Tuesday, October 27, 2020

MARIO LEONESSA n.08/2005

TOURISM

Photo: Redazione Ischiacity
Text: Anna Schiano

 

Sono in atto una serie di manifestazioni volte al recupero del turismo tedesco: la principale tra queste è la serie di eventi dedicati alle “Regine borboniche”, molte delle quali erano di origine germanica…
L’iniziativa ci è stata proposta dalla signora Cristina Marchi, che cura l’ufficio stampa dell’Associazione Albergatori della quale sono presidente. Abbiamo presentato il progetto alla Regione Campania che lo ha accolto positivamente anche se, attraverso l’Industria del Turismo e l’Associazione Albergatori ci siamo accollati un onere abbastanza pesante.
Vuole dire che parte del progetto è finanziato da voi?
Il progetto finale prevede una spesa di 600.000 euro. La regione ha messo a disposizione 390.000 euro mentre il resto è diviso tra le due associazioni, i comuni e gli sponsor. La regione si è già impegnata a spendere 120.000 euro in attività promozionali. Gli eventi territoriali non hanno ‘un costo eccessivo’, ma a noi interessa soprattutto l’incentivazione al turismo che ne può derivare. Attraverso l’Associazione Albergatori siamo stati presenti dapprima in Austria al “Ballo delle debuttanti” e poi a Zurigo, dove abbiamo incontrato una ventina di tour operator per presentare la manifestazione. Abbiamo fatto la stessa cosa a Londra e a Cremona. Stiamo pianificando ulteriori contatti col mondo tedesco e pensiamo anche di recarci in un’altra decina di città mediante un accordo tra l’Associazione, l’E.N.I.T. ed eventualmente la Provincia, per promuovere e pubblicizzare l’isola.
Cosa pensa che porterà concretamente l’evento delle regine borboniche?
Ruoterà attorno ad esso una serie di manifestazioni previste dai comuni che sicuramente ci valorizzeranno e soprattutto ci sarà un ritorno pubblicitario, che auspichiamo faccia rifiorire il mercato austro-tedesco, oltre a quello nazionale naturalmente.
Dopo questa manifestazione quale sarà il passo successivo?
Già stiamo pensando di organizzare un nuovo evento che ancora non sappiamo bene quale nazione straniera coinvolgerà, forse la Gran Bretagna dal momento che a Ischia hanno sede i giardini della Mortella, proprietà di Lady Susana Walton.
La presenza della cancelliera tedesca non ha rappresentato una grande pubblicità per noi in Germania?
Naturalmente è un’ottima testimonial dal momento che la signora Angela Merkel frequenta Ischia da diversi anni. L’ideale sarebbe stato invitare ed ospitare nelle nostre strutture la stampa estera in concomitanza alla presenza della cancelliera.
C’è collaborazione tra l’Associazione e le pubbliche amministrazioni?
Sì, sia con i comuni che con la Regione nella persona dell’assessore Marco Di Lello, che si è reso molto disponibile, come anche l’assessore provinciale al Turismo Giovanna Martano che è stata con noi a Londra. Entrambi hanno offerto il loro appoggio perché abbiamo proposto idee e progetti molto validi.
Secondo un dato diffuso di recente, è stato registrato un incremento di prenotazioni del 15-20% da parte del turismo tedesco per la stagione che inizia. Cosa ne pensa?
È un ottimo pronostico. Si fanno delle proiezioni in relazione al periodo di prenotazione dell’anno in corso e si compara il dato con quello dello stesso periodo dell’anno precedente. Negli ultimi due o tre anni un po’ tutti hanno proposto l’early booking: sulle prenotazioni registrate con un certo anticipo si opera infatti uno sconto. Facendo così il tour operator s’impegna a versare il 50% del pagamento alla struttura ospitante ed il turista si assicura una riduzione del costo del pacchetto. In questo modo, la struttura, il tour operator ed il viaggiatore riescono ad ottenere vantaggi.
Quindi è possibile che il 2006 registri un aumento delle presenze?
Questa stagione dovrebbe segnare un incremento per lo meno in rapporto all’anno precedente che è stato davvero molto duro. A partire da aprile si è notato un netto miglioramento e lo stesso crediamo sarà per maggio: le tendenze generali sono favorevoli.
Quanto una struttura come la sua lavora con i tour operator e quanto con il turismo individuale?
Fino a qualche anno fa si lavorava moltissimo con le agenzie. In seguito, la crisi della richiesta da parte dei tedeschi e degli inglesi ha provocato un cambiamento. Credo comunque che le modalità di acquisto della vacanza siano legate all’età dei visitatori: i giovani navigano in internet, viaggiano in maniera individuale perché vogliono risparmiare. Le persone più anziane che non vogliono grane di alcun genere preferiscono chiedere l’intervento del tour operator pagando un extra. Si è incrementata la clientela individuale italiana e specialmente quella del Centro Sud che in parte ha sostituito quella d’Oltralpe venuta meno. Durante i periodi di bassa stagione, l’isola è frequentata da turisti di terza età, che trovano possibilità di soggiorno a prezzi bassissimi. Tuttavia, va detto che questo mutamento non ha riguardato però gli alberghi a cinque stelle, perché tali strutture hanno sofferto meno la perdita del turismo straniero. I quattro stelle, invece, hanno dovuto combattere con una concorrenza tale che ad un certo momento si sono visti costretti a far calare i prezzi. Questa situazione ha determinato il cosiddetto “turismo sociale” che visita la nostra isola soprattutto nei periodi di minore frequentazione.
Pensa che i tedeschi ci stiano trascurando a causa del cattivo funzionamento dei servizi turistici?
Non colpevolizzerei tanto gli operatori che nonostante offrano un servizio a costi contenuti, cercano in ogni caso di mantenere un determinato standard di efficienza. Credo, piuttosto, che il problema sia costituito da tutto quello che c’è intorno.
Quanto ha inciso nel decremento del turismo tedesco il fatto che le cure termali in Germania non siano più sovvenzionate dallo Stato, ma che l’intero costo spetti al privato?
Molto poco. Piuttosto, a partire dalla fine degli anni ’80, con il crollo del muro di Berlino, la parte orientale del paese ha cominciato ad offrire cure termali del tutto simili alle nostre a prezzi vantaggiosi. La nostra spina nel fianco è, quindi, la concorrenza e dovremmo pensare di adeguare i prezzi alla qualità del prodotto che offriamo e non sopravvalutarlo.
È quasi un anno che lei è presidente dell’Associazione Albergatori. Quale bilancio può fare?
Ho cercato di colloquiare tanto con le Amministrazioni che con le altre classi imprenditoriali cercando di venirci incontro a vicenda. E siamo riusciti ad andare sempre d’accordo.

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