Wednesday, November 13, 2019

IL MUSEO CHE TRAINA LA CITTÀ

Text_ Silvia Buchner_ Archivio MANN

“E’ per noi motivo di orgoglio condividere la capacità quasi ‘olfattiva’ del MANN di intercettare, attraverso questo magma in movimento che è la Campania, un ‘sistema’ dell’arte, unico nel suo genere, che possa indicare nuovi orizzonti nella gestione della cultura nella nostra nazione”. Queste le parole scelte dal presidente della regione Campania Vincenzo De Luca per presentare l’ultima (in ordine di tempo) impresa portata al successo dal direttore del Museo Archeologico di Napoli, Paolo Giulierini, la mostra dedicata a Canova e l’Antico che nelle prime settimane di apertura ha avuto oltre 110mila visitatori. Exploit che, in realtà, è parte organica di un tessuto di attività, iniziative, reti di rapporti, interazione con l’esterno e innovazione, molto articolato e dinamico. Così una realtà culturale antica di quasi 300 anni negli ultimi 4 ha voluto sperimentare nuovi modi di raccontarsi, per parlare con tutti e, come ha detto lo stesso Giulierini, “non ha voluto nascondersi dietro la bellezza”, che pure è protagonista assoluta in uno dei primi musei archeologici del mondo. Il patrimonio di opere conservato al MANN è un giacimento di valori universali e di conoscenza quanto mai moderni, e la direzione attuale lavora per mostrarlo. La bellezza, la storia, la cultura dell’antico si fanno strumento di decifrazione, racconto per capire l’oggi, per stabilire un rapporto reciproco e dinamico con la complessità e la ricchezza di una Città come Napoli di cui il MANN vuole divenire una delle chiavi di lettura. E anche la mostra-evento incentrata sul rapporto fra Canova, inventore dell’arte neoclassica, e l’antico, che fu per lui modello rivelatore, trae ispirazione da questi principi. “Essa è prova dell’universalità “politica” dell’arte e della sua perenne contemporaneità – afferma Giulierini. Da San Pietroburgo sono giunti a Napoli prestiti unici e irripetibili, come i gruppi scultorei di Canova, che, per la prima volta, vivranno un emozionante confronto con i modelli che hanno ispirato l’artista. A San Pietroburgo, reperti provenienti dal MANN e dal Parco archeologico di Pompei danno vita alla mostra Pompei. Uomini, Dei ed Eroi. E’ il significato dell’arte come patrimonio universale e collettivo”. Il MANN ha ottenuto, infatti, di poter esporre fino al 30 giugno opere uniche che non erano mai state riunite tutte insieme fuori dalla Russia. In contemporanea il museo russo ospita una straordinaria mostra su Pompei, la prima realizzata in quel paese e il 90% dei 300 pezzi esposti proviene proprio dall’istituzione napoletana, grazie alle convenzioni di collaborazione strette con istituzioni museali di altissimo livello, quali l’Ermitage, appunto, (cui si aggiunge quella con il Getty Museum). Insomma, Canova e l’antico è la realizzazione di un altro degli obiettivi che Giulierini si era posto, internazionalizzare l’immagine e le relazioni del Museo e in questo senso le sinergie attivate sono anche il riconoscimento che va alla rinnovata politica del Museo. ICity ha incontrato il miglior Direttore di museo d’Italia secondo Art Tribune per fare insieme un bilancio di questi entusiasmanti primi 4 anni di lavoro a Napoli.

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