Monday, October 14, 2019

Food- IL MELOGRANO

n.13/2007

Photo: Redazione Ischiacity
Text: Paola Margaria

 

Premetto che mi accingo a presentarvi questo ristorante più per obbedienza al mio ‘grande’ – e non solo in senso figurato – Direttore, che non per intima adesione; non perché la cucina che vi si gusta non meriti una menzione, ma anzi per il motivo esattamente opposto. E’ una cucina talmente alta e, a mio giudizio, perfetta, che meriterebbe di esservi presentata da gourmet di chiara fama, non da me, umile ed indegna farmacista prestata alla penna ed alla buona cucina. Ma tant’è, mi sottometto e, anche intimidita dalla ‘mole’ del Direttore di cui sopra che ritengo poco igienico contraddire, procedo.
Avete presente quelle persone che vi colpiscono per lo sguardo vivace e penetrante dal quale traspare, dietro un garbato senso di ospitalità, la concretezza e la stringente sobrietà di ciò che è essenziale e importante? Posso dirvi che questa sensazione, colta dalla conoscenza diretta di Libera Iovine, chef e anima del ristorante, è integralmente e direi fedelmente trasferita nella sua cucina.
Come dire, poche parole e molti fatti: con la cucina non si scherza!
Quindi garbo e niente artificiosa affettazione nell’accoglienza che riceverete all’ingresso nel locale, sobrio, spazioso, familiare; come se Libera e Giovanni, il marito che coordina il servizio in sala, vi stessero ricevendo nella loro sala da pranzo, da veri amici.
E siccome, l’ospitalità ed il benessere dei propri ospiti è primario, nulla è trascurato nell’allestimento della tavola e del servizio, altro che certi ristoranti nei quali un fiore fresco, a languire in un brutto calice, vorrebbe assolvere alle regole del buon ricevere. Qui nulla è lasciato al caso, tavoli spaziosi, ben apparecchiati, comodi; il pane viene mantenuto tiepido in simpatici cestini riscaldati da una fiammella; i piatti, colorati e scenografici, eppure minimalisti, esaltano la bellezza delle portate senza mai offuscarle; il servizio efficiente e discreto, non è mai invadente, ma all’occorrenza preciso ed esauriente. Ogni curiosità del commensale viene esaudita con affabilità e cognizione di causa. La carta dei vini poi è, credo, la più fornita e completa che possiate trovare nell’isola di Ischia.
Trasferite quindi la passione per ciò che è essenziale e vero in cucina ed avrete un’idea di ciò che Libera e Giovanni propongono, perché, bisogna dirlo, se nei piatti c’è la creatività e la manualità di Libera, siamo sicuri che molto della perfetta riuscita del risultato si debba all’entusiasmo ed al contributo irrinunciabile di Giovanni.
Allora, veniamo al dunque.
Tutto il menù è improntato ad un grande rigore nella ricerca delle materie prime ed alla rielaborazione, estremamente rispettosa e mai stravolgente, delle nostre migliori tradizioni culinarie.
Trionfo del pesce, innanzitutto: solo ed assolutamente pescato del nostro mare, elaborato in cotture veloci, semplici, che ne esaltino al massimo la freschezza ed il sapore e, come cornice, tutti gli aromi che fanno grande la nostra cucina isolana e mediterranea: basilico, agrumi, pomodorini, olive. Perciò la zuppetta di vongole si veste del profumo di arancia ed il tonnetto si presenta come fantasiosa millefoglie con patate rosse e salsa di basilico; in entrambi i casi l’equilibrio degli ingredienti e l’apparente semplicità dei metodi di cottura esaltano in un modo egregio sapori e profumi.
Stessa filosofia impregna i primi, nei quali ancora trionfa il pesce trattato con straordinario rispetto, come nelle linguine di aragosta, gamberi, colatura di teste e pomodorini, dove la pasta si lega in modo straordinario con il condimento, ed i profumi si esaltano nel liquido che sprigiona dalle teste dei crostacei cotte e schiacciate, cosicché il piatto possa godere al massimo dell’intenso sentore del mare.
Stesso eccellente risultato per i piatti di terra, dove ingredienti di spiazzante semplicità, come ricotta salata, salame fresco, sfoglia, burro e grana si trasformano in ravioli semplicissimi eppure irresistibili.
Su prenotazione, come si conviene a qualsiasi ristorante serio, potrete assaggiare il coniglio all’ischitana.
Quanto ai dolci, non lasciatevi traviare dal piacevolissimo piatto di piccola pasticceria che vi sarà offerto insieme ad un sorbetto, e non rinunciate a scegliere qualcuno dei dolci che sono in carta. Vi troverete vecchie glorie della cucina napoletana come la coviglia, oppure fantasiose rielaborazioni di dessert più usuali, che sotto le mani di Libera rivivono in modo radicale.
Così, se amate i gusti semplici, assaggiate la tortina di mela annurca con il suo sorbetto e la salsa inglese. Una poesia! Se invece siete più ‘lussuriosi’, buttatevi sulla mattonella di cioccolato fondente e gelatina di lamponi servita con un cono croccante ripieno di mousse di cioccolato al latte. Avrete capito dalla descrizione che è una vera delizia per il palato.
Non spenderete poco, ma se posso darvi un consiglio, almeno a tavola, prediligete la qualità alla quantità, vale davvero la pena di rinunciare a qualche pizza e a qualche pasto dozzinale per godersi un disarmante viaggio nel mondo poetico e generoso dei sapori di Libera e Giovanni.
(nelle foto Giovanni e Libera Iovine, Marco Ambrosino, Giorgio Verde).

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