Wednesday, November 14, 2018

RISTORANTE LA BELLA NAPOLI

QUESTO RISTORANTE E PIZZERIA AL PORTO DI FORIO E’ UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA CURA CHE METTONO NELLO SCEGLIERE GLI INGREDIENTI E LA PASSIONE CON CUI COSTRUISCONO I PIATTI.

E’ dall’incontro fra Ciro Caserta e Leopoldo Iacono, ischitani, con il progetto di aprire un ristorante proprio, che nasce La Bella Napoli. Sul lungomare di fronte al porto di Forio, questo locale accogliente si è subito affermato come uno dei migliori dell’isola, al punto che è sempre consigliata la prenotazione. Merito delle impostazioni date alla cucina e alla sala: tanto pescato, molto spesso locale, selezionato dallo chef (che a sua volta è appassionato di mare ed esperto pescatore), in un menù improntato su preparazioni fresche, equilibrate, con un tocco di inventiva, e tanta ricerca sulle materie prime, tutte con il comune denominatore della grande qualità, tipicità e possibilmente a km 0, ricorrendo di frequente a produttori isolani, e non manca un ottimo spazio pizzeria. Un classico richiestissimo de La Bella Napoli, il Mosaico di mare: in un unico grande piatto vengono presentate diverse pietanze a base di pesce, fra cui frittura mista, insalata di polipo con patate, salmone, cocktail di gamberi, pesce del giorno marinato, tonno affumicato… E ancora, molto delicato il carpaccio di triglia (rigorosamente del posto), con rucola, noci, e salsa di limone. Le cotture in generale sono rapide, per preservare consistenze e gusto, per esempio la triglia, brevemente marinata in una riduzione di soia, poi cotta avvolta in una crosta di sesamo e accompagnata da un’antica verdura campana che viene oggi recuperata grazie alla banca dei semi dell’Università di Napoli, le ‘torzelle’, simili ai friarielli ma più consistenti e cipolla di Tropea in agrodolce. I primi uniscono pesce e verdure, come nei profumati scialatielli, limone e scampi, o nei paccheri con peperoncini e totano, o ancora in quelli totano, pesto e pachino. Fra i secondi, trionfa la grigliata di pesce che comprende, per esempio, gamberoni, pescespada, tonno e seppie. Ma è da provare anche il tortino di baccalà: il baccalà (dissalato da loro), viene bollito nel latte fino a che non lo assorbe tutto e poi mantecato con olio, sale, pepe e panna; dunque si compone su un letto di peperoncini verdi dolci e sopra stracciatella di bufala, quindi si gratina con una copertura di mollica di pane e nocciole che conferiscono la nota croccante. Per le pizze, cotte nel forno a legna, preparano loro le miscele, la lievitazione è in due fasi e dura 24 h. Il risultato è una pizza eccellente, che accoglie saporite farciture. Accanto ai gusti classici, da provare quella pomodorini, alici e olive, con pomodorini gialli di Corbara (presidio slow food), olive cajazzane, alici di Cetara e origano di Salina. E lo “spilungone”, focaccia per due morbida e friabile al tempo stesso, da farcire con crema ai quattro formaggi, su cui vengono adagiati funghi porcini, pomodorini, rucola e guanciale, oppure provola con parmigiana, o con salsicce e friarielli.