Thursday, June 13, 2024

GIOSI FERRANDINO: DIECI ANNI DA SINDACO

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Interview_ Riccardo Sepe Visconti Photo_ Ischiacity Photo Drone_ Francesco Di Meglio

Dieci anni di sindacatura di Giosi Ferrandino hanno lasciato un segno molto visibile nel territorio. Se dovessi estrarre un argomento su tutti per mettere in luce l’aspetto di maggior impatto della sua azione politica, mi concentrerei sulla parola modernità. Giosi Ferrandino si è impegnato a fondo per rendere Ischia un comune al passo con i tempi e soprattutto all’altezza delle aspettative dei milioni di visitatori che ogni anno scelgono l’isola per soggiornarvi. Lo ha fatto supportato, in primo luogo, dalle sue competenze di ingegnere, dando quindi una forte priorità agli interventi infrastrutturali. Indubbiamente, il paese è molto migliorato sia in termini di vivibilità che di piacevolezza e decoro. Piazze e strade, appena 10 anni fa in stato di forte degrado, oggi si offrono al pubblico funzionali e gradevoli. Per un posto che dell’ospitalità fa il suo unico business, essere accoglienti significa molto. Modernità, come l’ha intesa Ferrandino, vuol dire valorizzazione più che tutela, ecco che la sua Amministrazione, piuttosto che “intignarsi” nel preservare a tutti i costi le vecchie tradizioni, si è sforzata, pur nel rispetto dell’identità culturale del territorio, di riformulare sistemicamente l’offerta di fruibilità degli spazi e dei servizi. Il sindaco si è battuto (lui sì) per “riaccendere Ischia”, revisionando l’intero impianto di pubblica illuminazione, dando il via alla metanizzazione (lavori che gli sono costati un arresto del quale si è discusso molto e che a tutt’oggi svela aspetti molto controversi), allargando strade e sistemando piazze. Ha ridato vita alle fontane, disseminando colorati fiori in ogni angolo possibile; ha fatto tinteggiare le facciate dei palazzi in posizione più evidente, con cura particolare per la zona del Porto, si è battuto – molto, insieme al presidente del foro ischitano, Francesco Cellammare – per mantenere ad Ischia la sede distaccata del tribunale, e lo stesso ha fatto per dare una sede sicura e decorosa ai licei, garantendo stabilità a migliaia di studenti isolani; è stata fatta una buona manutenzione degli spazi pubblici e dei tanti siti sportivi. L’attività di questi lunghi 10 anni non è stata priva di momenti attraversati da forti tensioni, crisi o iniziative discutibili. Per molti di noi risultò assai difficile digerire l’accordo di 5 anni fa, denominato del “caularone” dove Ferrandino, sindaco PD (anticipando di alcuni mesi le iniziative dello stesso Governo) strinse un patto di “larga intesa” con il rappresentante di Forza Italia, Domenico De Siano, varando una giunta “eteropartitica” che, peraltro, ha consentito al primo cittadino di raccogliere uno strepitoso consenso elettorale e mantenerlo – anche nei momenti più difficili. Quello stesso accordo con De Siano si è infranto pochi mesi fa, in vista delle prossime elezioni; dove De Siano sosterrà il commercialista Gianluca Trani, che intanto s’è sfilato dal PD per aderire a Forza Italia, in modo da consentire nuovamente ai due blocchi contrapposti – Destra/Sinistra – di potersi affrontare contendendosi con coerenza le simpatie dell’elettorato. Così il gruppo di Giosi Ferrandino riprende in modo più visibile la sua connotazione di Centro Sinistra e candida l’attuale vicesindaco – Enzo Ferrandino – a primo cittadino. Se dovessi muovergli un rimprovero (cosa che negli anni non ho certo mancato di fare) direi a Giosi Ferrandino che ha sbagliato nel trascurare il dilagare della “politica low cost” nel settore del turismo. Egli stesso, da albergatore, avrebbe dovuto influenzare maggiormente le scelte strategiche compiute dagli imprenditori locali in materia di “selezione degli ospiti” ed allo stesso tempo avrebbe potuto sorvegliare con maggior rigore che a quegli stessi ospiti i nostri imprenditori offrissero davvero servizi di impeccabile qualità. Tuttavia, bisogna riconoscere che Giosi Ferrandino, anche spendendosi personalmente per garantire una stabilità nella direzione delle maggiori associazioni di categoria che operano sul territorio (Alberghi e Commercio), si è sempre impegnato per evitare che Ischia venisse funestata da continui cambi ai vertici degli organismi strategici. Lo dirà nella nostra intervista: “Al sindaco spetta – nel bene e nel male – di fare il sindaco” e lui, certamente, l’ha fatto. Oggi, Ferrandino consegna ai suoi successori un paese che ha molte opportunità e che può, a ragion veduta, far valere in terraferma il suo assoluto primato in termini di PIL turistico nell’intera regione Campania. Con molta probabilità, da parte sua, Ferrandino nei prossimi mesi raggiungerà il sospirato scranno al parlamento di Strasburgo e potrà, quindi, continuare a tessere rapporti politici e strategici tra l’isola d’Ischia e l’Europa.

