occupa della gestione amministrativa oltre al portale ischia.it e altro. E lavorare su un´isola comporta delle difficoltà?
V.: Le difficoltà date da un mercato ristretto: qui la classe imprenditoriale è monopolizzata dagli albergatori che sono imprenditori difficili, particolari, che bisogna conoscere, vogliono rischiare poco; inoltre l´area di lavoro è limitata e non ci ha consentito di crescere subito. Adesso comunque il mercato informatico continua a crescere molto e la scelta del portale su Ischia ci dà soddisfazione e un buon ritorno, sia di immagine che di affari.
R.: Il senatore Lauro ha contribuito ad aiutarvi?
V.: Si, anche se è entrato successivamente. E´ un appassionato e crede nelle nuove tecnologie.
M.: Ha dato in certi casi un buon contributo di idee e un impulso allo sviluppo dell´attività.
R.: Chi è il più saggio tra di voi?
V.: Sono quello più adulto e devo tenerli a bada quando ”partono con la testa”!… La nostra società, al contrario di altre isolane, è cresciuta a tal punto che abbiamo aperto un ufficio a Napoli, è cresciuta in termini di personale e di progetti.
R.: Quali sono i vostri programmi per il futuro?
V.: Siamo partner Cisco System da anni, siamo stati per molto tempo gli unici partner nel Sud Italia e questo ci ha consentito di lavorare con grandi aziende, università, enti pubblici, permettendoci di conoscere clienti importanti e di uscire dal mercato isolano. Poi grazie alla spinta innovativa del sen. Lauro che ha creato gli uffici a Napoli, oggi abbiamo un punto fermo in città, per avvicinarci a un mercato non solo isolano. Siamo partiti come i primi che hanno portato internet a Ischia, abbiamo creato per primi un portale turistico organizzato in maniera professionale, iniziative che si sono rivelate vincenti, dando prova della lungimiranza dell´azienda; oggi seguendo questa filosofia stiamo cercando di individuare nuove nicchie di mercato. Chiaramente non possiamo scoprire più di tanto le nostre carte, anche perché abbiamo progetti molto ambiziosi.
G.: Non ci siamo mai fermati, cerchiamo sempre nuovi sbocchi, dobbiamo individuare settori in cui i grandi non si sono ancora buttati, perché nel momento in cui arrivano i grandi le piccole società sono costrette ad abbandonare. Così con internet: all´inizio andavamo benissimo, poi sono arrivati i grandi operatori con internet gratis e quel settore si è esaurito.
R.: Quindi questa è la bravura, cercare nuovi sbocchi, anticipando gli altri. E quando non lavorate cosa fate?
G.: Il nostro hobby è la vela e lo yachting club.
M.: Ci siamo incontrati e conosciuti facendo windsurf, poi siamo passati ai catamarani, alle regate insieme, facendo quell´attività di circolo che a Ischia non esiste. A un certo punto abbiamo deciso di trasferire la nostra passione alle nuove leve. Può essere l´esperienza comune della barca a vela il collante che vi unisce?
V.: Chi riesce ad andare d´accordo con i compagni di vela, chi riesce ad essere parte di un equipaggio è favorito nel lavoro di equipe. Anche noi una volta siamo andati tutti insieme in barca a vela, è stata una prova per tutti, per stare insieme al di là delle ore lavorative e per rafforzare i legami che ci sono.

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