Monday, October 26, 2020

05/2005

Text: Paola Spadavecchia

 

Eleonora Sachs, semplicemente Lo per coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla ed amarla, se n´è andata; la magnifica Signora che ha amato quest´isola come una seconda patria tanto da non staccarsene mai del tutto, e che qui aveva trovato un luogo dove recuperare energie positive, come raccontano i suoi innumerevoli amici, ci lascia come eredità artistica tutta la passione che questo luogo unico le aveva ispirato. Lo Sachs scopre Ischia quasi per caso, incuriosita dalla presenza delle acque termali nel cui valore curativo aveva sempre creduto, in quei favolosi anni ´60 in cui l´isola era divenuta il privilegiato scenario estivo della “dolce vita” di felliniana memoria, ed è un colpo di fulmine che influenzerà negli anni a venire la vita dell´isola e della persona. Bella, bellissima, quasi eterea, effondeva classe e charme. Era stata modella per Dior e Givenchy che avevano fatto di lei l´immagine sofisticata delle loro creazioni, fino all´incontro con Ernst Sachs che sposa e con il quale viene per la prima volta all´Hotel della Regina Isabella, luogo eletto a residenza estiva dal jet set di tutto il mondo. La natura dai colori violenti e la luce del tutto particolare di questi luoghi la ispirano al punto di cercare un´abitazione per i suoi sempre più frequenti soggiorni, compra un vecchio rudere che trasforma in una villa meravigliosa, circondata da un lussureggiante giardino dove dà sfogo alla sua creatività, arricchendolo di piante, e da cui trae ispirazione per la sua pittura. È qui che infatti ritrova il suo estro artistico e comincia a dipingere i colori e le forme tormentate dei suoi fiori. Ad Ischia, affascinata dalle mille forme che la vegetazione isolana assume, nella tranquillità del suo giardino, nella luce calda e abbacinante che da sempre fa dell´isola luogo privilegiato della pittura, riesce ad esprimere in arte le sue emozioni, che restano vivide ed intense sulla tela.

Trascorre ore nel suo giardino beandosi della bellezza e della grandiosità della natura che la circonda, dipingendo instancabilmente nella luce naturale, osservando i minimi particolari che ritrae, come si deduce guardando i suoi quadri, infondendo ad ogni pennellata una profonda emozione creativa. Nelle sue tele campeggiano immensi fiori dai colori violentissimi ed allo stesso tempo sapientemente mescolati con un effetto cromatico dolcemente equilibrato, i petali si contraggono e si aprono palpitanti di vita, schiudendo all´osservatore il mistero della loro semplice bellezza. I verdi brillanti delle foglie, i gialli folgoranti dei girasoli, i viola e i blu degli iris sono di un realismo estremo, talmente minuzioso da sottintendere tutta la potenza e la bellezza della natura, quasi a volerne svelare il mistero insondabile, ridefinendone le forme e immobilizzandole nella staticità della rappresentazione. Nei dipinti di Lo Sachs si può forse leggere un´affinità con Van Gogh che traspare anche nelle tormentate pennellate dei paesaggi e delle figure femminili, rese come fiori antropomorfi. La perizia nel difficile impiego dei colori ad olio, la tecnica pittorica che le è più affine, ma anche l´uso della china e dell´acquerello che caratterizza le illustrazioni tenere e sognanti delle sue fiabe per bambini, dimostra oltre ad una profondissima vicenda emozionale anche il suo approccio tutt´altro che dilettantistico alla pittura, cui aveva dedicato anni di studio: il successo della sua opera si concretizza in numerose mostre personali sia in Germania che a Ischia, che ottengono grandi consensi. Ma il grande eclettismo che la caratterizza non si ferma qui, così avendo ricevuto in regalo un tipico presepe napoletano di San Gregorio Armeno, resta affascinata dalla minuziosa costruzione delle piccole figure e comincia a fabbricarne di propri, inizialmente come doni originali per parenti ed amici per poi arrivare all´allestimento di mostre monotematiche. Infine in occasione della Festa del delfino indetta ogni anno dall´associazione Delphis per la salvaguardia di questi cetacei si commuove al racconto dell´amica Katia Massaro sui suoi incontri con le creature pelagiche e ne scaturisce una fiaba, dono per i suoi nipoti e per tutti i bambini d´Ischia perché imparino a rispettare ed amare l´immensa ricchezza del mare. Un´artista eccezionalmente feconda e creativa che ha sempre usato il suo dono per aiutare i meno fortunati, dalla fondazione intitolata al marito che si occupa di fornire il supporto per cure mediche adeguate ai piccoli malati indigenti, all´iniziativa di devolvere gli introiti di una mostra dedicata ancora una volta ai suoi fiori per la costruzione di una piscina per i disabili a Ischia, che malgrado tutto non è stata ancora messa in funzione, e approfittiamo di queste pagine per dare sfogo alla sua ultima amarezza nei confronti di quest´isola che ha sempre amato e cui tanto ha donato. È difficile definire questa personalità artistica così ricca ed eclettica, forse le motivazioni e il fine della sua ispirazione sono da ricercarsi esclusivamente nelle sue opere, osservandole e godendone la bellezza che è sempre stata parte pregnante di questa splendida signora che nell´arte ci lascia il suo ricordo.

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