Ci conosciamo fin dal tuo mandato come sindaco a Casamicciola Terme, nel 2002-2007, e ho l’impressione che lì hai lavorato ad un programma ben definito che era anche di indirizzo economico per quella comunità, individuando nel diportismo nautico una fonte di reddito importante e, di conseguenza, hai deciso di spostare, almeno in parte, l’asse economico sul diportismo, con un’azione amministrativa concreta e forte. Contemporaneamente, hai riqualificato in profondità il centro e le zone limitrofe. A Ischia, ci sono stati parecchi interventi, ma a macchia di leopardo, e soprattutto risulta meno chiara l’azione amministrativa sull’economia del Comune. Vogliamo approfondire questa comparazione?

Sono due realt. molto differenti sia dal punto di vista socio-economico che da quello politico. Casamicciola andava rifondata e credo di esserci riuscito, il paese vive ancora oggi di rendita su quanto si fece durante la mia sindacatura. Allora individuammo diversi ambiti su cui lavorare e dirò di più, credo si tratti di una realtà che più di altre ha ancora oggi potenzialità di sviluppo. Nel comune di Ischia, invece, era necessario soprattutto un lavoro di gestione di ciò che negli anni era stato consolidato. Il comune di Ischia, infatti, aveva già avuto una marea di interventi pubblici che l’avevano trasformato, creando soprattutto un tessuto imprenditoriale molto differente da quello casamicciolese, penso alla presenza dei più grandi gruppi alberghieri, per esempio, ma anche al fatto che ospiti gli uffici pubblici più importanti.

Quali sono gli interventi grazie ai quali pensi di aver dato un maggior segnale di rottura con il passato?

Direi la riqualificazione del territorio. Ricordo che quando sono diventato sindaco nel luglio 2007 Ischia sotto questo aspetto era un comune disastrato: non c’era attenzione al verde, la raccolta dei rifiuti funzionava male, i cumuli di spazzatura coprivano i cassonetti e in certe zone gli davano fuoco, sembrano passati anni luce da allora! Oggi è impensabile di assistere a spettacoli del genere durante l’ora del passeggio serale. I giardini pubblici erano ridotti a sterpaglie, la Riva Destra era degradata e lì come a Ischia Ponte siamo intervenuti con successo. E poi abbiamo creato un trend di turismo invernale, che per ora è ancora di nicchia, a cavallo delle festività natalizie: dieci anni fa il Natale a Ischia non esisteva, non c’era una politica delle luminarie, né cartelloni di eventi. Ormai da tempo ci siamo mossi in questa direzione e gli alberghi che aprono in quei giorni riescono a lavorare e insieme a promuovere l’isola. A ruota sono arrivati anche gli altri Comuni e adesso si riesce a organizzare un Natale accogliente in tutta l’isola. Questo turismo non estivo va potenziato coniugandolo con le terme, l’obiettivo deve essere quello di allungare la stagione in modo di arrivare all’Epifania senza soluzione di continuità.

Le iniziative portanti che hanno caratterizzato le due sindacature di Giosi Ferrandino?

