Wednesday, June 19, 2024

n.04/2005

Photo: Barbara Mussi
Text: Barbara Mussi

 

Navighiamo ormai da un mese, e quindi abbiamo deciso che questa rubrica potrebbe seguire il filo delle nostre avventure marinaresche nelle acque di Ischia. Alla ricerca di cetacei, cioè balene e delfini del Mediterraneo. Una connessione in diretta con quel che accade in mare, non sulle spiagge o sul bagnasciuga, ma un pò più al largo, dove i naviganti sono pochi e gli spettacoli naturali continui e bellissimi. La superficie del mare nasconde infatti una vita brulicante, che pochi osservano perché spesso impegnati in altro, come prendere il sole e navigare. Oltre che di cetacei, in questi giorni le acque di Ischia sono ricche di tonni (Thynnus sp.), pesci luna (Mola mola), mante (Mobula mobular) e pescespada (Xiphias Gladius), pesci pelagici che si avvicinano alla costa per nutrirsi e appaiono brevemente ai nostri occhi quando saltano fuor d´acqua. Navighiamo senza fretta, con la randa terzarolata per ridurre la velocità. Dobbiamo essere lenti per poter osservare e ascoltare quello che accade intorno a noi. Due vedette si alternano di guardia scrutando le onde, mentre gli idrofoni (microfoni subacquei) ci trasmettono continuamente i suoni che viaggiano sotto la superficie. Ischia Dolphin Project è uno studio sull´ecologia e il comportamento dei cetacei nelle acque dell´isola d´Ischia. La ricerca è cominciata nel 1991 ed utilizza per la raccolta dati un´imbarcazione a vela in legno di 17.70 m, Jean Gab. Ogni mattina, da maggio ad ottobre Jean Gab salpa dal porto di Casamicciola con il suo equipaggio di ricercatori e volontari. I volontari arrivano da tutta Europa e si imbarcano per almeno una settimana. I loro compiti a bordo consistono nel coadiuvare i ricercatori nello studio del comportamento e in tutte le altre attività di ricerca. Durante gli avvistamenti, ciascuno a bordo svolge un compito preciso: filmare i delfini con la telecamera subacquea, annotare il comportamento, registrare i suoni, filmare e fotografare gli individui per l´identificazione, stare al timone e alle vele. La nostra postazione in mare che ci accoglie nelle lunghe ore di osservazione è Jean Gab, un cutter in quercia, costruito nel 1930 a Marsiglia su piani di Andrè Mauric, il più famoso architetto navale francese, che ha firmato i piani di France I e France II (Coppa America) insieme a Calypso e Alcione per il famoso Jacques Cousteaux. Mauric costruì Jean Gab all´età di 19 anni, fu il suo primo grande veliero, una veloce barca da crociera, avveniristica per quei tempi, oggi studiata nelle scuole di carpenteria francesi come modello di funzionalità abbinata alla velocità e alla stabilità velica. Il silenzio della navigazione a vela permette il monitoraggio acustico dei cetacei: i suoni dei delfini vengono rilevati nel raggio di circa 5 chilometri permettendo di calcolare approssimativamente la posizione degli animali e quindi di avvicinarli per la raccolta dati comportamentali e per la foto-identificazione. Nelle acque di Ischia si possono avvistare sei diverse specie di cetacei. Balene e delfini si concentrano in un´area corrispondente al canyon sottomarino di Cuma. I canyon sottomarini giocano un importante ruolo negli eventi biologici e sono spesso delle aree di alta diversità di specie essendo caratterizzati sia da fenomeni di risalita che di discesa delle acque. Questi movimenti idrologici particolari identificano aree di forte concentrazione di biomassa, con conseguente elevata affluenza di specie ittiche. Per questo motivo i canyon sottomarini sono stati spesso identificati come aree di attrazione per Misticeti e Odontoceti. La zona è importante per sei specie di cetacei: è stata descritta come sito di alimentazione per balenottera comune (Balaenoptera physalus), sito di alimentazione e riproduzione per stenelle (Stenella coeruleoalba), grampi (Grampus griseus) e tursiopi (Tursiops truncatus), e area transiente per gruppi sociali di capodoglio (Physeter macrocephalus). Infine Ischia ospita l´unica comunità italiana oggi conosciuta di delfino comune (Delphinus delphis), dichiarato a rischio di estinzione in Mediterraneo dall´IUCN ed inserito nella Lista Rossa degli animali in Pericolo (www.redlist.org). Le acque dell´isola sono state dichiarate critical habitat per la specie dall´IUCN e proposte come Area of Conservation Importance nel Piano per la conservazione di delfino comune in Mediterraneo di ACCOBAMS. Le specie di delfini più studiate ad Ischia sono stenella, e delfino comune. Lo studio in corso ha rilevato che l´habitat delle due specie si sovrappone, suggerendo un potenziale antagonismo per l´utilizzo delle risorse alimentari, sempre più scarse in tutti i nostri mari. Entrambe le specie formano branchi numerosi, fino a 200 individui le stenelle, circa 80 i delfini comuni. Talvolta i branchi sono misti, ed individui di entrambe le specie nuotano di fronte alla telecamera subacquea installata sulla prua di Jean Gab. La ricerca analizza l´utilizzo dell´ambiente: le rotte dei delfini vengono mappate e poste in relazione con il comportamento osservato. In questo modo è possibile scoprire i luoghi preferiti dagli animali per l´alimentazione, l´accoppiamento e il riposo e così cercare di preservarli, proteggendoli. Utilizzeremo lo spazio che ci è stato gentilmente offerto per farvi conoscere da vicino i mammiferi marini del nostro mare, che nuotano poco lontano dalle nostre acque eppure sono così poco conosciuti ai più. Cominceremo, nel prossimo numero a trattare della specie più rappresentativa dell´area di studio: delfino comune, il delfino degli antichi Greci che oggi rischia di scomparire dal Mediterraneo.

Altre foto:
Angelo Miragliuolo,
Marco Montanari,
Fabio Materia.

Info:
Delphis MDC
+39 081 989578