Monday, October 19, 2020

Tourism- REGNO DI NETTUNO

27/2010

 

Realtà consolidate ormai da qualche decennio, le aree marine protette in diversi territori hanno dimostrato tutto il loro potenziale, divenendone l’elemento caratterizzante nonché la primaria fonte di nuove e più tangibili opportunità. Il Regno di Nettuno, qui da noi, è ancora in fase di rodaggio, e nonostante le perplessità di non pochi, che sono molto probabilmente un’espressione di rifiuto di ciò che elide consuetudini consolidate, di certo reca con sé tutto il fascino di una sfida. Dal 2007 ad oggi le difficoltà nell’asset del Regno si sta cercando di superarle con l’impegno costante di quanti credono nella necessità di porre ordine nella fruizione del mare che circonda le isole di Ischia, Procida e Vivara. L’unicità dei luoghi che si rispecchia nell’unicità di un mare straordinario, ci apre alla riscoperta del nostro vero e più ricco patrimonio, destando in noi orgoglio e nello sguardo dei turisti meraviglia. Una storia ancora breve quella del Regno di Nettuno, ma tutta da scrivere per le generazioni future, purché ce ne sia volontà… In pratica, quattro sono le zone dove è proibito entrare, le due zone A, a riserva integrale e le due zone B.n.t. (no take), dedicate esclusivamente all’immersione subacquea sportiva. Per le altre zone, B, C e D esistono regolamentazioni particolari per la nautica, la pesca e le attività acquatiche. Tutte queste attività sono regolamentate e, per praticarle, è necessaria un’autorizzazione. In particolare, la balneazione – che non è consentita nella zona A ove è preclusa qualsiasi attività, dalla pesca artigianale alle immersioni, alla pesca sportiva – è invece permessa nelle rimanenti tre zone, che pongono tuttavia dei limiti alle altre attività. Limiti che si riscontrano ovunque quando si tratta di velocità: 5 nodi al massimo entro i 300 metri dalla costa, 10 nodi tra i 300 ed i 600 metri. La ricerca scientifica è consentita seppur previa autorizzazione. Ad una lettura così, il regolamento del Regno sembra imporre solo limiti, pur tuttavia è proprio da queste limitazioni che parte la sfida dell’AMP. Anche se a tutt’oggi l’organizzazione dell’Ente gestore, Consorzio “Regno di Nettuno”, diretto dal dr. Riccardo M. Strada e presieduto dal dr. Albino Ambrosio – impegnatisi sin dall’inizio nella costruzione dei meccanismi burocratici ed amministrativi e nell’elaborazione del Regolamento di esecuzione e Gestione dell’Area – è ancora provvisoria, è all’assemblea dei Sindaci dei sette Comuni isolani che spetta la prima e l’ultima parola. E la regolamentazione di anno in anno verrà limata e ridefinita, in virtù dei dati che si registreranno, in linea con gli obiettivi di tutela dell’ambiente marino. L’AMP intende essere attenta anche all’economia del territorio, privilegiando le attività tradizionali del luogo come la pesca artigianale, sia pure definendo limiti all’uso di strumentazioni troppo aggressive. Quanto al diporto nautico non residente e d’ancoraggio temporaneo, per quest’anno l’idea è stata di autorizzare un numero limitato di accessi e collegare l’autorizzazione ad un vantaggio diretto per il territorio, fra i non residenti, infatti, hanno potuto ancorare solo quanti avessero mangiato in un ristorante o dormito in una struttura alberghiera di Ischia o Procida (naturalmente il tutto comprovato dal rilascio dello scontrino fiscale). Un modo per fare economia o rendere all’economia locale servigi. Lo abbiamo detto, siamo solo in fase di rodaggio, tutto può essere migliorato, ma l’importante è andare avanti. In non pochi casi la direzione ‘giusta’ è quella della ‘strada in salita’, o potremmo dire della rotta che, inizialmente, accoglie il marinaio coraggioso con flutti pericolosi. La rotta che comporta fatica e sudore. Quella che, non appena si muovono i primi passi, tutti senza esitazione indicano come la via verso la dissoluzione di ciò che l’abitudine ci fa percepire come certezza. Ma questa ‘strada in salita’, questa rotta piena di marosi – sarà solo domani, o fors’anche dopodomani – potrebbe rivelarsi la strada giusta, la rotta verso acque ricche di pescato, quella che potrebbe renderci certezze migliori, rotta maestra per uno sviluppo ed una crescita della nostra comunità finalmente sostenibile.