A volte dieci anni non bastano… Tuttavia, abbiamo dato un forte segnale di stabilità assicurando continuità amministrativa e politica, cosa che non accadeva da un ventennio circa. Questa continuità ci ha consentito di non lasciare a chi verrà dopo eredità scomode come le decine di milioni di euro di contenziosi che ho trovato quando ci siamo insediati, dovuti proprio ai precedenti periodi di instabilità e che hanno comportato uscite consistenti. Un condizionamento per il nostro bilancio che ci ha impedito di fare molto altro. Non abbiamo aumentato la pressione fiscale, anzi è diminuita, ed è più che un segnale in controtendenza: tutti i Comuni hanno innalzato la tassa sui rifiuti, mentre noi l’abbiamo lasciata stabile e per gli alberghi – architrave dell’economia isolana – si è alleggerita, abbiamo cercato di contenere al massimo anche l’applicazione della TASI (Ndr. Tassa che finanzia servizi comunali), e già questo significa aver dato respiro all’economia. Tant’è che Ischia continua ad avere numeri importantissimi in termini turistici ed un reddito pro capite alto rispetto ad altre aree comparabili con la nostra. Inoltre, abbiamo garantito una pax sociale, equilibrio su temi che vanno dal problema degli abbattimenti delle case abusive alla questione degli scarichi a mare, cercando di tutelare tutti e di far sì che l’economia non si fermasse.

Le maggiori difficoltà che hai incontrato?

Sicuramente educare i cittadini sulla questione del traffico; tutti i provvedimenti presi sono stati mal digeriti per l’eccessiva dipendenza della gente dalla macchina. E il mio più grande cruccio è di non essere riuscito a lasciare un segno rispetto a una diversa concezione della mobilità, non avendo avuto la forza anche in consiglio comunale per imporre certe scelte su questi problemi.

Un rimpianto?

Un rammarico ce l’ho, non aver ottenuto dall’amministrazione regionale l’attenzione che i numeri che Ischia esprime in termini economici merita. Mi riferisco agli ambiti di competenza della Regione quali sanità, trasporti e depurazione, punti nevralgici dove le cose vanno sempre peggio e continuo a non vedere un’inversione di tendenza.

Come si spiega questo, se pensi che con il governatore De Luca siete colleghi di partito, il PD, e che abbiamo un senatore, Domenico De Siano, che per quanto all’opposizione è una figura importante come coordinatore regionale di Forza Italia?

La verità è che mi sono trovato ad amministrare in una congiuntura economica molto sfavorevole. La Regione non penalizza la sanità dell’isola a favore di quella di Giugliano o di Salerno, è tutta la sanità regionale, purtroppo, che soffre per la chiusura di strutture, gli accorpamenti, la carenza di personale. E’ un settore commissariato, con un piano di rientro in atto e Ischia, come altri, ne ha subito le conseguenze. Nel settore dei trasporti marittimi, invece, l’Unione Europea ci ha imposto l’applicazione di leggi per creare concorrenza ed evitare che ci siano compagnie sostenute con denaro pubblico che facciano concorrenza ai privati, e ciò ha comportato la fine di certi obblighi da parte delle compagnie stesse e la diminuzione dei controlli. D’altra parte, sono convinto che sia necessaria una sana concorrenza e la possibilità di rivedere la politica tariffaria per i non residenti. Sarebbe utile, infatti, alleggerire le tariffe, che quando sono troppo alte costituiscono un problema per chi desidera trascorrere qui un periodo di vacanza, magari individuando un sistema per finanziare il singolo turista che sceglie l’isola.

E il depuratore da completare sulla collina di S. Pietro?

La ditta appaltatrice è in contenzioso con la Regione che ha l’intera gestione dei lavori, e al momento sono, quindi, bloccati. Queste di cui stiamo parlando, e che come amministratori viviamo ogni giorno, sono problematiche che si riscontrano in tutta Italia, tante cose non si risolvono perchè lo Stato non funziona, la verità è che siamo un Paese che va rifondato, va riscritto tutto daccapo.

Non credi che questo tipo di ragionamento tenda ad accantonare ciò che accade concretamente nel singolo Comune per guardare ai massimi sistemi, cercando altrove le ragioni di tante mancanze?

Non è come dici. I meccanismi dello Stato non funzionano più e questo costituisce un problema molto serio proprio per il singolo Comune. Se per un ripascimento, per l’attività di protezione della costa o per realizzare un depuratore c’è bisogno del parere di una marea di enti e commissioni o, ancora, se il Comune va in contenzioso con un’impresa e non si d. la possibilità, nel frattempo, alla seconda ditta in graduatoria di subentrare per terminare i lavori, si arriva alla paralisi. Possono trascorrere cos. anche anni, durante i quali il progetto diventa inadeguato e quindi si devono aggiornare i costi, che crescono, e per tutte queste ragioni pu. accadere anche che il lavoro non arrivi al termine. Oggi, nessuno è in condizione di governare davvero, alla Regione come a livello dei Comuni.

