Thursday, November 26, 2020

L’ISOLA DELLA MERKEL

Merkel
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text_ Pasquale Raicaldo

A certe abitudini non si rinuncia. Mai. E il sincero amore di Angela Merkel per l’isola d’Ischia attraversa gli anni e le stagioni. Nacque tutto come, da sempre, accade per i tedeschi. Erano gli anni d’oro, Angela approdò sull’isola con il padre, perdendosi nel milione e mezzo di tedeschi che, grazie anche alle sovvenzioni del sistema sanitario per le cure termali, eleggevano Ischia come impareggiabile «buen ritiro». Bouganville vivacissime e ripidi sentieri di montagna, piscine Kneipp e delicati piatti di pesce: c’era tutto, quel colpo di fulmine sarebbe stato destinato a diventare l’amore d’una vita. E certi amori per davvero non finiscono mai: neanche quando il protocollo, chissà, suggerirebbe soluzioni più semplici. No, lei, il cancelliere tedesco di ferro che mette in riga i potenti del mondo, ha un debole per questa terra. E a quella settimana di vacanza che attraversa la Pasqua e si protrae ancora per qualche giorno inizia a pensare già ai primi di gennaio. Ci sono luoghi dell’anima e affinità elettive, Angela Merkel quasi si trasforma quando sbarca dal traghetto di linea della Medmar, la popolare soluzione adottata – come una turista qualsiasi, perché è una turista qualsiasi – negli ultimi anni. Niente elicottero, niente super yacht: arriva in punta di piedi, benché i paparazzi avidi di scatti l’attendano con ansia, assiepati lungo la banchina del porto di Casamicciola o nascosti nel dedalo di stradine di Sant’Angelo. Già, Sant’Angelo: è l’isola nell’isola, il borgo marinaro dai colori pastello, i carrellini elettrici che si inerpicano lungo le viuzze in salita, carichi di vacanzieri spensierati e dei loro voluminosi bagagli.
E’ qui che Angela Merkel trascorre i giorni più belli. L’albergo è sempre lo stesso, hotel Miramare. La camera, anche. Numero 128, ma non c’entra la scaramanzia, illustre sconosciuta in terra teutonica. E’ una questione di feeling, e di bellezza. Pavimenti di Vietri, terrazzo che affaccia sul mare. Con il cielo terso, Capri da qui è molto più che un’intuizione. Leggenda narra che, per mera scrupolosità, la camera venga ritinteggiata alla vigilia del suo arrivo, che è di solito – per il Miramare – il via ufficiale alla stagione turistica. Una piccola appendice è una stanzetta attrezzata per fungere da ufficio. Perché la vita del capo di Stato è dura, anche se sei in un’isola del basso Tirreno, in vacanza. Computer, documenti, linea diretta con Berlino: un piccolo ufficio nel quale Angela si fionda, in caso di necessità, lasciando da solo il marito, il sobrio Joachim Sauer. E’ la strana coppia, secondo i più: cancelliere di fama mondiale lei, chimico lui. Presenza compìta e spesso silenziosa, dietro una grande donna c’è un uomo dal “low profile”. Ma il chimico ha trovato la giusta alchimìa. E a tavola, raccontano, sono affiatati e divertiti.
Nella camera numero 128, Angela trova l’omaggio di Rosario Caruso, sindaco di Serrara Fontana. Un cesto di prodotti tipici e dell’ottimo vino bianco. Ai fiori, il cancelliere preferisce le prelibatezze del territorio, sintesi dell’anima terragna di quell’isola che l’ha conquistata per il mare, certo, e per le terme. Ma anche e soprattutto per i sentieri che l’attraversano, conducendola – con i bastoni da trekking – sull’eremo di San Nicola, sulla vetta dell’Epomeo, o per i tornanti che si aprono su Sant’Angelo. Isola di mare e isola di terra: è questo quello che piace ad Angela. La sua agenda è fittissima, nella settimana di vacanza: a regolarla, il tempo meteorologico. Nuvole e brezza le suggeriscono una passeggiata in campagna, il sole la indirizza sull’arenile dei Maronti. Mano nella mano con Joachim, preceduta dalla scorta. Altro capitolo, quello: perché sarà pure una turista qualsiasi, la Merkel, ma il protocollo richiede la massima attenzione. Bonifica del territorio nei giorni che precedono il suo arrivo, artificieri e poliziotti a scandagliare (con molta discrezione) Sant’Angelo. Tra questi, c’è un agente del tutto speciale: si chiama Freya, è un bellissimo labrador in forze alla Polizia di Stato. Addestrata al fiuto di esplosivi, Freya è una piccola sentinella che s’aggira, con pettorina in bella vista, tra gli angoli del borgo, anticipando l’ospite illustre con l’abnegazione di un poliziotto navigato.
