Monday, July 22, 2024

n.08/2006

Text: Giovanni Di Meglio

 

Ad eccezione dell’ultima, Maria Sofia di Baviera, moglie di Francesco II (Franceschiello re di Napoli), le mogli dei sovrani borbonici non furono particolarmente belle, ma tutte ebbero un carattere energico e si mostrarono determinate a influenzare i comportamenti dei mariti, specialmente nel delicato settore della politica. La moglie di Carlo III, Maria Amelia di Sassonia, fu così brutta che tutti all’epoca si domandarono come avesse fatto a ‘solleticare’ la virilità del marito, dal quale aveva avuto, tra morti e sopravvissuti, una dozzina e mezza di figli.
Di Maria Carolina, figlia dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria e moglie di Ferdinando IV “re Nasone”, si sapeva a corte e in città che avesse gusti e comportamenti ‘maschili’, al punto che si sospettò una relazione non proprio platonica con lady Hamilton, la bellissima e giovanissima moglie dell’ambasciatore inglese presso il regno di Napoli.
La seconda moglie di Francesco I, la spagnola Maria Isabella, appena divenuta vedova del flaccido e insignificante marito, benché grassa e sgraziata, pensò bene di consolarsi tra le braccia di giovanotti di non sempre nobile lignaggio.
Maria Teresa d’Asburgo-Lorena, seconda moglie di Ferdinando II “re Bomba”, fu donna sciatta, ignorante, presuntuosa, gelosa e maligna. Chiamata “Tetella” dal sovrano marito per la statura piccola e tozza, non riuscì mai ad imparare il napoletano, preferendo conversare in francese, o – quando perdeva le staffe – imprecare in puro stile teutonico.
Maria Sofia di Baviera, sorella dell’imperatrice d’Austria “Sissy”, visto svanire l’idillio d’amore con il complessato Francesco II, che troppo tardi s’era opposto alla garibaldina spedizione dei “Mille”, inseguì per tutta la vita il sogno di riconquistare il regno che riteneva le era stato sottratto con la violenza e con l’inganno: solo alla fine si rese conto di aver perduto per sempre il marito e il trono. Nel celebrare in questi giorni le figure delle regine borboniche, specialmente quelle “tedesche”, si è colto l’occasione per mettere in evidenza le relazioni che esse intrattennero con Ischia.
Anche se non è documentata la presenza di Maria Amelia di Sassonia ad Ischia, è certo che ebbe stretti contatti con i notabili dell’isola, specialmente con Francesco Buonocore, Protomedico del regno e ideatore della meravigliosa villa sul “lago dei bagni”, oggi denominata “Palazzo Reale”.
Maria Carolina raggiunse Ischia più volte in compagnia del marito per prendere alloggio nella villa Buonocore, gestita da Crescenzo Buonocore, nipote del medico di corte. Nonostante avesse fatto da madrina al battesimo del primogenito di Crescenzo, anch’egli di nome Francesco come il prozio, Maria Carolina non esitò a dare ordine agli inglesi perché impiccassero il “compariello”, che aveva osato sostenere i giacobini durante i moti della “Repubblica Napoletana” del 1799.
Maria Isabella frequentò quel tanto l’isola d’Ischia che le permise di chiamare le antiche fonti greche e romane delle acque termali di Lacco, già denominate di “santa Restituta”, col proprio nome; da allora le sorgenti sono dette della “regina Isabella”, e rilanciate cinquanta anni fa dall’industriale milanese Angelo Rizzoli, sono oggi giustamente rinomate in tutto il mondo.
Ma soprattutto fu Maria Teresa d’Asburgo-Lorena un’assidua frequentatrice di d’Ischia, non certo per propria iniziativa, ma perché il marito aveva eletto l’isola a luogo di vacanza e di riposo. Molto probabilmente fu lei a suggerire al marito l’apertura del lago dei Bagni in un porto sicuro, al fine di evitare il penoso viaggio in carrozza dal Ponte davanti ai cui lidi veniva ancorato il panfilo reale) a Villa Bagni, come un tempo veniva chiamata Ischia Porto, dopo aver attraversato l’antica strada del “Cremato” carica di spuntoni di rocce laviche che facevano sobbalzare i deretani degli augusti sovrani. Fu sempre lei a suggerire al marito l’edificazione della chiesa sul porto appena aperto, dedicata alla Madonna di Portosalvo, sull’area dove una bambina era caduta in sua presenza da una parracina, senza riportare alcun danno. Si racconta che una volta, durante una delle gite in campagna, la regina – colta da impellenti necessità fisiologiche – fosse stata costretta a chiedere ospitalità ad una famiglia di contadini, che conservò come reliquia per decenni in un’ampolla di cristallo il prezioso liquido reale.
Non si può escludere che anche Maria Sofia di Baviera giungesse a Ischia con il giovane marito Francesco II, il cui ritratto giovanile si trova nella chiesa di Portosalvo, nel quadro sopra l’altare laterale di destra dedicato a san Francesco di Paola. I rapporti tra la giovanissima regina (aveva appena 18 anni) e gli ischitani comunque dovettero essere improntati a semplici e diplomatici scambi di cortesie, considerata la brevità del regno, che non permise relazioni più intense.
Le regine borboniche furono buone mogli e buone madri? È compito della storia esaminare i loro comportamenti nella vita sociale e privata. A noi contemporanei è sufficiente ricordare come il legame di Ischia con il mondo asburgico-teutonico abbia antiche origini e consolidate tradizioni storiche, rinsaldate ai giorni nostri dalla graditissima presenza della cancelliera tedesca Angela Merkel. (Nelle immagini, in senso antiorario: M. Amalia di Sassonia, moglie di Carlo III, inizi ‘700; M. Isabella di Spagna, moglie di Francesco I, inizi ‘800; M Teresa d’Asburgo, moglie di Ferdinando II penultimo re; M. Sofia di Baviera, moglie dell’ultimo re Francesco II detto Franceschiello).