Quali devono essere secondo te le priorità sul tavolo del nuovo sindaco del comune di Ischia?

Sicuramente è necessaria una forte interlocuzione con la Regione e con il  Governo, si deve avere molto polso, anche tanto coraggio, facendo scelte impopolari, soprattutto per quanto riguarda il traffico, allargando le ZTL e rendendole molto più rigide. Si dovrebbe creare una ZTL anche sulla dorsale via Alfredo De Luca-Ischia Ponte, un mio pallino questo, e mi dispiace non essere riuscito a realizzarla, ma non avevo un’amministrazione abbastanza forte per supportare una scelta del genere, e la gente non era pronta. E poi il nuovo Sindaco dovrebbe continuare ad assicurare l’equilibrio garantito in questo decennio, dando stabilità, che considero sicuramente un beneficio, al di là delle vicissitudini che abbiamo dovuto affrontare.

Che danni ha comportato all’attività amministrativa nel comune di Ischia il tuo arresto?

Enormi, perchè ha bloccato una macchina in corsa, che dopo è ripartita timidamente; e non è detto che una sentenza di assoluzione, che io auspico ci sia a breve, possa restituire ciò che ha tolto, e questo è un problema che in un paese civile come l’Italia va affrontato presto.

Chi ti è più vicino politicamente in questo momento?

Ho un solido punto di riferimento nell’onorevole Raffaele Topo, secondo degli eletti per il PD alla regione Campania e persona di grande esperienza: quando ha potuto ha dato una grossa mano al nostro Comune. Ormai quasi ogni ambito è di competenza regionale, ma anche per settori che competono

allo Stato abbiamo una buona interlocuzione che ci ha permesso, per esempio, di non perdere finanziamenti destinati all’Area Marina Protetta Regno di Nettuno e stiamo lavorando per riavere la gestione dell’AMP. A livello di Comune, mi sono vicini tutti i consiglieri, al netto di quelli che hanno deciso di allontanarsi.

Come si è arrivati a questa scelta da parte di alcuni componenti della maggioranza?

E’ accaduto perchè queste persone non hanno capito che il sindaco deve fare il sindaco e il consigliere il consigliere, i ruoli vanno rispettati, è una regola basilare della democrazia. La legge stabilisce che il sindaco venga eletto direttamente dai cittadini e ciò ha un significato, il Sindaco è colui intorno al quale, sia in negativo che in positivo, viene catalizzata tutta l’attenzione e io ho scelto di interpretare appieno il mio ruolo in questo senso. Ma i rapporti con i consiglieri che hanno accettato il rispetto di questi differenti ruoli sono ottimi; diversamente non si sarebbero potuti superare momenti drammatici che hanno caratterizzato la mia amministrazione e il fatto di averli superati insieme significa che la coesione del nostro gruppo è forte.

Parliamo del senatore di Forza Italia Domenico De Siano, che ha deciso di non sottoscrivere con te un accordo di larghe intese sul candidato sindaco, preferendo appoggiare un’altra persona che lui ha individuato. Come consideri De Siano? Un amico, un collega, un antagonista?

Vanno distinti gli aspetti personali da quelli politici. Personalmente, siamo amici da anni, da quando lui era sindaco a Lacco Ameno e io a Casamicciola. Abbiamo sempre avuto molta affinità di pensiero, e quindi ci siamo trovati spesso sulla stessa lunghezza d’onda, amministrativamente parlando. In passato è prevalso il convincimento da parte di entrambi che in territori piccoli come Ischia è dannoso dividersi in fazioni, facendo prevalere la rivalsa politica o di partito e che, viceversa, è più produttivo unirsi per risolvere i problemi. E questo modo di agire ci ha posti al di sopra delle parti. Questa volta De Siano ha ritenuto di dover fare una scelta diversa, secondo me sbagliando.

