Sunday, January 21, 2018

TENUTA DON NICOLA: IL GUSTO DI REGALARE COSE BUONE

Text_ Emma Santo  Photo_ Dayana Chiocca

AI MARONTI, QUESTA MAGNIFICA AZIENDA AGRICOLA PRODUCE TUTTO L’ANNO VERDURE FRESCHE, E POI CONFETTURE, CREME DI PEPERONCINI, COMPOSTE, MARMELLATE, MIELE, CIOCCOLATO CHE A NATALE POSSONO DIVENTARE UN ORIGINALE, SAPORITO REGALO. ASSOLUTAMENTE LOCAL.

La vostra migliore amica è una fan del km 0? In famiglia amate portare in tavola i sapori della nostra terra, verdure che non abbiano passato neanche un minuto in una cella frigorifera, raccolte alla giusta maturazione? Allora c’è un’opportunità che questo Natale non potete assolutamente lasciarvi sfuggire. La Tenuta Don Nicola ha ideato una promozione speciale che consentirà agli estimatori del vero bio di regalare (o regalarsi) un buono per l’acquisto di uno o più box di prodotti vegetali freschi (e – se lo si desidera – uova), oppure di optare per le ceste di trasformati (quindi confetture, creme, composte e marmellate realizzate con frutta e ortaggi di produzione propria, e anche miele e cioccolato aromatizzato), da comporre a seconda dei gusti. L’iter è facilissimo, tanto più che Roberto Iacono ed Erika Ricci, la giovanissima coppia under 30 che gestisce la splendida azienda agricola, hanno attivato anche un e-commerce (tenutadonnicola.com) che rende le vendite ancora più pratiche e veloci; ma naturalmente è possibile anche telefonare o recarsi direttamente sul posto. Per chi ancora non conoscesse quest’oasi agroalimentare, parliamo di tre ettari e mezzo di terreno che si affacciano sulla spiaggia dei Maronti, sospesi tra mare, cielo e montagna (ma assai facile da raggiungere dal piazzale dei Maronti). Esiste dal 2015, quando Roberto decide di crearvi un’azienda agricola insieme ad Erika – figlia di allevatori abruzzesi. “Adottiamo tecniche di coltura che ci consentono di avere tante tipologie di verdura e la disponibilità dura molti mesi all’anno – spiegano. Bisogna calcolare con precisione quando e come piantare, stare attenti anche a dove farlo, per evitare che le colture in maturazione si sovrappongano”. La semina viene, quindi, scaglionata in tre cicli temporali, ci sono ortaggi di prima produzione, di seconda e terza. I finocchi raccolti in autunno, ad esempio, sono stati piantati ad agosto; mentre il sole inonda di luce l’immensa tenuta, in una calda giornata di fine ottobre, si scorgono i pomodori di terza produzione, le insalate e le scarole, i cavolfiori, i broccoli e le cime di rapa, quelli già pronti, quelli che lo saranno dopo un mese e gli ultimi, per cui ci vorranno altri 60 giorni circa. Qui non si usano diserbanti chimici, c’è rispetto e amore incondizionato per i frutti di madre natura e per gli animali della fattoria che circolano in libertà: capre, anatre, maiali, tacchini, un cavallo e persino le vacche che d’estate vengono mandate in Abruzzo in transumanza, onde evitare che patiscano il caldo. Il loro letame è prezioso per concimare l’orto, e poi ci sono le galline che producono uova fresche destinate ai privati, ad alcuni ristoranti e punti vendita e ai supermercati della catena Dok. Il sistema per far sì che siano naturalmente pulite, prima di essere imballate in confezioni da sei – con regolare etichettatura che riporta le informazioni essenziali per il consumatore, come la data di raccolta e il luogo di provenienza – è davvero ingegnoso: gli animali hanno dei nidi con una griglia posizionata leggermente in pendenza, per raccogliere la sporcizia che proviene dalle zampe in modo che l’uovo, cadendo, vada a finire in un cassetto e non si sporchi. Dietro al pollaio si producono le patate (in estate si aggiungono melanzane, zucchine e peperoni) e ci si imbatte in una distesa di erbe aromatiche, come il timo, di cui viene usato anche il bellissimo fiore viola che decora molti dei piatti del ristorante stellato Indaco dell’albergo Regina Isabella (insieme ad una varietà di pomodori detti spoon – i più piccoli del mondo, prodotti esclusivamente per lo chef Pasquale Palamaro); e poi il timo-limone, la lavanda, l’erba aglina, l’origano, la piperna, gli originali fiori a campanella degli alkekengi e ibridi profumatissimi come la menta-bergamotto o il basilico-cannella, i cui fiori vengono utilizzati per un cioccolato bianco con un aroma unico, mentre il peperoncino habanero è l’ingrediente speciale di un favoloso cioccolato fondente. I cavalli di battaglia della Tenuta Don Nicola, infatti, sono proprio i trasformati, ottenuti dalla lavorazione di vegetali e frutta, come le confetture di mele annurche, annurche e cannella, albicocche, prugne, la marmellata di mandarini o di arance amare, e ancora il miele di melata e di millefiori – dalle cinque arnie che ospitano le loro api; e poi, composte di cipolle e di peperoni, le creme di peperoncini piccanti e di tabasco giallo. Immaginateli, per esempio, accostati a un’attenta selezione di formaggi… Roberto ed Erika inviano le materie prime nei migliori laboratori di trasformazione di Perugia, seguendo personalmente ogni passaggio che porterà al prodotto finito. Oltre alla freschezza e alla qualità, quello che fa della Tenuta Don Nicola un punto di riferimento per i consumatori locali e non è il poter contare sulla tracciabilità di filiera, che ricostruisce la storia del cibo, dalla raccolta ai trasformatori, garantendo trasparenza e sicurezza. Uno stile di vita verde, pulito e fresco come lo sguardo dei nostri due contadini e allevatori Millennials.

Azienda Agricola Tenuta Don Nicola

via Maronti, loc. Pantano

(50 mt dal piazzale dei Maronti) – Barano d’Ischia

Tenuta don Nicola Azienda Agricola

Vendita a domicilio su prenotazione

Per prenotare il box di verdure assortite e uova fresche telefonare o inviare whatsapp al 331.3351739

tenutadonnicola.com