Saturday, May 30, 2020
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LA GIOVANISSIMA ATTRICE SVEDESE, MIX DI INTELLIGENZA E BELLEZZA, E’ UNA STAR CONTESA DAI MIGLIORI REGISTI EUROPEI ED AMERICANI.
I colori potrebbero ingannare. E far pensare alle calde terre del Mediterraneo. E invece Alicia Vikander arriva dalla Svezia. Ha 26 anni ed è il nome su cui punta tutta Hollywood, dove è già considerata una delle giovani attrici più dotate in circolazione. Una di quelle che si distinguono non solo per il talento, ma anche per le idee chiare e la forza di volontà. Il successo in patria (Guldbagge Award, l’Oscar svedese, per “Pure”) sembra non averle dato alla testa. Si trasferisce a Londra, continua a studiare e non si fa scrupoli a rifiutare parti che considera inadatte. Noiosa? Sano pragmatismo nordico. La ragazza ha conquistato il ‘manzo’ più bramato del panorama cinematografico internazionale: Michael Fassbender, conosciuto sul set di “Light between oceans”. Una liason tutta low profile che non è sfuggita all’occhio implacabile dei paparazzi, sempre alla caccia di un bacio, una stretta, un gesto infuocato tra i due.
Presto vedremo Alicia Vikander praticamente dappertutto. A Ischia Global è arrivata addirittura con due film: “Testament of youth” di James
Kant ed “Exachina” di Alex Garland, già autore di un romanzo generazionale come “The beach” da cui Danny Boyle ha tratto un film con Leonardo Di Caprio. Nel film di Kant è Vera Brittain, scrittrice inglese diventata celebre per l’autobiografia in cui racconta la sua esperienza di infermiera di campo durante la prima guerra Mondiale. Donna critica, coraggiosa e intraprendente, Vera dovrà passare per l’inferno della mattanza bellica e maturare le idee per le quali combatterà tutta la vita, armata solo della sua penna: il pacifismo e i diritti delle donne. «Mi sento molto fortunata ad essere stata scelta per questo film – ha dichiarato alla platea prima della proiezione – leggo molte sceneggiature, ma difficilmente si trovano ruoli femminili così interessanti. La lavorazione è stata molto lunga e faticosa, ma Kant si è dimostrato un regista cha ha affrontato le difficoltà con sicurezza e tenacia». In “Ex-Machina”, pellicola ancora più bella e importante, la Vikander è una splendida ragazza robot su cui due cervelloni effettuano un test di intelligenza artificiale. Un thriller sul fascino perverso della creazione, nel quale – come da copione – i robot si rivelano alla fine più umani degli umani, mentre gli scenari più sinistri riguardano la corruzione di un’umanità sempre più inaffidabile e senza futuro.
Un’attrice che ama le sfide, i personaggi forti, volitivi e controversi. «Non capita a tutte di recitare la parte di un androide – ha spiegato la Vikander – per questo mi sono documentata e ho letto tanto per cercare di capire come funziona il nostro cervello. E ho finito per considerare il mio corpo una macchina organica. Dentro di noi, in fin dei conti, tutto si riduce a una serie di elementi microscopici che lavorano insieme, proprio come nei computer».
Ma sono altri i titoli che porteranno il nome di Alicia Vikander sulla bocca di tutti: “The Danish Girl”, che ha incantato il pubblico a Venezia, accanto al premio Oscar Eddie Redmayne e diretta da Tom Hooper (Oscar anch’egli per “Il discorso del Re”). E ancora “Tulip fever”, di
Justin Chadwick, con un cast da urlo che comprende Cara Delevigne, Jack O’Donnel, Christoph Waltz, Dane de Haan e Judy Dench; “Burnt”, dramma della redenzione con Bradley Cooper e Sienna Miller; “Operazione U.N.C.L.E”, spionaggio vintage dove l’attrice svedese rappresenta la quintessenza della Swinging London.
A proposito di stile: Alicia Vikander è la nuova testimonial del marchio francese Louis Vuitton, che l’ha scelta per la campagna pubblicitaria della moda femminile del prossimo autunno-inverno. Pare che il brand sia stato ammaliato dalla sua semplicità, dalla sua grazia e dai suoi profondi occhi scuri. Un’icona della semplicità e della classe che saprà certo regalare alla maison una marcia in più. L’inarrestabile Vikander è in trattative per due attesissimi progetti nel cinema mainstream: “Bourne 5”, che vede il ritorno di Matt Damon nei panni di Jason Bourne con Paul Greengrass alla regia, e “Assassin’s Creed”, adattamento live action dell’omonimo videogioco della Ubisoft. Troppa carne al fuoco? E siamo solo all’inizio.

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