Infatti, ha siglato un accordo politico in netto che va contrasto con te…

Sta nelle cose, per come funziona oggi la politica, e comunque siamo su posizioni distinte. Io credo che avremmo fatto meglio a mantenere ancora per un po’ le larghe intese, perchè contrariamente a quello che si dice sono servite. Ricordo che insieme abbiamo risolto il problema della collocazione per i licei: oggi se le scuole superiori di Ischia hanno una buona sede nel complesso del centro polifunzionale . perchè a suo tempo De Siano ed io come rappresentanti rispettivamente del centrodestra e del centrosinistra abbiamo lavorato in accordo. Ugualmente, ti assicuro che se non avessimo lavorato insieme non saremmo riusciti a conservare la sede distaccata del Tribunale – e questo lo dico agli avvocati, oltre che agli utenti; e ancora, insieme siamo riusciti ad ottenere l’impianto di illuminazione per la strada sopraelevata e lo stesso si può dire per i recenti finanziamenti destinati al ripascimento delle spiagge.

Ricordiamo che oltre a essere il sindaco uscente a Ischia, sei il primo dei non eletti all’Europarlamento e perciò potresti, se si libera un seggio, andare a Strasburgo. Voglio farti, quindi, alcune domande di politica nazionale. Sei sempre renziano?

Sì, senza alcun dubbio.

Che idea hai della crisi profonda in cui si muove oggi il PD?

Credo che questa crisi tocchi tutti, non solo il PD, e la dobbiamo alla forte avversione dalla gente al sistema della politica. Si sta formando il gruppo dell’antisistema contrapposto a quello del sistema: nel primo si collocano il Movimento 5 stelle e qualche frangia della destra, lo schieramento di sistema è quello governativo e va dal PD fino a Forza Italia. Credo che se non si vuol far arrivare il M5S al governo, il PD deve decidersi ad assumere su di sè un ruolo centrale. Certo, è in un momento di travaglio, dovuto al fatto che la sinistra si sta spostando verso il centro e la recente spaccatura del partito ha reso questo fenomeno ancor pi. evidente. Si deve capire come si rimodulerà la fascia di partiti che vuole intercettare il voto moderato, che considero quello prevalente in Italia. Sono convinto che solo Renzi possa rappresentarlo e guidarlo perchè, se pure ha fatto degli errori, è l’unico che con il suo dinamismo può riuscire a dare concretezza all’enorme bisogno di riforme che ha la nazione. Purtroppo la prima riforma importante l’ha ‘steccata’, ma sono certo che appena avrà di nuovo un ruolo di guida, riprover. a dare una scossa al Paese.

Non pensi che fra i grandi errori di Renzi vada annoverato anche l’aver sottostimato le esigenze del Sud?

Credo che i suoi pi. grandi errori siano dati dall’essersi arroccato attorno a certe posizioni e a certe persone, non aprendo ad altre figure che rappresentassero il Sud, esponenti del suo stesso partito che la pensano diversamente da lui. Io sono convinto che si deve essere forti in casa per recuperare poi fuori casa, mentre a lui alla fine non . riuscita n. l’una n. l’altra cosa. Renzi adesso è costretto a ricominciare il suo percorso daccapo, ma l’unica alternativa è il M5S…

Il PD napoletano è visibilmente allo sbando. Ha perso miseramente le elezioni a sindaco della città con Valeria Valente che, poi, coinvolta in uno scandalo si è dimessa da capogruppo in Consiglio Comunale; ci sono i soliti problemi con i tesseramenti farlocchi, allo stato manca qualsiasi ipotesi di un commissariamento autorevole e sono troppe le correnti, spesso in disaccordo con il Governatore e da lui marginalizzate: come vedi questa situazione?

Oggi nel PD napoletano si sta pagando il ventennio di Bassolino che aveva accentrato su di sè tutto il potere, come leader incontrastato di quell’area; venuto meno lui . iniziata una lotta fra bande che, a distanza di 10 anni, ancora non si placa. E sarà così finché non nascerà un nuovo leader di area, ed è un peccato che si vincano le elezioni regionali, ma si riesce a far poco proprio per questi contrasti all’interno del PD locale.

Quale futuro politico ti aspetti, oltre ad eventualmente diventare europarlamentare?

Devo attendere l’esito del processo e poi il mio futuro politico dipende dal partito, in cui rimarrà, certo diventare europarlamentare mi consentirà di avere un incarico importante nel partito stesso. Sono convinto che se ciò che ho vissuto a causa del mio arresto sarà considerato ingiusto, ciò costituirà una ragione in più per dedicarsi a certi delicati aspetti del modo di intendere oggi la giustizia.