Ed è anche merito suo, certo, se la Merkel a Sant’Angelo si sente davvero a casa. Coccolata dagli amici di sempre, santangiolesi doc che raccontano con semplicità un’amicizia vera, nata prima dell’ascesa verso il potere di Angela, “protetta” con attenzione ma senza spavalderia dal team italo-tedesco di forze dell’ordine. Qualche anno fa, l’episodio più spiacevole: lei era all’Aphrodite Apollon, dove le piscine termali, i fanghi e i massaggi la rigenerano. E si cambiava il costume, perché anche i capi di Stato lo fanno. L’obiettivo invadente dei paparazzi immortalò quel gesto così umano, con una malizia che non piacque al cancelliere: incidente diplomatico, i sei sindaci dell’isola le inviarono un cesto di rose rosse per chiederle scusa. Ma da allora qualcosa è cambiato: il suo portavoce sollecita puntualmente, anche con nota ufficiale, il richiamo all’esigenza di privacy. E Sant’Angelo, grazie anche all’attenzione di Confcommercio e Federalberghi, ha inteso erigere un muro a protezione della sua vacanza. Anche perché la Merkel ama i luoghi di sempre, e in questo è persino prevedibile: cappuccino in piazzetta al bar “Ridente”, passeggiata al chiaro di luna, pranzo da Pietro Paolo – alias Stalino – nei canyon di Cavascura, puntatina a Cava Grado. Dove, al “Lido Bar da Marie”, ama mescolarsi ai turisti semplici. L’ultima volta era lì con Alessandro e Lucio, amici santangiolesi di vecchia data. Carpaccio di polpo, palamita marinata, alici marinate e un primo, spaghetti con totano e broccoli, assaggio di spaghetti all’aragosta, aragoste e pesce al forno. Con vino bianco in brocca, limoncello e rucolino. E pastiera cotta a legna. Una parola per tutti, Melina Iacono ha spontaneamente scritto un’ode, via Facebook, ad Angela: «Ancora una volta ha scritto nonostante sia una delle donne più potenti al mondo, mi ha colpito per la sua Semplicità e Umiltà», Ecco, quel che il cancelliere ama è soprattutto la dimensione umana di questo scorcio d’isola sospeso tra antiche tradizioni e culto dell’ospitalità. Al “Lido Bar da Marie”, per esempio, Giuseppe Poerio – per tutti “Cianfone” – si catapulta in mare con la sua barca, per pescare ciò che il mare intende “sacrificare” alla Merkel. Poi, glielo porge mentre i suoi baffoni si arricciano naturalmente e le sorride: “Cancellié, i problemi dell’Italia, quelli veri, inizieranno quando noi nonni finiremo i soldi per i nostri nipoti”. Lei, la Merkel, si diverte. “E’ molto più solare di quanto la immaginiate”, rivelano i santangiolesi dei quali si fida. “Presenza fugace, quasi un fantasma. Non riusciamo a starle dietro”, fanno spallucce i fotografi, che sono soliti prenotare camere con vista nei dintorni del Miramare. Spesso, invano. “Quest’anno ha scoperto il pilates”, racconta Espedito Morieri, direttore dell’albergo eletto. “E ha colloquiato amabilmente con gli altri ospiti, molti dei quali neanche sapevano di condividere la struttura con la Merkel”. Verdurine grigliate (dal radicchio alle melanzane, dalle zucchine ai funghi), pesce alla griglia. Sapori genuini, innaffiati da un vino bianco. Al mattino, abbondante colazione a buffet, prima delle terme, in previsione di un pranzo che quasi certamente non ci sarà.
Tra le tappe obbligate, in ossequio al culto per la buona musica, il privilegio di un concerto privato: Angela bussa alla casa di Antonio Acunto, che siede al pianoforte, le offre un bicchiere di Vigna del Lume e le regala note delicate con vista mare. Le riempie il cuore, un pomeriggio così. Riconciliandola con il mondo, prima del ritorno a Berlino. Ischia le resterà dentro a lungo, almeno per un anno. Poi, sarà già tempo di tornare. Perché a certe abitudini non si rinuncia. Mai.

 

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